Spi Cgil, Trasatti nuovo segretario provinciale

di Redazione | 23 Dicembre 2022 @ 06:12 | ATTUALITA'
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L’AQUILA –  Sarà una battaglia senza esclusioni di colpi quella dello Spi Cgil della provincia dell’Aquila contro la manovra di Bilancio del Governo Meloni, un documento che “dà il colpo di grazia ai poveri e ai pensionati”, che spinge “il lavoro nero e sommerso e facilita lo sfruttamento, che ruba i soldi ai poveri per darli ai ricchi”, che depaupera ancora di più le zone interne dell’Appennino, come quelle aquilane. “Altro che ‘non disturberemo quelli che vogliono fare’ (uno dei motti della presidente del Consiglio dei ministri Giorgia Meloni durante la campagna elettorale e nella sua legislatura, ndr); qui si sta andando nella direzione di distruggere lo stato pubblico, i servizi pubblici”.

Sono le parole dure che il neo segretario del sindacato Spi Cgil Umberto Trasatti, 63 anni e una vita nella Cgil, della quale è stato per otto anni segretario provinciale fino al 2018, ha pronunciato durante il suo intervento al congresso di giovedì 21, nella sala conferenza del sindacato, in via Saragat. Il congresso, spiega Trasatti, che succede con questa elezione a Orante Venti, non è soltanto il momento dell’elezione dei nuovi organismi; ma anche il momento in cui si devono serrare le fila e tracciare le iniziative da mettere in campo sin da subito “per difendere il paese e la collettività”. E da fare, spiega il sindacalista, ce n’è davvero tanto, le idee ci sono, e sono chiarissime.

“La Costituzione dice chiaramente che il fisco, sostenuto da tutti i cittadini e le cittadine, deve servire ad alimentare i servizi pubblici per tutti; invece questa manovra – aggiunge Trasatti – va nella direzione esattamente contraria: aumenta le risorse per la sanità privata e non ci sono soldi per la sanità pubblica, non si investe sul trasporto pubblico, non sulla scuola. E le persone più penalizzate sono proprio i più anziani, i pensionati, che non possono spostarsi, che non hanno più servizi come le poste o le banche. Chiaramente sono i territori vasti quanto quelli della provincia dell’Aquila, a risentirne ancora di più”. A rischio la capacità di acquisto delle persone, perché, sottolinea Trasatti, “non vengono stanziati i soldi nemmeno per il rinnovo dei contratti pubblici”, mentre si recuperano 17 miliardi in tre anni con il taglio della rivalutazione delle pensioni “per finanziare la flat tax agli autonomi con reddito sino a 85mila euro. Questo significa – spiega il neo segretario dello Spi Cgil – che un autonomo paga il 15% di fisco e una persona che guadagna molto molto meno o è in pensione paga il 43%:e al fisco quindi il triplo. Noi della Cgil abbiamo chiesto una riforma fiscale vera, che aiuti chi guadagna meno, ma qui si sta andando nella direzione opposta e la manovra la pagheranno quelli che pagano le tasse sempre e comunque: i dipendenti e i pensionati”, ai quali le spese vengono detratte alla fonte. Ed è proprio dalla provincia dell’Aquila che emergono i dati più negativi: “Secondo l’Istat in provincia il livello della pensione media è del 20% inferiore rispetto alla media regionale. La manovra colpisce i dipendenti e i pensionati e va a recuperare risorse dalla mancata rivalutazione delle pensioni

Per Trasatti quelli che arrivano dal Governo sono “segnali disastrosi – ha detto giovedì al congresso – e a questo si aggiunga la dannosissima riforma del codice degli appalti, sulla quale è intervenuta persino l’Anac, che si vede ridimensionare il proprio potere di controllo proprio nel momento in cui piovono sul Paese miliardi di fondi pubblici per i progetti del Pnrr. “Il nuovo Consiglio dei ministri di fatto liberalizza il subappalto – tuona il sindacalista, che ricorda come fu proprio la Cgil con le sue denunce a far emergere i ricatti nei cantieri della ricostruzione che stanno portando in questi giorni alle prime condanne (inchiesta ‘Dirty job’). Vengono invece limitati, come è scritto nella norma, i poteri dell’Anac, l’autorità anticorruzione. Noi – rivendica – abbiamo lottato per difendere dalle infiltrazioni e dall’illegalità i processi della ricostruzione, perché nel settore c’è più presenza di lavoro nero e sfruttamento, e avevamo chiesto pagamenti tracciabili, facemmo una battaglia per tenere la percentuale dei subappalti il più basso possibile nei cantieri della ricostruzione. Adesso si abbattono tutti i paletti in nome della semplificazione”.

E infine, l’introduzione dei voucher fino a 10mila euro anno per diversi settori: “Avevamo fatto una battaglia contro l’abuso dei voucher e intervenne il decreto Gentiloni – dice Trasatti – adesso vengono pericolosamente ripresentati: voucher che non danno alcun diritto, senza malattia, senza ferie, senza tutela. Il contrario di ciò che serve al Paese”. Ecco che il congresso è stato “un momento per condividere i contenuti che le diverse piattaforme sindacali dovranno attivare sui territori. Lavoreremo affinché lo Spi e la Cgil abbiano una presenza sempre più ramificata nella provincia, per rispondere alle azioni nefaste del Governo italiano ma anche di regioni e Comuni”. 

 


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