Sulmona, Pietrucci: “Marsilio vuole gasdotto? Porti questione in Consiglio”

Il consigliere regionale del Pd: "Il presidente della Regione confonde aspetti tecnici con la politica, se vuole cambiare parere ente si assuma le sue responsabilità, le amministrazioni parlano con gli atti non con i comunicati

di Redazione | 18 Giugno 2022 @ 16:45 | POLITICA
gasdotto
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L’AQUILA – “Spiace che il presidente Marsilio cerchi di confondere le idee agli abruzzesi, mischiando aspetti tecnici e aspetti politici”. Così il consigliere regionale del Pd Pierpaolo Pietrucci commenta le parole del presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio, il quale aveva risposto alle associazioni critiche verso il parere positivo espresso dalla Regione al metanodotto Snam in Abruzzo, parlando di “mistificazioni”.

“Mettiamola così – dice Pietrucci -: il tema energetico è quello più politico e strategico di tutti. Scegliere come compensare il taglio del gas russo, insistere sulle fonti fossili o investire nelle energie rinnovabili è politica pura; sulla realizzazione del gasdotto ‘Linea Adriatica’ e sull’autorizzazione del tratto Sulmona-Foligno la Regione Abruzzo ha sempre espresso parere contrario con motivazioni legate alla sicurezza sismica del tracciato e avanzando anche proposte alternative. Insieme alla Regione tutti i livelli istituzionali, dai Comuni alla Provincia, fino a oggi hanno espresso, con delibere motivate anche tecnicamente, il loro ‘no’. La Giunta regionale presieduta da Luciano D’Alfonso – prosegue Pietrucci – ha prodotto sete delibere per negare l’intesa della Regione con lo Stato, qualunque fosse il Governo in carica. Il Consiglio regionale, compreso quello attuale, ha votato all’unanimità dieci risoluzioni di contrarietà al progetto della Snam. Anche la commissione ambiente della camera dei Deputati nel 2011 ha approvato, con voti unanimi, una risoluzione contraria, mai stata rispettata dai Governi che si sono succeduti. La titolarità territoriale è dei Comuni e a loro spetta certificare se l’opera è compatibile o meno con gli strumenti urbanistici e la maggior parte di essi ha attestato che il metanodotto non è compatibile. Così come non è compatibile con la legislazione sugli usi civici, presenti in molte aree attraversate dal metanodotto”.

Il consigliere dem sottolinea, poi, che “sul piano strettamente procedurale va ricordato che, prima di assumere una decisione, dev’essere predisposto e verificato lo studio sulla sismicità del tracciato affidato dal Mise all’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. Insomma, Marsilio la smetta di fare battute sulla sfiducia a Cingolani o di nascondersi dietro le istruttorie tecniche degli uffici: se la Regione vuole cambiare orientamento e dare parere favorevole all’opera, porti un provvedimento in Giunta e in Consiglio. Proprio perché queste riunioni ministeriali non sono ‘un’assemblea politica dove si va a fare propaganda’, Marsilio si assuma le sue responsabilità, perché le amministrazioni parlano con gli atti ufficiali, non con le chiacchiere e i comunicati”.

La settimana scorsa Marsilio aveva dichiarato, dopo la riunione e la pronuncia del parere positivo al Governo, in risposta alle polemiche delle associazioni contrarie, che, nella riunione, “la Regione aveva il compito e il preciso dovere di esprimere la compatibilità dell’opera con alcune precise normative tecniche e con determinati strumenti pianificatori. Non potevamo – aveva detto Marsilio – testimoniare il falso dicendo che l’opera contrasta con le norme e con questi strumenti pianificatori, quando l’istruttoria degli uffici certifica il contrario. I nostri uffici hanno riscontrato la compatibilità dell’intervento sotto il profilo tecnico e amministrativo”. Gli ambientalisti hanno annunciato la volontà di rivolgersi alla magistratura.


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