“Socializzazione Scolastica”, uno striscione per lanciare il nuovo progetto del Blocco Studentesco

di Redazione | 15 Marzo 2021 @ 12:15 | ATTUALITA'
Socializzazione Scolastica
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L’AQUILA – “Essere rivoluzione. Socializzazione scolastica ora!”, questo lo striscione del Blocco Studentesco apparso nella notte per lanciare il nuovo progetto Socializzazione Scolastica, rivoluzionando gli schemi nel dibattito nel panorama scolastico attuale.

Perché, vi domanderete, perché la scuola è morta.

 
La pandemia e la quarantena hanno dato il colpo di grazia ad un sistema scolastico già da anni malato terminale: tagli, riforme, privatizzazioni, aziendalizzazione degli istituti, infiltrazioni ideologiche, hanno portato al coma profondo della struttura elefantiaca molto prima del virus. La scuola è morta per l’assenza di scopo che è l’unica, vera, malattia del mondo. La didattica a distanza è solo la nuova forma fisica che ha assunto la distruzione dell’educazione pratica, culturale, sociale e spirituale degli italiani. Mentre i governi si susseguono da decenni nella crisi del sistema democratico e parlamentare mentre il dibattito si polarizza e spacca il corpo e la volontà della Nazione in classi d’opinione, mentre la polemica sull’istruzione verte sul “riaprire” o “non riaprire” le scuole come fossero semplici negozi, di fronte ad un anno didattico socialmente e praticamente distruttivo per gli studenti di ogni ordine e grado, il Blocco Studentesco pone la sua sfida rivoluzionaria. Riaprire la scuola? Non riaprire la scuola? No! Rifondiamo la scuola. Noi non vogliamo il ‘ritorno alla normalità’. La normalità è putrescente, avida e pavida. La normalità era già moribonda prima della pandemia la normalità, l’abitudine, ci ha portati qui. Se la normalità è la scuola prima della pandemia, fatta di vuota cultura e pedanteria di professorini, meglio chiuderle per sempre. Ci salvi l’eccezione! Torni il particolare! Sì! La parola attiva che cancella per sempre qualsiasi pensiero passivo: noi non chiediamo, bensì noi vogliamo. Con quali risorse rifondare l’istruzione pubblica? Chiederà il pignolo cambiavalute sempre attento a far quadrare il suo tornaconto. Con la risorsa più grande e preziosa dello Stato: Noi stessi. Fondamenta viventi, organiche, volontarie e non meccaniche dell’Italia”.

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