Sulmona, Alba Silvani (Novax): “L’Italia è ancora uno Stato democratico?”

di Redazione | 05 Novembre 2021 @ 16:41 | ATTUALITA'
Alba Silvani
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SULMONA – Riceviamo e pubblichiamo da Alba Silvani, insegnante di Scuola dell’Infanzia, dal 4 ottobre sospesa dall’insegnamento e dallo stipendio perché non in possesso del green pass).

Il sindaco di Sulmona, Gianfranco di Piero, sta valutando se reintrodurre l’obbligo delle mascherine all’aperto, mentre il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza ha vietato le manifestazioni anti green pass. A questo punto una domanda sorge spontanea : chi controlla i controllori? Guarda caso è scoppiata un’infezione da covid durante i festeggiamenti, al chiuso, per la vittoria del sindaco Di Piero, segno evidente che le misure di sicurezza non erano state rispettate a dovere. Mentre nei festeggiamenti del rieletto sindaco di Trieste lo stesso Di Piazza si vede nei filmati abbracciare, senza mascherina, i suoi sostenitori, anch’essi senza mascherina. Questa è l’Italia.
Ma questo è ben poco in confronto a quanto sta succedendo nel nostro Paese in merito al rispetto delle libertà democratiche sancite dalla nostra Costituzione. Il leader della protesta dei portuali triestini Stefano Puzzer ha avuto dalla Questura di Roma il foglio di via obbligatorio e non potrà recarsi nella capitale per un anno. Cosa ha fatto Puzzer di tanto grave? Ha distrutto vetrine? Ha incendiato automobili? Ha tentato di assaltare la CGIL o il Parlamento? Ha minacciato le Forze dell’Ordine? Niente di tutto questo : si era semplicemente recato a Roma da solo con un banchetto e alcuni cartelli ed attendeva risposte da parte di qualcuno del Governo. E la risposta c’è stata : il Daspo. Il tranquillo e pacifico cittadino Puzzer trattato come un delinquente o un pericoloso sovversivo. Questo accade in un Paese, l’Italia, la cui Costituzione, all’art. 21, afferma che “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”. La vicenda Puzzer ci ricorda che il potere, di fronte alla ragione risponde sempre con la forza, addirittura rovesciando le parti. Lo aveva già scritto duemila anni fa un certo Fedro, nella favola del Lupo e dell’Agnello.
Ma non solo si impediscono manifestazioni pacifiche non gradite al Governo. Ora si cerca di chiudere la bocca anche a chi fa vero giornalismo. La trasmissione televisiva Report, condotta da Sigfrido Ranucci, è finita nella bufera perché nell’ultima puntata, tramessa lunedì, ha osato mettere in dubbio la narrazione ufficiale della lotta al covid. Parlamentari del Partito Democratico e di Italia Viva hanno chiamato in causa la Commissione di vigilanza Rai accusando Ranucci di essere un no vax e un complottista. Strano, perché Ranucci, come pure Puzzer, è un vaccinato. Ma qual è la “colpa” di Ranucci? Quella di aver gettato un’ombra sull’enorme giro di affari delle case farmaceutiche, di aver cercato di far luce sulla trasparenza della comunicazione circa la terza dose, nonché la seconda del vaccino Moderna, sui dosaggi sbagliati, sugli infermieri che si stanno contagiando perché si sta abbassando l’efficacia del vaccino e ancora su tanto altro. “I fatti non sono vax o no vax, sono fatti – ha replicato Ranucci alle accuse -, il pubblico deve avere la certezza che da me avrà sempre una informazione indipendente e non opportunista”.
Non dovremmo mai dimenticare che la repressione del dissenso e il pensiero unico sono dapprima la malattia e poi la tomba della democrazia. In altri tempi le forze progressiste, di fronte alla deriva autoritaria in atto, si sarebbero sollevate. Oggi invece tacciono. Ha scritto Martin Luter King : ”non ho paura delle parole dei violenti, ma del silenzio dei giusti” . E Lucio Dalla, in una sua canzone, così cantava : “Chi comanda non è disposto a fare distinzioni poetiche; il pensiero, come l’Oceano, non lo puoi bloccare, non lo puoi recintare”.


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