Stabilizzazioni somministrati in Comdata, Sacchetta: “Possibile la sinergia di settore”

di Redazione | 03 Agosto 2021 @ 17:31 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – “La UILTemp Abruzzo esprime sollievo e soddisfazione per il rispetto degli accordi intercorsi con le Agenzie e Comdata nell’arco dell’ultimo anno, e la conclusione del percorso di stabilizzazione che ha visto coinvolti i lavoratori e le lavoratrici in somministrazione presso il Contac Center Comdata nella sede di L’Aquila”.

Lo afferma il segretario generale UilTemp Abruzzo Maurizio Sacchetta.

“Come categoria di settore la UILTemp Abruzzo, insieme ad altra O.S. di settore, ha intrapreso azione di tutela per tali lavoratori e lavoratrici a partire dal passaggio in Comdata avvenuto nel dicembre 2019 e per il quale furono utilizzate le regole della Clausola anche per coloro, che a quella data, si trovavano con un contratto in somministrazione – aggiunge Sacchetta -. Da sempre sosteniamo la legittima inclusione di tali categorie nei cambi d’appalto delle aziende utilizzatrici, ma restiamo comunque consapevoli che tale attribuzione non sia legalmente e pienamente utilizzabile. Tuttavia una costante interlocuzione con Agenzie ed Azienda Utilizzatrice ha portato ad un percorso di collaborazione e superamento di svariate difficoltà tecnico-legali. Non nascondiamo le molteplici difficoltà ed ostacoli incontrate nel percorso stesso, ma ci teniamo a sottolineare quanto un colloquio sinergico svoltosi tra i principali attori della somministrazione (OO.SS. – APL) e dell’Azienda Utilizzatrice abbia portato risultati impensabili su molte altre realtà lavorative di cui noi ci occupiamo e che testimonia la possibilità di strutturare percorsi finalizzati al mantenimento del perimetro occupazionale e alla tutela delle professionalità che lavoratori e lavoratrici del settore rappresentano”.

Per Sacchetta “A partire dall’ormai lontano autunno del 2019, dove è stato gestito l’ingresso dei lavoratori e delle lavoratrici, passando per i tavoli istituiti dalle OO.SS. con Agenzie ed Comdata nell’estate del 2020, arrivando al 30 novembre 2020, data in cui Comdata comunicava l’intenzione di stabilizzare somministrati e somministrate in più scadenze entro il 2021, il risultato è stato di pieno accoglimento delle esigenze di tutti.
Il percorso di stabilizzazione è stato possibile realizzarlo attraverso l’utilizzo tutti gli strumenti messi a disposizione dalla contrattazione nazionale e dalle regole del CCNL somministrazione, soprattutto attraverso l’utilizzo della formazione di settore e di un lavoro sinergico di implementazione delle regole contrattuali, coadiuvate dalle OO.SS. di settore e recepite positivamente da Comdata. Ai lavoratori ed alle lavoratrici coinvolte nell“ultimo miglio” è stato richiesto un grande impegno ripagato con la stabilizzazione che per i somministrati significa la fine della precarietà”.

Tale percorso di stabilizzazione concede possibilità a tali lavoratori e lavoratrici di entrare di diritto nel percorso di “Internalizzazione del servizio Contact Center ai Clienti commessa Inps” che in questo momento si sta discutendo a livello Nazionale per ribadire la necessità di applicazione della Clausola Sociale, legge 11 del 2016, in grado di mettere in trasparenza il perimetro di riferimento e le condizioni. Una norma giusta, regolamentata anche dal CCNL TLC, che garantisce la continuità occupazionale e consente a chi subentra di contare sull’esperienza maturata sul campo dai lavoratori.

Il sindacalista di UilTemp prosegue affermando: “Queste sono le conclusioni che ci piace portare alla ribalta! Questi i percorsi che danno senso all’incensante lavoro di rappresentanza che ogni giorno mettiamo in atto! Questi i risultati per i quali non smettiamo di credere che il sindacato sia militanza! La UILTemp sostiene le rivendicazioni dei colleghi Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil in merito “nell’applicazione della clausola sociale secondo le regole recepite nel CCNL delle Telecomunicazioni” come unica possibile soluzione e condivide le preoccupazioni per la gestione dell’intera operazione da parte dell’INPS che non fornisce risposta alle preoccupazioni delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti”.


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