«Stuprata selvaggiamente da uno o più uomini che volevano provare una pratica estrema». È questa una delle ipotesi al vaglio degli inquirenti che stanno cercando di dare una spiegazione all’episodio di presunta violenza accaduto nella notte tra sabato e domenica, all’uscita della discoteca Guernica, nel comune di Pizzoli. Vittima una ragazza ventenne di Tivoli che studia all’università dell’Aquila. Nel frattempo sono già trapelate le prime indiscrezioni a proposito dell’iscrizione sul registro degli indagati dei quattro giovani sospettati a vario titolo del grave fatto.

Innanzitutto il giovane militare campano, appartenente al 33° Reggimento artiglieria dell’Aquila, che è stato trovato vicino al punto in cui la studentessa giaceva svenuta, che ha ammesso l’atto sessuale dicendo però che lei era consenziente, altri due commilitoni, uno campano e l’altro aquilano, e della fidanzata di quest’ultimo.

Secondo fonti della procura della Repubblica dell’Aquila, sono attesi per oggi i risultati dei primi esami di laboratorio del Ris (Reparto investigazioni scientifiche) dei carabinieri Roma sugli indumenti appartenenti al militare di Avellino.L’età dei quattro oscilla tra i 20 e i 22 anni. L’evidenza delle gravi ferite (interne ed esterne) riportate dalla giovane, che era stata trovata svenuta e seminuda in mezzo alla neve e in una pozza di sangue dal titolare del locale e dal buttafuori intorno alle 3.30, stanno spingendo gli investigatori a seguire questa pista, ferme restando naturalmente tutte le altre ipotesi al vaglio della Procura aquilana (titolare dell’inchiesta è il pm David Mancini). Le forze dell’ordine starebbero ancora cercando l’oggetto, forse un bastone, con il quale sarebbe stata compiuta la violenza. I danni subiti dalla ragazza, infatti, non sono compatibili con un rapporto sessuale ordinario.

Non pare, tuttavia, che la violenza sia avvenuta all’interno della vettura. Di sicuro mancano le tracce di trascinamento nel piazzale del locale, che resterà chiuso per dieci giorni come disposto dal questore Stefano Cecere.

Le condizioni della ragazza, ricoverata all’ospedale San Salvatore del capoluogo abruzzese e assistita da medici e psichiatri, vanno lentamente migliorando. Con l’aiuto dei genitori, sempre vicini a lei, si è alzata e ha fatto qualche passo intorno alla stanza. Le ferite, che hanno richiesto l’applicazione di numerosi punti di sutura in sala operatoria, sono gravi ma non dovrebbero aver arrecato alla giovane danni permanenti. Tra una decina di giorni, potrebbe già lasciare l’ospedale. Fisicamente sta meglio, ma il forte choc le impedisce momentaneamente di ricordare cosa è accaduto e, quindi, di aiutare gli investigatori a ricostruire i fatti.

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