Solennità di San Massimo, diacono e martire

Patrono principale della città e arcidiocesi di L’Aquila

di don Daniele Pinton | 04 Giugno 2020 @ 16:53 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – Il capitolo Metropolitano dei Canonici di L’Aquila, storico promotore della Festa di S. Massimo d’Aveia, diacono e martire, Santo Patrono della Città e Arcidiocesi, in sinergia con la Chiesa di L’Aquila, invita i fedeli dell’Arcidiocesi a partecipare alle celebrazioni liturgiche in suo onore, che avranno luogo il 9 e 10 giugno 2020.

Dopo il termine lockdownper la pandemia da Covid-19, tenuto conto della graduale ripresa delle attività pastorali con la presenza del popolo alle celebrazioni eucaristiche, nel rispetto delle disposizioni ministeriali, la Solennità liturgica di S. Massimo avrà luogo, come ormai è consuetudinedal post-sisma 2009, nella Chiesa di S. Maria del Suffragio a Piazza Duomo a L’Aquila. La processione che tradizionalmente si svolgeva al termine della S. Messa stazionale presieduta dal Cardinale Arcivescovo, quest’anno sarà sospesa per evitare assemblamenti.

Quest’anno, verranno ripristinati, come era tradizione prima del sisma del 2009, i Primi e i secondiVespri Capitolaridella Solennità di S. Massimo, presieduti dal Can. Sergio Maggioni, Arcidiacono del Capitolo Metropolitano.

La celebrazione stazionale delle ore 18:00 del 10 giugno 2020, presieduta dal Cardinale Giuseppe Petrocchi, Arcivescovo Metropolita di L’Aquila, concelebrata dai parroci della Città di L’Aquila e assistita dai Canonici, alla presenza delle autorità cittadine, sarà trasmessa in direttastreaming su Laquilablog e Abruzzoweb.I fedeli che non potranno entrare in Chiesa al Suffragio, superata la capienza massima di 95 perone in navata, potranno partecipare alla celebrazione eucaristica del Cardinale Arcivescovo,direttamente da Piazza Duomo dove verrà collocato alla destra della Chiesa delle Anime Sante, un maxi schermo messo a disposizione da Laquilablog.

Infine, domenica 14 giugno 2020, in Centro Storico a L’Aquila, nel Circuito del Castello, dalle ore 8:00 alle 20:00, nel rispetto delle disposizioni ministeriali vigenti in ambito, avrà luogo la Fiera di S. Massimo, organizzata daFIVA Confcommercio di L’Aquila, in accordo con il Capitolo metropolitano dei Canonici di S. Massimo e con la Parrocchia di S. Massimo nella Cattedrale.

 

Ecco il programma delle celebrazioni liturgiche nella Solennità di S. Massimo nella Chiesa Santa Maria del Suffragio:

Martedì 9 Giugno 2020

Ore 17:00     Primi Vespri della Solennità di S. Massimo, presieduti dal Can. Sergio Maggioni, Arcidiacono del Capitolo Metropolitano.

Ore 18:00     S. Messa solenne prefestiva della Solennità di S. Massimo, presieduta dal Can. Daniele Pinton, Vicario Urbano di L’Aquila.

 

Mercoledì 10 Giugno 2020

Ore 11:00     S. Messa Capitolare, presieduta dal Can. Sergio Maggioni, Arcidiacono del Capitolo Metropolitano con predicazione del Canonico Teologo WieslawDabroski.

Ore 17:00     Secondi Vespri della Solennità di S. Massimo, presieduti dal Can. Sergio Maggioni, Arcidiacono del Capitolo Metropolitano. 

Ore 18:00     S. Messa Stazionale, presieduta da Sua Eminenza il Card. Giuseppe Petrocchi, Arcivescovo Metropolita di L’Aquila e concelebrata dai parroci della Città di L’Aquila. Anima la liturgia un gruppo ristretto del Coro Diocesano dei Giovani.

Biografia di S. Massimo d’Aveia

Massimo, nacque intorno all’anno 228 ad Aveia, antica cittadina della conca aquilana, da una famiglia cristiana che lo fece studiare e lo avvicinò al Cristianesimo.Fu imprigionato durante le persecuzioni di Deciotra l’ottobre249 e il novembre 251. Condotto dinanzi al prefetto di Aveia, Massimo non rinnegò mai Gesù Cristo e la sua fede in lui, neanche sotto tortura. La tradizione vuole che il prefetto gli aveva persino promesso la figlia, ma non abiurò e alla fine fu gettato dalla rupe più alta della città, detta Circolo e Torre del Tempio, dove si trova il castello di Fossa.

San Massimo, in Abruzzo è venerato a L’Aquila e Penne. Intorno al 306 d.C. san Massimo, dopo essere stato imprigionato e torturato per la sua fede, avendo anche rifiutato di sposarsi con la figlia del console di Aveia, in cambio del perdono, fu fatto precipitare dal torrione di Aveia, l’attuale castello. Poi il corpo fu venerato in un sacello di Aveiafino al VI secolo.

Dopo la distruzione di Aveia da parte dei Longobardi nel VI secolo, le reliquie di san Massimo furono portate a Forcona (L’Aquila), dove venne eretta una cattedrale in suo nome, ancora oggi esistente, accanto la chiesa di San Raniero (via Marsicana), che fu sede della diocesi di Amiterno sino al 1257, quando la diocesi fu spostata nella neonata città de L’Aquila, fondata nel 1254. Il 10 giugno 956 l’imperatore tedesco Ottone I e il papa Giovanni XII si recarono a venerarle. Pertanto il 10 giugno è il giorno in cui si celebra la sua festa a L’Aquila.

Nel 1256 le reliquie furono spostate a L’Aquila, appena fondata da Federico II, e tumulate nella cattedrale dedicata a lui e a San Giorgio. Da allora è patrono della Città e Arcidiocesi di L’Aquila, ed è effigiato nello stendardo ufficiale del capoluogo di Regione insieme a Sant’Equizio, San Celestino e San Bernardino da Siena

Uno scavo nel 2019 presso la cripra della Cattedrale dell’Aquila, in occasione dei restauri per il terremoto, ha riportato alla luce un sarcofago con resti di tre vescovi. Un corpo risale all’epoca del tardo impero romano, e si è ipotizzato che possa essere quello di San Massimo. Il secondo corpo è stato attribuito al vescovo Anton Ludovico Antinori.

 

 


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