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Stagione Teatrale Aquilana, al Ridotto va in scena “Marcinelle, storia di minatori”

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Andrà in scena al Ridotto del Teatro Comunale alle 17.30 e alle 21 lo spettacolo “Marcinelle, storia di minatori”

Il 9 e 10 aprile il nuovo spettacolo prodotto dal Teatro Stabile d’Abruzzo

Per la Stagione Teatrale Aquilana organizzata dal Teatro Stabile d’Abruzzo, andrà in scena al Ridotto del Teatro Comunale giovedì 9 aprile alle 21 e venerdì 10 aprile alle 17.30 e alle 21 lo spettacolo “Marcinelle, storia di minatori”, nuova produzione del Tsa in collaborazione con Alt Academy Produzioni.

Lo spettacolo, con testo e regia di Ariele Vincenti, vedrà in scena lo stesso Vincenti insieme a Francesco Cassibba, Vincenzo Tosetto, Sarah Nicolucci e Giacomo Rasetti. Le musiche e i rumori sono di Tiziano Gialloreto, le scene di Alex Chiti.

“Marcinelle, storia di minatori” sostituisce il previsto “Ezra in gabbia”, che non potrà essere rappresentato a causa di un’indisposizione fisica del protagonista Mariano Rigillo.

Una messinscena dedicata alla tragedia di Marcinelle

L’allestimento, che ha già debuttato suscitando applausi e partecipazione, affronta uno degli episodi più drammatici della storia del lavoro in Europa nel dopoguerra. Nel 2026 ricorre infatti il settantesimo anniversario della tragedia dell’8 agosto 1956, quando nella miniera di carbone di Bois du Cazier, a Marcinelle, in Belgio, morirono 262 minatori a causa di un incendio e dei fumi tossici propagatisi a oltre 970 metri di profondità.

Tra le vittime, 136 erano lavoratori italiani emigrati in Belgio in base all’accordo stipulato tra il governo italiano e quello belga, che prevedeva l’invio di manodopera in cambio di carbone destinato all’Italia.

La messinscena nasce da un accurato lavoro di studio e ricostruzione del contesto sociale dell’epoca, attraverso fonti scritte, filmiche e orali, e si distingue anche per il linguaggio visivo e sonoro, che trasforma la durezza dell’ambiente minerario in un elemento drammaturgico centrale. Rumori, polvere, ascensori, carrelli di carbone e suoni del sottosuolo diventano parte integrante della narrazione scenica.

Vincenti: “Raccontiamo la vita dei minatori fino al momento della tragedia”

“Lo spettacolo – spiega il regista e interprete Ariele Vincenti – ripercorre minuziosamente la cronologia temporale di quattro minatori, dalla partenza dai propri paesi d’origine fino alla morte nella miniera di Marcinelle”.

Vincenti ricostruisce il viaggio affrontato dai lavoratori italiani, le condizioni del trasferimento, l’arrivo in Belgio e l’impatto con una realtà molto diversa da quella promessa. “Con le valigie di cartone i minatori viaggiarono in treno fino a Marcinelle. Gli erano state assicurate 28 ore di viaggio. In realtà furono 5 giorni in condizioni disumane a livello logistico e sanitario”.

Il racconto si sofferma anche sulle condizioni di vita e di lavoro dei minatori, tra alloggi precari, turni estenuanti, paghe a cottimo, pasti scarsi e un’attività quotidiana svolta in gallerie alte appena mezzo metro, a mille metri di profondità. “La mancanza d’aria, la polvere, il rumore assordante, i carrelli carichi di carbone, i nitriti dei cavalli, gli ascensori e altri suoni diventeranno una musica di accompagnamento per le azioni sceniche”.

“Racconteremo anche come passavano il tempo libero. Da una partita a scopa alle telefonate a casa fino al momento della tragedia: tutti i minatori smettono di parlare. Rimarrà in sottofondo ‘la musica della miniera’, così la chiamavano”, conclude Vincenti.

I biglietti sono disponibili in prevendita online. Per informazioni è possibile contattare il botteghino del Teatro Stabile d’Abruzzo.