Senza consenso è sempre stupro

Va avanti la petizione per non mutilare di un articolo fondamentale la direttiva europea sulla violenza di genere

di Michela Santoro | 12 Febbraio 2024 @ 05:00 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – Il 6 febbraio scorso, il Consiglio Europeo ha stralciato dal testo della direttiva sulla violenza di genere la definizione di stupro come rapporto sessuale senza consenso.

Un decisione che, se ratificata dal Parlamento Europeo, farebbe arretrare i diritti delle donne e rendere ancora più ostico l’accesso alla giustizia per le donne vittime di orribili crimini.

“Non hanno ascoltato la voce dei Centri Antiviolenza e di decine di migliaia di persone”, ha dichiarato l’Associazione Differenza Donna Ape Ong che gestisce il numero nazionale 1522 antiviolenza e stalking della presidenza del Consiglio dei ministri e che ha organizzato una petizione che procederà fino all’8 marzo, giorno in cui è prevista a Bruxelles una mobilitazione europea per i diritti delle donne.

“Questa direttiva – prosegue l’ Associazione – fa arretrare i diritti delle donne e ostacola ancora di più l’accesso alla giustizia per le donne che hanno subito crimini orribili. Negare che senza consenso non sia stupro vuol dire assegnare alle donne la responsabilità di dimostrare la coercizione e la resistenza”.

L'iter della direttiva 

L’8 marzo del 2022, in occasione della Giornata internazionale della donna, la Commissione europea aveva proposto una nuova direttiva in materia di contrasto alla violenza di genere con l’obiettivo di individuare dei punti, comuni a tutti gli Stati dell’Unione, per agire contro: stupro, femminicidio, mutilazioni genitali femminili, aborto forzato, condivisione senza consenso di contenuti intimi, stalking, molestie e  violenza online. 
Con 71 voti a favore su 83, lo scorso giugno il Parlamento aveva accettato la proposta cui il  Consiglio Europeo si è opposto arrivando alla fine dello scorso anno senza l’approvazione di un testo finale.

Il problema è avviluppato intorno all’articolo 5 che nell’individuazione del reato, rifacendosi ai principi della Convenzione di Istanbul, mette al centro il consenso dato o meno dalla donna all’atto sessuale.


"Indignate dall’accaduto,  - prosegue Differenza Donna -  non aspetteremo ferme la ratifica del Parlamento Europeo prevista per il 19 aprile: continueremo con ancora più determinazione la nostra lotta, chiamando tutti i Centri Antiviolenza d’Europa, tutte le associazioni femministe, tutte le personalità e le realtà che sostengono i diritti umani, a manifestare a Bruxelles il prossimo 8 marzo proprio dinnanzi al Parlamento Europeo. 
Ma soprattutto useremo i nostri corpi per dire l’8 marzo a Bruxelles che non esiste Europa senza il pieno riconoscimento dei diritti e della libertà delle donne. Chiediamo a tutte e tutti di continuare a condividere la Petizione fino al giorno in cui ci ritroveremo a Bruxelles".

Nel parla con estrema chiarezza una vittima di violenza sessuale, l’aquilana Sabrina Prioli, sociologa e life coach.

Nel 2020 Sabrina Prioli ha pubblicato il suo primo libro, “Il viaggio della fenice”. Attualmente è in corso la pubblicazione del secondo libro che tratta della vittimizzazione permanente del dopo lo stupro.

Per il suo impegno civile a favore delle donne vittime di violenza e abusi, ha vinto in Italia il ‘Premio Donna 2021’, il ‘Premio Nazionale Pratola 2022-Solidarietà’ e il ‘Premio Paese delle Donne 2022’.


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