Superbonus, De Amicis (ingegneri): “La cessione dei crediti deve cambiare”

Il presidente dell'ordine aquilano: "Non è un male che il bonus per la riqualificazione energetica degli edifici sia sceso al 90%, ma adesso serve le liquidità che le banche non ci danno"

di Marianna Gianforte | 13 Novembre 2022 @ 06:14 | ATTUALITA'
De Amicis
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L’AQUILA – “Non è un male che il bonus per la riqualificazione energetica degli edifici sia sceso al 90%, forse è anche un bene, perché stimola i proprietari ad approcciarsi in modo diverso a interventi che sono necessari. Quel che invece deve assolutamente cambiare è il meccanismo della cessione dei crediti”. A dirlo, a margine del convegno nazionale organizzato dall’Ater della provincia dell’Aquila, dal titolo ‘La ricostruzione post-sisma nell’edilizia residenziale pubblica’, venerdì 11 all’emiciclo, il presidente dell’ordine degli ingegneri dell’Aquila Pierluigi De Amicis, la cui voce si unisce a quella dei tanti che lanciano un grido d’allarme sull’avvitamento nel quale si è ormai infilata la misura del superbonus, che fino a giovedì era al 110% e ora, dopo la decisioone adottata dal Consiglio dei ministri, al 90%, in primis l’Ance, l’associazione dei costruttori, che chiede da tempo, sia a livello locale, sia a livelo nazionale, attenzione al Governo. Solo due giorni fa, dopo la decisione di Poste italiane di sospendere l’acquisto dei crediti del superbonus, era intervenuta anche la presidente dell’Ance Federica Brancaccio, per la quale “è in corso una speculazione pazzesca”, in quanto, ha denunciato, ad esempio chi ancora acquista lo sta facendo a percentuali bassissime, anche all’85%: una percentuale bassissima che crea enormi difficoltà alle imprese. L’Ance quindi chiede nell’immediato “un input del governo” e la convocazione di un tavolo con l’Abi (l’associazione bancaria italiana) e le associazioni di categoria per trovare possibili soluzioni.

“Serve le liquidità che le banche non ci danno – insiste dal canto suo De Amicis -. La scadenza al 31 dicembre stabilita pochi giorni fa dal Consiglio dei ministri continua a essere una spada di damocle, perché non possiamo continuae ad avere scadenze e a lavorare per il ‘nulla’. Anche noi abbiamo spese, famiglie, strutture da mantenere: anche noi – è l’appello del presidente degli ingegneri – abbiamo bisogno di essere ristorati del nostro lavoro; dei crediti fiscali non sappiamo cosa fare. Ci siamo esposti per il superbonus, ci siamo impegnati e non abbiamo la possibilità di accedere alle nostre spettanze dovute”.

 


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