Specializzazioni forensi, da oggi in vigore le nuove regole. Max due su 13

13 i settori specialistici previsti dal nuovo decreto

di Redazione | 28 Dicembre 2020 @ 07:00 | LA LEGGE E LA DIFESA
Specializzazioni forensi
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L’AQUILA – Specializzazioni forensi, da oggi in vigore le nuove regole contenute nel decreto ministeriale 163 emanato dal guardasigilli Bonafede lo scorso 1° ottobre ed  efficace da oggi.

“Un passaggio molto importante per l’avvocatura e per i cittadini che avranno maggiori elementi per orientare le scelte di assistenza e di patrocinio”.

Così la presidente del Cnf Maria Masi ha commentato la pubblicazione in Gazzetta ufficiale del provvedimento che rivoluzione il mondo delle professioni forensi.

Con il nuovo decreto, che modifica il precedente regolamento del 2015, gli avvocati potranno conseguire il titolo di specialista in non più di due dei 13 settori previsti dal nuovo decreto. Gli stessi potranno acquisire il titolo sulla base della formazione specifica insieme con l’esperienza maturata nell’esercizio dell’attività professionale.  I colloqui, invece,  saranno finalizzati all’esposizione e alla discussione dei titoli presentati e della documentazione prodotta.

A valutare i candidati

sarà una commissione composta da tre avvocati iscritti all’albo speciale per il patrocinio davanti alle giurisdizioni superiori e da due professori universitari di ruolo in materie giuridiche, in possesso di documentata qualificazione nel settore di specializzazione oggetto delle domande. Il Cnf nominerà un componente avvocato, gli altri saranno nominati con decreto del ministro della Giustizia.

Come stabilito nel vecchio regolamento, il titolo di specialista può essere conseguito anche da coloro che dimostrano di avere maturato un’anzianità di iscrizione all’albo degli avvocati ininterrotta di almeno otto anni e di avere esercitato negli ultimi cinque in modo continuativo con almeno 10 incarichi professionali fiduciari per anno. rilevanti per quantità e qualità. Con il nuovo decreto il titolo in questione può essere conferito dal Cnf anche in ragione del conseguimento del titolo di dottore di ricerca in uno dei settori di specializzazione individuati. Inoltre, è stato aggiunto un nuovo criterio: la valutazione della congruenza dei titoli presentati e degli incarichi documentati con il settore e, se necessario, con l’indirizzo di specializzazione indicati dal richiedente.

Periodo transitorio

Previo superamento di una prova scritta e orale,  gli avvocati che hanno conseguito nei cinque anni precedenti l’entrata in vigore del decreto un attestato di frequenza di un corso almeno biennale di alta formazione specialistica (organizzato dal Cnf, Coa o dalle associazioni specialistiche maggiormente rappresentative), possono chiedere al Cnf il conferimento del titolo di avvocato specialista. Lo stesso riconoscimento  vale anche per coloro che hanno conseguito un attestato di frequenza di un corso avente i requisiti previsti e iniziato prima del 27 dicembre 2020 e alla stessa data non ancora concluso. 

 


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