Strada dei parchi, concessione A24 25 e richiesta indennizzo di 2 mld

di Redazione | 23 Maggio 2022 @ 13:01 | ATTUALITA'
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Secondo il Sole 24 ore, Strada dei Parchi sarebbe sul punto di avviare le procedure di recesso con la cessazione anticipata della concessione per le autostrade A24 e A25.  La società nei giorni scorsi, come riportato dall’autorevole quotidiano economico, avrebbe scritto ai ministeri delle Infrastrutture e dell’Economia per avviare le procedure per il recesso e la cessazione anticipata della concessione. Strada dei Parchi  sembra abbia anche chiesto allo Stato un indennizzo, in oltre 2 miliardi di euro, per la risoluzione anticipata del contratto, la cui scadenza naturale è fissata al 2030. Tra le voci che concorrono a determinare la somma figurano la mancata remunerazione degli investimenti e i mancati incrementi tariffari, vale a dire il rinviato aumento dei pedaggi. La decisione sarebbe maturata dopo la bocciatura dell’ennesimo Piano economico e finanziario, redatto stavolta dal commissario ad acta Sergio Fiorentino.

Il Pef, che servirebbe a mettere in sicurezza 280 chilometri di autostrada dai rischi connessi ai terremoti, resta a tutt’oggi una chimera. Il gruppo Toto, che in un primo momento aveva preferito non commentare, oggi – secondo quanto si legge sul quotidiano Il Centro – ha lasciato trapelare una certa disponibilità alla trattativa, i margini ci sarebbero. Ieri intanto erano arrivate le prime reazioni dal mondo politico, annunciata anche una possibile interrogazione parlamentare sul futuro dei lavori di messa in sicurezza e  su quello dei lavoratori di Strada dei parchi, come anche sulla prossima gestione delle importantissime autostrade  che collegano Lazio e Abruzzo. Solo pochi mesi fa era stato sospeso e rinviato l’aumento tariffario del 34,75%, secondo Strada dei parchi necessari allo svolgimento dei lavori.“Il problema – scriveva ieri il Sole 24 ore – è che con il blocco dei pedaggi, l’esplosione dei costi di manutenzione e gli oneri Covid non rimborsati, la società dei Toto ha maturato un credito nei confronti del ministero delle Infrastrutture che ha già superato i 300 milioni e si stima arrivi a fine anno a 430 milioni. Con ciò compromettendo l’equilibrio economico-finanziario della concessione. Forse è per questo che i Toto hanno deciso di riconsegnare allo Stato le chiavi della concessione”


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