“Stiamo lavorando allo stop dello stato di emergenza al 31 marzo“. Lo ha affermato Andrea Costa, sottosegretario alla Salute, ospite di ‘Radio Anch’io’ Su Rai Radio 1.”La pandemia ci ha insegnato che è difficile fare previsioni a lungo termine, ma i dati in questo senso sono positivi e ci auguriamo che continuino e dobbiamo continuare con le terze dosi”, ha spiegato. Sulla stessa lunghezza d’onda si sono espressi esponenti del mondo scientifico.
Secondo Fabio Ciciliano, medico e componente del Comitato tecnico scientifico (Cts), “dopo due anni i sistemi messi in campo per la gestione complessiva della pandemia possono essere ricondotti ad una gestione ordinaria”. “I numeri – spiega – sono sotto gli occhi di tutti, stanno scendendo. Dal punto di vista dei contagi il numero dei ricoveri scenderà nel prossimo futuro e il numero dei morti sarà l’ultimo a scendere e tra qualche tempo ci darà ragione del calo. L’Rt è sotto 1, siamo in una fase di regressione dell’epidemia e non espansiva”.
“I dati di oggi ci possono confortare in questo senso ed è anche una decisione che ha un aspetto simbolico”, dice il virologo Fabrizio Pregliasco, docente della Statale di Milano, rispondendo all’Adnkronos Salute alle domande sulla possibilità, ventilata da alcuni esponenti del governo, di non prorogare oltre il 31 marzo lo stato di emergenza.
Sempre a Radio Anch’io Costa ha riposto ad altre domande. Si farà la quarta dose? “La politica non ha deciso e deve attendere le considerazioni della scienza. Al momento non è prevista”. Sull’ipotesi di un green pass senza scadenza per chi ha ricevuto la terza dose “è una scelta che la politica deve fare basandosi sulle indicazioni scientifiche”, ha aggiunto.
Per quanto riguarda la scuola, “dobbiamo assolutamente semplificare e uniformare quindi siamo procedendo con un percorso condiviso con le Regioni” e la didattica a distanza solo per gli studenti non vaccinati “è una delle ipotesi per semplificare le norme e credo che si possa arrivare a questo risultato”.
Il sottosegretario si è detto poi ottimista sul fatto che “le mascherine all’aperto si potranno togliere prima di fine marzo. Già nelle prossime settimane lo si potrà fare nelle zone bianche, non si andrà dopo la proroga del 10 febbraio. Credo che ci possano essere le condizioni, sarebbe un segnale di fiducia nei confronti degli italiani, che dopo 2 anni di restrizioni e sacrifici e dopo essersi vaccinati, abbiano bisogno di segnali positivi”.
“C’è stato un incremento eccessivo dell’uso dei tamponi. Io credo che dobbiamo arrivare a riservare il tampone per chi ha sintomi. Se l’obiettivo è arrivare a una fase endemica di convivenza con il virus, credo che questo non può che essere il risultato”.







