Sulmona, festival Popanz: tante compagnie per il ‘teatro per i ragazzi’

di Redazione | 18 Agosto 2022 @ 11:19 | EVENTI
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SULMONA – Torna il festival Popanz, curato dalla compagnia Fantacadabra, appuntamento storico e fondamentale per il teatro ragazzi giunto alla sua quinta edizione. Per le famiglie Popanz è un momento di incontro con diverse compagnie teatrali che hanno messo al centro il “teatro per i ragazzi”, un momento di confronto e approfondimento sulle poetiche e sui percorsi artistici, un’occasione culturale e informale di incontro e scambio fra famiglie e artisti. Il teatro, nutrendosi di vicinanza fisica, ha bisogno della presenza contemporanea di attori e pubblico; dopo l’emergenza sanitaria, sembra vivere una fase di oggettiva di ripresa: fra mille difficoltà le famiglie e i ragazzi sono tornati numerosi a partecipare agli spettacoli teatrali. È fondamentale, quindi, impegnarsi per costruire occasioni di rilancio delle nostre attività artistiche, e il Festival Popanz vuole rappresentare una di queste occasioni. Anzi, rispetto alle precedenti edizioni, vogliamo correre il rischio di presentare un’edizione del Festival molto più ambiziosa. Abbiamo raddoppiato il numero di spettacoli e di proposte. C’era una volta ….e ci sarà anche questa estate, un grande palcoscenico, al centro di un cortile storico della città, dove danza sulla scena Noè mentre fate e streghe; gnomi e folletti affolleranno i boschi dell’immaginazione; giullari e saltimbanchi si inchineranno tintinnando alla corte di re e regine; mimi e cantastorie voleranno verso la seconda stella a sinistra strimpellando strane canzonette, proprio mentre IL GATTO CON GLI STIVALI si smarrisce tra la marionette che sbatacchiando mani e testa sul bordo del teatrino.

E attoniti i bambini sgraneranno gli occhi e rideranno, mentre gli adulti di nascosto sogneranno all’alzarsi del sipario del Festival di Teatro ragazzi Popanz. Il progetto Popanz è realizzato dalla compagnia Fantacadabra di Sulmona, in collaborazione con il Teatro Stabile d’Abruzzo e il Comune di Sulmona e l’aiuto della Fondazione Carispaq e della Regione Abruzzo Quest’anno il Festival si arricchirà di una nuova è importante proposta: si svolgerà a Sulmona, presso il Piccolo Teatro di via Quatrario, nei giorni 22, 23 e 24 agosto dalle 15 alle 17, il seminario di formazione, condotto dal maestro Bruno Leone: IL SEGRETO DI PULCINELLA per attori, aspiranti attori e animatori, (max 20 partecipanti) che desiderano approfondire l’antica arte dei burattini e delle guarattelle. Quello delle guarattelle è un teatro nel quale i burattinai, guarattellari o guarattieri, sono attori che, muovendo con le mani e prestando la loro voce ai protagonisti sulla scena, riescono ad esprimere qualunque tipo di sentimento, comico o drammatico, dando vita allo spettacolo.

Il festival prenderà il via lunedì 22 agosto la mattina al parco fluviale alle 11 con le letture animate “MITICHE STORIE” Mitiche Storie sarà l’occasione attraverso la quale, tutti i giorni del Festival, offriremo al pubblico l’opportunità di seguire i “mitici viaggi” di Ovidio con cui farci trasportare dalle tante metamorfosi di fanciulle che si trasformano in alberi, vecchi signori tramutati in serpenti, ragazzi gettati in mare che diventano sassi… per volare sulle ali della fantasia fino al monte Parnaso… E durante questo viaggio il pubblico conoscerà gente, miti e storie di tutti i tipi. “Mitiche Storie” sarà il racconto del viaggio dentro una vera e propria antologia della mitologia antica, della fantasia degli esseri umani attraverso i millenni”.

