Sul Gran Sasso, pedalando per noi stesse

di Alessio Ludovici | 10 Maggio 2024 @ 06:00 | AMBIENTE
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L’AQUILA – Nel cuore del Gran Sasso, sulle sue lingue d’asfalto che si perdono nell’orizzonte, può capitare di incontrare un gruppo di donne che pedalano sulle proprie bici da corsa. A guidarle, in un viaggio in bici e dentro se stesse, c’è Ilaria Ianni. Aquilana, classe 1986, durante la pandemia si è licenziata dal suo precedente lavoro e ha fondato l’associazione Vado Libera, “un progetto di libertà e benessere al femminile in bicicletta e nella vita, dedicato alle donne e alla loro crescita personale”.

“Sono cresciuta con l’idea di dover fare altro, che diventare avvocato o giudice potesse essere la cosa giusta per me”. Gli anni degli studi però sono stati accompagnati da un’irrequietezza di fondo finché un giorno Ilaria, dopo il terremoto del 2009, è salita in bici: “Non ero una sportiva, eppure mi sono sentita subito a mio agio”.

Ed ha cominciato a pedalare Ilaria, a esplorare il suo mondo e a conoscersi. Pedalata dopo pedalata, chilometro dopo chilometro, ha scoperto lati di sé che non conosceva. Ha preso consapevolezza di saper affrontare una salita, di saper resistere ai venti e reagire agli imprevisti, di potersi rialzare da una caduta, di avere la forza di superare le fragilità, quelle vere e quelle indotte da certi modi di pensare.

Ha scelto di ascoltarsi e in qualche cassetto della scrivania ha quindi riposto quell’idea di sé che sentiva così tanto lontana e ha cercato di coniugare la propria passione con la professione. Ha iniziato in una nota catena della grande distribuzione sportiva che poco dopo gli ha offerto di trasferirsi in Emilia-Romagna. Sfida accettata. Un anno dopo un nuovo trasferimento in Alto Adige con un ruolo nel management della filiale.

vado libera Ilaria Ianni

Qualcosa però la rendeva ancora irrequieta. La svolta arriva con un viaggio in India, in Ladakh pedalando su alcuni tra i passi carrozzabili più alti al mondo fino a circa 5500 metri di quota. Durante quel viaggio Ilaria ha sentito che poteva ispirare anche altri ed in particolare le donne: “Ero una persona fortemente insicura, in bici ho trovato una forza incredibile, ho scoperto la capacità di affrontare e superare sfide, di andare in posti nuovi anche quando non conosci la strada”.

Durante la pandemia la scelta di tornare a L’Aquila e fondare la Asd Vado Libera che aiuta le donne a vivere un’esperienza di crescita nei Retreat che l’associazione organizza, viaggi di più giorni in Abruzzo ma non solo: “La bicicletta è una metafora della vita che ha le sue salite e le sue discese. È l’occasione per mettersi in gioco con se stesse, è un modo per osservarsi, per lavorare sulla propria autostima e sicurezza, la bici è libertà”.

Nei viaggi organizzati da Ilaria non c’è l’ossessione della velocità e della prestazione. Si pedala ascoltandosi, ognuna al proprio ritmo e le nostre montagne sono un posto speciale in cui farlo.

C’è una strana materia di cui il Gran Sasso è ricco, una forza impalpabile ma che ti entra nella pelle, una sostanza né densa né leggera che sembra avere un effetto benefico su chi vi entra in contatto: “E’ il luogo ideale per vivere un viaggio con sé stessi in un’atmosfera intima che ti accoglie e che non è facile trovare per chi sceglie di pedalare su strada! Sei in quota ma la visuale è aperta ed estesa, sei in mezzo al nulla ma senti immediatamente di essere nel posto dove dovevi essere, il Gran Sasso ti apre la mente e il cuore, ti permette di allargare lo sguardo e creare una nuova prospettiva“.

Le donne che partecipano all’iniziative di Vado Libera Asd sono di tutte le età: “Spesso sono in una fase di cambiamenti importanti nelle loro vite, hanno voglia di condividere la propria storia e conoscere altre donne e i nostri viaggi sono un’occasione per farlo ma soprattutto per scoprirsi ed evolversi”.

E i maschietti in tutto ciò? “Qualche battutina c’è stata, il ciclismo è un mondo più maschile che femminile, ma poi hanno capito, e quando vedono il nostro gruppo ci accolgono con entusiasmo”.


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