Superbonus, gli ingegneri di Oice: “Servono regole certe e soluzioni rapide”

di Redazione | 04 Maggio 2022 @ 17:18 | ATTUALITA'
SUPERBONUS
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L’AQUILA – “Necessarie regole certe e soluzioni rapide per i serissimi problemi di gestione, prima di pensare all’eventuale revisione del 110%; imprese, professionisti e società di ingegneria rischiano problemi serissimi”. Così l’OICE – l’Associazione delle società di ingegneria e architettura aderente a Confindustria – commenta le dichiarazioni rilasciate ieri a Strasburgo dal Presidente Mario Draghi sul Superbonus 110%. Per Gabriele Scicolone, Presidente dell’Associazione, “si può concordare con il Presidente Draghi sul fatto che lo strumento agevolativo, pensato due anni e mezzo fa per ridare slancio al settore delle costruzioni e delle professioni, duramente colpiti dalla pandemia, e incentivare l’efficientamento energetico, oggi, in un mutato contesto, evidenzia problemi di congruità complessivi sui quali si potrà anche intervenire. Ma dal punto di vista dei progettisti, che hanno responsabilità straordinarie e senza precedenti all’interno delle attività connesse all’attuazione del Superbonus, lancio un grido di allarme forte e chiaro: occorre certezza delle regole e soluzione ai tanti problemi applicativi che stiamo incontrando e che, al di là del tema dell’aumento dei materiali, rendono critica e al limite del collasso la posizione di tutti i soggetti coinvolti.”

 Per Fabio Tonelli, Coordinatore del Gruppo OICE Superbonus, “oltre ai problemi di una schizofrenica normativa fatta di continue modifiche e integrazioni, evidenziamo come si siano rallentate fortissimamente le pratiche in corso; oggi l’espletamento di una pratica d’approvazione di cessione è passato dai 30/45 giorni medi dei mesi scorsi ai 90/120 giorni. Parallelamente sono aumentati i costi di cessione visto che oggi il pricing medio è pari al 12/13% per i crediti a cinque anni, contro il precedente 8/10%. Infine ci viene segnalata la sospensione di ogni accordo quadro di cessione con plafond programmato: oggi si può chiedere alle banche un accordo firmato di cessione per ogni singolo SAL. Il governo con l’ultimo decreto è andato incontro almeno ad alcune delle richieste del mondo bancario, ma ancora oggi non si comprende bene se sia ritenuto sufficiente o meno. È certo che se, nell’immediato futuro, gli istituti di credito, non riapriranno agli acquisti, molte imprese, professionisti e società d’ingegneria coinvolti nel Superbonus 110% rischieranno il fallimento e gravissimi danni economici”.


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