Lunedì 22 agosto alle 18.30 presso il cortile dell’Annunziata presenteremo “LE MANI DI EFESTO” di e con Francesco Picciotti fuoco, arte e ingegno Spettacolo vincitore del premio Otello Sarzi 2021 – Selezione Festival Trallallero 2021 Produzione Florian Metateatro e Divisoperzero Un antico mito racconta che ad ognuno di noi, prima di nascere, viene mostrata una immagine che sarà la guida per la nostra vita futura. A qualcuno viene mostrato un fiore e quello vivrà tutta la sua vita senza mai smettere di pensare ai fiori; a qualcun altro un pianoforte e diventerà un grande musicista. Ad Efesto venne mostrata l’immagine di due mani e lui, per tutta la propria vita (e la vita di un dio è piuttosto lunga) costruì ogni genere di meraviglia. Di solito gli dei non amano usare le proprie mani: preferiscono far fare ad altri le cose pratiche e girovagare di qua e di là a far danni o gli piace stare lì, fermi, a farsi pregare. Efesto era una specie di Leonardo da Vinci: bravo nelle invenzioni tanto quanto nelle arti, abile nella sartoria quanto nell’ingegneria civile, con una passione per l’arredamento di interni. Peccato che fosse così brutto che sua madre Era, la regina di tutti gli dei, appena nato lo gettò dalla cima dell’Olimpo e lui cadde fino alla Sicilia dove venne trovato da due ninfe. Il piccolo, allora, fu portato sotto l’Etna dove, grazie al calore del vulcano, poté dare sfogo alla sua incredibile creatività. Ma per tutta la vita sognò di poter tornare tra i suoi pari, gli dei, nel posto che gli spettava di diritto: il monte Olimpo. Dopo anni passati a costruire ogni genere di meraviglia, finalmente ebbe la sua opportunità e seppe guadagnarsi ancora il suo posto tra le divinità. Non sempre, però, le persone (o gli dei) vogliono davvero quello che desiderano ed Efesto si rese conto di essere molto più felice tra i suoi attrezzi, nel suo laboratorio, che nel mondo etereo e ovattato dell’Olimpo. Le mani di Efesto parla di un dio artigiano che ricerca ovunque la propria felicità per poi trovarla dove non si aspettava: al punto di partenza. In scena una piccola baracca sarà la tela su cui disegnare i destini degli uomini, ma sarà anche il monte Olimpo e il vulcano Etna e tutto intorno compariranno i personaggi e le mirabolanti invenzioni del dio del fuoco.

Tutti gli spettacoli del pomeriggio saranno anticipati, alle 17.30, da LaborArte, un laboratorio artistico per famiglie condotto dalla storica dell’arte Annapaola Pacella lunedì 22 agosto alle 21.30 sempre presso il cortile dell’Annunziata presenteremo lo spettacolo “A CHE ORA ARRIVA L’ARCA DI NOÈ” della compagnia Fantacadabra – TSA Con Santo Cicco, Laura Tiberi, Roberto Mascioletti, Natascia Pietrangeli, Mario Fracassi. Musiche e canzoni di Germana Rossi Regia Mario Fracassi “Dovete essere sull’arca alle otto in punto se volete salvarvi, perché ci sarà una terribile alluvione… Uno spettacolo che presenta una versione moderna e diversa del Diluvio Universale raccontata dalla prospettiva di tre pinguini. Una storia che tocca le corde della pancia, muovendo al riso e al pensiero. Uno spettacolo giocato su un registro che mescola l’umorismo alla riflessione e all’indagine esistenziale. Uno spettacolo che cerca, con facilità e ironia, di prendere sul serio la grande questione di Dio giocando sul diluvio in modo divertente e arguto. La storia si svolge tra i ghiacci e le nevi del Polo dove tre pinguini, annoiati e litigiosi, sono sorpresi da un evento straordinario: il volo di una farfalla. Non hanno mai visto niente di cosi bello…Proprio in quel momento una colomba viene ad annunciare il diluvio universale. Ma loro non possono salvarsi: c’è posto solo per due pinguini sull’arca di Noè, perché solo due animali di ogni specie potranno sopravvivere salendo a bordo. Che fine farà il terzo pinguino? Fortunatamente hanno un’idea brillante… Un racconto dove poesia e ironia si intrecciano, capaci di suscitare un sorriso che rende più consapevoli. Uno spettacolo divertente e poetico sull’amore, una favola e una storia di amicizia e di solidarietà per tutti. Nello spettacolo tre pinguini e una colomba (con Noè come comparsa) sono protagonisti di un racconto fuori dall’ordinario che intreccia questioni e quesiti metafisici fondamentali (l’esistenza di Dio, il problema del male, il peccato) con un umorismo irresistibile entro la narrazione del mito universale del Diluvio. Ma visto dal basso, con occhi di bambini.

Il programma del Festival proseguirà poi martedì 23 agosto al Parco Fluviale alle ore 11 “Mitiche Storie” martedì 23 Agosto alle 18.30 presso il Cortile dell’Annunziata “CANTI, CONTI E FANTASTICI RACCONTI” una produzione del Teatro Stabile d’Abruzzo in collaborazione con Brucaliffo con Francesca Catenacci e Cecilia Cruciani regia di Fabrizio Pompei Uno spettacolo dedicato ai bambini di ogni età direttamente dalla tradizione popolare. Recuperare i racconti e i canti delle differenti tradizioni popolari italiane ci porterà a riscoprire un personaggio controverso: IL LUPO. Amato e odiato il lupo è lo spirito arcaico che porta in scena la paura umana ma anche lo spirito solidale e comunitario del branco. Nelle fiabe la tradizione ci restituisce strumenti per elaborare le paure, viverle nei panni di personaggi narrati e le canzoni popolari evocano e allontanano gli stessi. Uno spettacolo interattivo che invita i piccoli spettatori a interagire con la storie, creare atmosfere, cantare insieme, fare scelte difficili. In scena una attrice che prova a cantare e una cantante che si presta a fare l’attrice.

