Sondaggi archeologici per la Beata Antonia. Polvere per via Sallustio

di Alessio Ludovici | 16 Giugno 2021 @ 06:00 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – Piccoli ma significativi passi in avanti per la zona di Via Sassa e via Sallustio, uno dei buchi neri della ricostruzione che, con l’altra grande incompiuta di Palazzo Carli, rappresenta perfettamente il concetto di collo di bottiglia del reinsediamento della città. Su via Sassa però qualcosa comincia a muoversi. Il Provveditorato alle Opere Pubbliche ha, con affidamento diretto, scelto la ditta che si occuperà degli scavi e saggi archeologici relativi ai lavori di consolidamento e restauro del Monastero della Beata Antonia. L’aggiudicatario è lo Studio Associato per l’Archeologia SAxA e l’importo di aggiudicazione è di 8mila e 400 euro.
Il monastero della Beato Antonia è uno dei gioielli perduti dell’architettura religiosa cittadina. L’edificio si trova su via Sassa e il complesso intreccia la vita cittadina da secoli. 

Nel frattempo tutto l’aggregato che circonda la Beata Antonia è oggetto di lavori importanti, ultimo l’abbattimento iniziato sabato scorso dell’edificio d’angolo tra via Sassa e via Sallustio. Ieri, per fortuna, la strada è stata risciacquata più volte con le pompe anche per evitare che il flusso delle auto alzi continuamente polveri sul quartiere, ormai molto abitato, di Fontesecco. Probabilmente anche la nota inviata dal consigliere comunale Paolo Romano deve aver portato ad una maggior attenzione nei lavori di abbattimento di questo grande aggregato. Il giorno prima l’aria era irrespirabile e la strada, riaperta, era piena di polvere facilmente visibile ad occhio nudo e sulle macchine. Secondo il Protocollo Polveri stilato nel dopo sisma le carreggiate, per una questione di salute pubblica, vanno riconsegnate come trovate, cioè senza polvere.


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