Sul filo della lama, a duello un lettore e il direttore di un giornale. E Patini tra i padrini

di Alessio Ludovici | 23 Novembre 2022 @ 06:00 | RACCONTANDO
Print Friendly and PDF

L’AQUILA – Il mio Direttore, come tutti i direttori, si preoccupa che non scriviamo cose passibili di querela. E oggi bisogna sempre stare attenti non solo che quello che si scrive sia corretto, ma pure che non urti la suscettibilità di alcuno. Altri tempi quando sui giornali se ne scrivevano di tutti i colori, la critica poteva essere anche sferzante, magari, come accadeva in città con tanti periodici satirici, con un abbondante uso del dialetto che dissacrava ancora di più il potere e le sue mancanze.

Certo è che pure all’epoca direttori e giornalisti avevano le loro gatte da pelare, e anche all’epoca si poteva finire a processo come capitò al direttore del Popolo Vestino e a un suo lettore, fratello di un deputato dell’epoca, siamo a fine ‘800. C’è solo un piccolo dettaglio, il processo imbastito dal Tribunale dell’Aquila non era per diffamazione ma bensì per “Duello”.

Duello a cui si arrivò dopo una serie di alterchi in seguito alle elezioni amministrative e ad alcuni commenti del direttore Orazio D’Angelo sul Popolo Vestino. E che duello, a colpi di sciabola nella sala della scherma della città in via del Corso, 111. Che mondo! avrebbe detto Libero. Anche se a dire il vero l’800 pullulava di duelli, soprattutto per motivi politici e alcuni con esito mortale come quello, che ebbe larga risonanza nel dibattito nazionale dell’epoca, in cui fu ucciso Felice Cavallotti, deputato socialista che perì per le ferite riportate nel duello con il conte Ferruccio Macola. Delitti cavallereschi, così li chiamavano, che finivano spesso nelle aule dei tribunali.

Tornando al nostro duello, i protagonisti furono il direttore del Popolo Vestino, avvocato Orazio D’Angelo, e un lettore, Giovanni Colaianni. Ad assistere il maestro di scherma Adriano Benvenuti, e i padrini. D’eccezione uno dei padrini del Colaianni, tal Teofilo Cav. Patini. Proprio lui, Teofilo Patini. E infine un medico, certi duelli finiscono alle prime ferite e a vincere sembra essere stato proprio il Colaianni visto che a riportare le ferite peggiori, “la peggio” si specifica nel verbale è D’Angelo, 20 giorni di prognosi per una ferita alla mascella destra. Per Colaianni prognosi di 10 giorni per qualche escoriazione al braccio e all’addome. E’ la stampa, bellezza.

Altre storie e aneddoti della città

La prostituzione in città tra ‘800 e ‘900

Birra Aquila

Le lavvannare

Il Munda e la visita in città del presidente Einaudi

Il Frizzo e Fra Nicola

La sala Eden

Leonardo Da Vinci all’Aquila

Il treno Capitignano L’Aquila

La forchetta autostradale

Il cimitero monumentale e le sue storie

L’acqua di Campotosto

Il furto del carro armato dalla Pasquali

Nero e verde, i colori della città

Navigatore di molti mari

Il coprifuoco nel ‘300

Il Torrione d’acqua

La grande peste e le Usca dell’epoca

I segreti di San Domenico

Hotel e Piazzetta del Sole

La piscina comunale dell’Aquila

Ponte Belvedere

 


Print Friendly and PDF

TAGS