Martedì 23 Agosto alle 18.30 presso il Cortile dell’Annunziata presenteremo la Compagnia Proscenio Teatro di Fermo in “ LA BELLA ADDORMENTATA? ” gioco teatrale liberamente tratto da “ La Bella Addormentata nel Bosco” con Roberto Rossetti e Simona Ripari testo e regia Marco Renzi Il Teatro per l’occasione è un Museo monotematico, dedicato alla raccolta di materiali e documenti inerenti il patrimonio delle favole e fiabe più conosciute di ogni tempo, c’è la sala di “Pinocchio”, quella de “Il Gatto con Gli Stivali”, di “Raperonzolo” e di tutte quelle storie che hanno riempito l’immaginario di intere generazioni di ragazzi in tutto il mondo. La Sala dove si effettua lo spettacolo e quella dedicata a “La Bella Addormentata nel Bosco”, all’ingresso il pubblico riceverà un volantino con le istruzioni sul comportamento da tenere in questo luogo speciale, innanzi tutto si dovrà parlare sottovoce per non disturbare il sonno della protagonista che, da quando è stata ritrovata, sta ancora dormendo e non si sa per quanti anni ancora continuerà a farlo, tutti sono in attesa del famoso Principe che dovrà svegliarla e che potrebbe arrivare da un giorno all’altro. Due addetti del Museo accolgono i visitatori (pubblico) e illustrano con professionalità e cortesia i preziosi reperti che sono conservati: la corona del Re, quella della Regina, le pietre del vecchio castello, una riproduzione fedele dello stesso, monili, abiti e ovviamente il pezzo forte della collezione, il regale letto dove la bella Principessa sta ancora dormendo in attesa di quel Principe che baciandola finalmente riuscirà a svegliarla dal suo centenario sonno. Il pubblico, che è diventato gruppo di visitatori, ha acquistato il biglietto “storia inclusa” e quindi, oltre alla spiegazione sui reperti, ha diritto al racconto della vicenda. Durante lo svolgersi della stessa la Principessa nel letto però si muove e questo darà origine ad una serie di situazioni tutte da vivere che, com’è noto, solo il Teatro sa regalare e che sarebbe davvero spiacevole rivelare in anticipo. Un gioco, un grande gioco in grado di coinvolgere tutti: pubblico, attori, sedie e teatro.

Mercoledì 24 Agosto al Parco Fluviale alle ore 11 “Mitiche Storie” Mercoledì 24 Agosto al Cortile dell’Annunziata alle ore 18.30 lo spettacolo della compagnia Il Teatro delle Guarattelle di Napoli “Storie di Pulcinella” di e con Bruno Leone Pulcinella è l’uomo della strada che riesce a sfuggire la morte, a prendersi gioco del potere e della prepotenza pur manifestando egli stesso paura, timore e tutti quei sentimenti che non sono dell’eroe da favola ma dell’uomo di tutti i giorni. Storie di Pulcinella è un modo di presentare i canovacci antichi nella loro modernità e universalità alternandoli con altre storie antiche e moderne, e oltre che spettacolo può diventare incontro, lezione, storia, viaggio insieme nel mondo meraviglioso delle guarattelle. Nel 1978 Bruno Leone apprende l’arte delle guarattelle da Nunzio Zampella, ultimo maestro guarattellaro napoletano, ed evita in tal modo la scomparsa di una tradizione che risale a girovaghi e saltimbanchi medievali. L’arte delle guarattelle deve la sua vitalità alla capacità dei burattinai di coniugare memoria e attualità in un rapporto molto attento col pubblico. Bruno Leone, che ha ripreso canovacci e stili di quest’arte, ha contribuito con efficacia alla ripresa di un genere teatrale tanto importante per la storia della cultura napoletana ed europea. Pulcinella, sempre in scena alla destra del burattinaio, scandisce con la sua magica voce – ottenuta col segreto strumento della pivetta – l’alternarsi delle storie. “Bruno Leone, burattinaio, è l’ultimo grande interprete dei canovacci classici di Pulcinella, che rielabora con vera poesia e con somma perizia tecnica, di cui però quasi non ci si accorge, quando fa spettacolo, tanto si è catturati e trascinati in uno stato di euforia, di leggerezza, di allegria dalla storia che ci viene narrata e mostrata… …Gli spettacoli di Bruno Leone sono uno dei godimenti più autentici che è possibile provare nel nostro Paese in campo di spettacolo. Vi si mescolano fantasia e saggezza, e una fusione quasi miracolosa di corporeo e di spirituale, di comicità volgare (del volgo, cioè, e non della piccola borghesia di tipo televisivo) e di ariosa libertà… …E’ una grande fortuna poter godere di Pulcinella grazie a un poeta come Bruno Leone, maestro burattinaio nell’era dello Stato assistenziale.” Goffredo Fofi

