Non mi piace la piega moralista che stanno prendendo gli attacchi a Berlusconi. E’ vero che siamo in campagna elettorale, è vero che ci sono stati altri momenti nei quali Repubblica ha attaccato il Premier su questioni personali, è vero che ci sono le vicende giudiziarie dalle quali distogliere l’attenzione, ma l’unica cosa certa è che questa vicenda di Noemi è un pasticcio vero. Il tutto innescato dalle parole della moglie del Premier, a cui si è aggiunta la frettolosa e discutibile apparizione di Berlusconi a Porta a Porta, amplificata dalla incredibile intervista rilasciata dalla stessa Noemi fino ai silenzi a tutela di una privacy che, ora come ora, appare l’ultimo dei problemi. Insomma degno epilogo per un premier che ha fatto della sua vita privata un fatto pubblico.
A questo punto, ognuno di noi si è fatto un idea e mi auguro che questa telenovela possa trovare presto la parola fine, ma permettetemi di rilevare che la gestione da parte del Premier e dei suoi collaboratori è stata quanto meno discutibile e fino ad oggi ha favorito l’incardinarsi nell’opinione pubblica di un tarlo, quello del dubbio. Dubbio che di sicuro non produrrà effetti devastanti sugli elettori in una campagna elettorale che sarà ricordata perchè pubblico e privato si mescolano nello scontro politico, ma che legittima, almeno in me, il pensiero che sia sia voluta spostare
l’attenzione dell’opinione pubblica, ancora una volta, su questioni private in un momento molto delicato per il Paese. 2Il Financial Times: non è Mussolini, ma è un pericolo. Il premier: più mi colpiscono, più mi rafforzo. Franceschini: «Gli affidereste i vostri figli?». L’indignazione di Pier Silvio e dei fratelli. Frattini: «Stampa disonesta». Poche firme, niente mozione di sfiducia da Di Pietro”.
Questa volta non vorrei essere maliziosa e penso, o meglio preferisco pensare, che tutto questo marasma e il suo perfetto tempismo sia solo una sconcertante coincidenza. Una sincronia infallibile frutto dell’imprevedibile casualità, a questo voglio credere, perchè strumentalizzare il privato per distogliere l’attenzione dai veri problemi della società è sempre una operazione pericolosa che può sfuggire di mano in qualsiasi momento a qualsiasi persona, anche a Silvio Berlusconi.

di Maria Cattini

[tratto da Gli Editoriali del Direttore – IlCapoluogo.it]

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