Sottoservizi, troppe criticità. L’ipotesi: polifore al posto dei tunnel

di Alessio Ludovici | 05 Ottobre 2021 @ 06:52 | ATTUALITA'
Alessandro Piccinini
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L’AQUILA – A fare un elenco puntuale, ieri durante una commissione Garanzia e Controllo, di tutti i motivi che suggeriscono una modifica progettuale della rete di sottoservizi del centro storico dell’Aquila è stato Alessandro Piccinini, il presidente del cda di Gran Sasso Acqua, soggetto attuatore dell’opera. 

L’azienda il 12 agosto, ha informato lo stesso Piccinini, ha scritto al Comune dell’Aquila per valutare l’ipotesi di abbandonare i tunnel e passare direttamente alle polifore. La realizzazione dello smart tunnel è oggetto di un appalto integrato da 80milioni di euro, suddiviso in due stralci, il primo, da 37milioni 540mila euro, ed ultimato al 96%. Il secondo stralcio, da 42milioni 460mila euro, suddiviso in cinque lotti, all’8 o 9% dei lavori solo sul secondo lotto.
“Ringrazio il presidente Giustino Masciocco per aver accolto la richiesta e per i toni costruttivi del confronto politico” ha dichiarato Piccinini in apertura. 
“Le previsioni contrattuali di 18 mesi per la fine dei lavori sono irrealizzabili e va presa una decisione”.

“Andare avanti con l’appalto e con le attuali previsioni contrattuali è impraticabile, per il primo stralcio sono passati dal 2014 sette anni, per il secondo stralcio la situazione è ancora più allarmante. Il costo di gestione del tunnel”, ha aggiunto il direttore tecnico dell’azienda, architetto Armando Balducci “è a carico dell’amministrazione ed è stato quantificato in 800mila euro annui”.
E’ intervenuto anche il direttore amministrativo della Gran Sasso Acqua spa, dott. Raffaele Giannone, sulla tenuta dei conti societari. “L’azienda fattura 15/16milioni di euro” ha spiegato “sono state preannunciate riserve per 3milioni e 900mila euro sul secondo lotto e 3milioni di euro su un altro lotto per l’acquisto di infrastrutture, potremmo raggiungere i 30milioni di euro che la società non sopporterebbe, in caso di rescissione, saremmo sui 2milioni e 400mila euro per lotto e con 9milioni di euro di economie potremmo riprogrammare gli investimenti, la scelta strategica spetterà al Comune con i vertici aziendali”.

Ieri Commissione Piccinini ha elencato quanto già esposto nella relazione inviata al Comune dell’Aquila ed ecco “le criticità” emerse:

Le interferenze con la rete Gas

E’ il problema principale. L’interferenza tra i lavori della rete gas per i riallacci di abitazioni riconsegnate su strade dove ancora non vengono fatti i sottoservizi. Tante le famiglie che non riescono a rientrare nelle proprie abitazioni, la conferma anche dal dirigente del comune dell’Aquila, Evanglisti: “mi chiamano ogni giorno”. Una situazione che pregiudica sia il rientro nelle abitazioni che l’avanzamento dei nuovi sottoservizi. Per rete gas gli allacci sono definitivi, qualsiasi modifica o bypass dovesse essere previsto è quindi a carico di Gran Sasso Acqua che non può far fronte a questa spesa ha dichiarato Piccinini. 

Rinvenimenti archeologici
Circa 140 finora i ritrovamenti che comportano una complessa staffetta tra soggetto attuatore e Soprintendenza. L’acquisizione dei pareri dalla Soprintendenza però può protrarsi anche per mesi. 

Interferenze di altri enti gestori
Per cantierare i sottoservizi è necessaria “la inertizzazione preventiva” delle reti in esercizio, con la realizzazione dei bypass provvisori. “I preventivi – ha spiegato Piccinini – siamo noi stessi a chiederli agli enti gestori, ma a volte arrivano dopo mesi”. Nel primo stralcio, asse centrale, i bypass sono costati 2,4 milioni di euro, una somma che potrebbe anche triplicare nel secondo stralcio.

Edifici pericolanti
La presenza di edifici pericolanti, soprattutto di edilizia pubblica ormai, impedisce molte lavorazioni, a cominciare dagli scavi. 

Residenti ed attività commerciali esistenti
Piccinini ha inoltre sottolineato come oggi l’opera insiste in un centro storico molto più abitato e vissuto rispetto a quando è iniziata l’opera. “Il Comune spesso ci richiede di frazionare gli interventi per l’esecuzione delle opere”. 

Autorizzazioni e viabilità
Seppur marginale, il Presidente della Gran Sasso Acqua, ha evidenziato anche un ritardo nella concessione di ordinanze e autorizzazioni varie da parte dell’Amministrazione comunale, un problema che però, stando a quanto affermato successivamente dal Rup Evangelisti, si sta superando. 

Il terzo stralcio
C’è poi un’altra questione, il terzo stralcio. La situazione è stata mirabilmente illustrata dal professor Maurizio Leopardi. L’Aquila prima aveva un sistema fognario, realizzato tra gli anni ’60 e ’70, unico per tutta la città. Con i nuovi sottoservizi ne avrebbe due, uno che prevede la separazione tra acque bianche e nere in centro, e l’altro misto del resto della città. Le acque bianche e nere del centro storico andrebbero riconvocgliate verso i due depuratori esistenti che non sono attrezzati per gestire questa situazione. Andranno quindi approntate tutta una serie di opere per far convivere questi due sistemi. I soldi per questo terzo stralcio al momento non ci sono ma potrebbero arrivare dalle economie derivanti dalla modifica progettuale della rete dei sottoservizi, anche al netto dei maggiori costi da sostenere per stralciare i contratti di appalto in essere. 

Un bel rebus da sciogliere, motivo per cui a stretto giro sarà probabilmente coinvolta la giunta in una riunione, l’ha chiesta Francesco De Santis della Lega. “Ad oggi – ha spiegato Piccinini – la proiezione di tempistica sul secondo stralcio è molto gravosa. E’ indispensabile coinvolgere il consiglio comunale per valutare le modalità per proseguire. Lo scorrimento naturale dei lavori è fortemente ritardato da questioni lampanti.”

Sul piano del confronto politico è stato soprattutto Americo Di Benedetto, già presidente di Gas, a replicare a Piccinini. Pur essendo aperto a ipotesi di modifiche per Di Benedetto sarebbe un errore rinunciare ad un’opera strategica anche perché, spiega, con le polifore al posto dei tunnel la situazione non cambierebbe molto. Sarà dunque il Comune dell’Aquila ad avere l’ultima parola sulla vicenda. 

 


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