Mercoledì 24 Agosto presso il Cortile dell’Annunziata alle ore 19.30 Consegna della TARGA POPANZ a Giuseppina e Maria Letizia Volpicelli. Il premio del teatro dei ragazzi sarà assegnato alle figlie del pedagogo Luigi Volpicelli e dell’artista Maria Signorelli, che portano avanti la tradizione familiare del teatro di figura, insieme alla tutela di marionette e burattini create e collezionate da sua madre Maria Signorelli, una vera protagonista della cultura del 900

Mercoledì 24 Agosto presso il Cortile dell’Annunziata alle ore 21.30 lo spettacolo della compagnia Matutateatro “L’ACCENTO SULLA A” Favole, novelle e filastrocche di Gianni Rodari raccontate, musicate e cantate. scritto, diretto e interpretato da Elena Alfonsi, Alessandro Balestrieri, Julia Borretti Un’orchestrina suona Rodari. La migliore produzione del maestro di Omegna arriva a teatro in forma di piccolo concerto. Sulla scena un vero e proprio set musicale (violoncello, chitarra, ukulele, percussioni, diamonica, flauti, ecc.) da cui prendono vita le storie di Giovannino Perdigiorno, quelle di Cipollino, le Filastrocche in cielo e in terra, le Novelle scritte a macchina e le Favole al telefono. Uno spettacolo musicale per viaggiare con la fantasia di uno dei più grandi pedagogisti del Novecento. Leggero e divertente appassiona tutti i bambini, anche i più piccini.

Giovedì 25 Agosto al Parco Fluviale alle ore 11 “Mitiche Storie”.

Giovedì 25 Agosto presso il Cortile dell’Annunziata alle ore 18.30 lo spettacolo della compagnia Teatro Stabile d’Abruzzo e Enfants Terribles. “HOTEL TORDÒ” con Andrea Ginestra e Gianluca Castellano Una comedy-show ambientata all’interno di una surreale reception e interpretata dai Fratelli Tordò che, utilizzando i caratteri dei clown intrecciano una serie di sketch inediti. I due clown rischieranno la vita nel tentativo di domare una piccola e affamatissima belva feroce e costringerla a esibirsi nel pericoloso salto nel cerchio di fuoco. Presenteranno un numero di fachirismo onirico attraversando a piedi nudi letti di patate fritte e sfidando le soglie della tentazione lasceranno il pubblico a bocca aperta Nell’imprevedibile Hotel Tordò sparizioni di suocere, preziosismi di micro-magia in lingerie e una serie di imprevedibili errori trasformeranno un tranquillo soggiorno in una catastrofica commedia.

Il festival si concluderà giovedì 25 agosto presso il Cortile dell’Annunziata alle ore 21.30 con PARALLELI: Memorie di viaggio (tra la penna, la maschera e la chitarra), un incontro–scontro tra l’autore di canzoni per ragazzi Paolo Capodacqua il suo amico fraterno, lo scrittore fermano Angelo Ferracuti e il terzo incomodo il regista Marco Renzi. A moderare l’incontro sarà la giornalista Annalisa Civitareale. Un incontro fra sensibilità artistiche spesso convergenti e animate da una forte tensione morale verso l’umanità, Attenzione, un incontro significa anche scontro! scontro come scambio di idee, un passaggio di commozioni, conoscenze che sempre dovrebbero caratterizzare l’incontro tra amici dove l’uno parla e l’altro ascolta, e l’altro parla. In un mondo dove diventa sempre più faticoso e poco naturale sapere ascoltare chi osa parlare, è bene sapere ascoltare le voci, i silenzi, le cose dichiarate e quelle nascoste, sussurrate, suggerite. Solo con la magia della parola ognuno capisce e rinuncia, accetta e consiglia, sente il respiro dello scritto o coglie la voglia di una nota. E così l’autore sa raccontare anche i suoni, la musica delle parole, gli odori del giorno, i sapori nascosti, la presenza di oggetti magari (la penna, la maschera e la chitarra) insignificanti ma ‘utili’ per entrare in punta di piedi nella pancia della storie. Paolo, Angelo e Marco siamo sicuri che daranno vita ad un incontro tortuoso ma stimolante, derivante da un rapporto stracolmo di affetto e tenerezza e anche di spintoni, di coccole e pizzicotti. 

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