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Snam, il Comune di Sulmona ricorre al Tar del Lazio

Pizzola: “Un atto giusto, ma troppo tardi”

Snam, il Comune di Sulmona ricorre al Tar del Lazio
Il Comune di Sulmona ricorre al Tar del Lazio dopo la decisione del Tar Abruzzo. Mario Pizzola critica l’amministrazione Tirabassi sulla vicenda Snam.

SULMONA – Il Comune di Sulmona porta la vicenda Snam davanti al Tar del Lazio dopo che il Tar Abruzzo ha dichiarato la propria incompetenza. Un nuovo passaggio giudiziario che riaccende lo scontro sulla centrale di Case Pente e sulle scelte dell’amministrazione comunale.

“Anche il Sindaco Tirabassi fa delle cose buone. Raramente però, senza esagerare”. È con queste parole che Mario Pizzola, del Coordinamento “Per il clima Fuori dal fossile”, commenta la decisione della giunta municipale di Sulmona di presentare ricorso al Tar del Lazio sulla questione Snam, dopo che il Tar Abruzzo si era dichiarato incompetente.

Secondo Pizzola, si tratta dell’unico atto prodotto finora dall’amministrazione comunale sul tema, mentre “per il resto sulla Snam ha tenuto la bocca rigorosamente cucita”.

La critica riguarda in particolare le conseguenze ambientali e archeologiche legate alla realizzazione della centrale. “Nulla sullo scempio archeologico attuato per consentire la costruzione della centrale. Nulla sulla devastazione ambientale, con il taglio di oltre 300 alberi di ulivo e la eliminazione di un importante corridoio faunistico dell’orso bruno marsicano”.

Pizzola contesta inoltre l’assenza di controlli sui lavori a Case Pente, anche dopo che lo stesso Comune, in risposta a un accesso agli atti, avrebbe ammesso di non conoscere il progetto esecutivo della centrale.

“L’unico momento in cui a Palazzo San Francesco si sono alzate le antenne è stato quando hanno sentito la parola ‘ristori’, che ad oggi restano un oggetto misterioso”, afferma.

Dal Tar Abruzzo al Tar Lazio: due anni e mezzo per stabilire la competenza

Il Tar Abruzzo, il 13 maggio scorso, aveva dichiarato di non avere competenza a pronunciarsi nel merito del ricorso presentato dal Comune di Sulmona contro la Regione Abruzzo, indicando nel Tar del Lazio il tribunale competente. Da qui la necessità, per il Comune, di presentare un nuovo ricorso.

“È mai possibile che in un Paese che si vanta di essere la culla del diritto devono passare due anni e mezzo solo per dire che non si è competenti?”, si chiede Pizzola. “E se il Tar Abruzzo fosse entrato nel merito quanto tempo ci sarebbe ancora voluto?”.

Secondo il rappresentante del Coordinamento “Per il clima Fuori dal fossile”, il problema è anche legato ai tempi della giustizia rispetto a quelli della realizzazione dell’opera. “Comunque vada la Snam il suo scopo lo ha raggiunto: quando il Tar del Lazio si sarà pronunciato la centrale Snam sarà in esercizio da tempo; quindi, il nuovo ricorso non sarà servito proprio a nulla”.

Le 22 prescrizioni “ante operam” e il cantiere di Case Pente

Pizzola solleva poi dubbi sulla decisione relativa alla competenza del tribunale. “È proprio vero che la competenza non era del Tar Abruzzo? Su questo è lecito nutrire forti dubbi”, sostiene, ricordando che il Comune aveva impugnato un atto della Regione Abruzzo, designata dal Ministero dell’Ambiente quale organo competente a validare le prescrizioni “ante operam” stabilite dal Decreto V.I.A.

Prima dell’apertura del cantiere della centrale, secondo quanto riportato da Pizzola, Snam avrebbe dovuto adempiere a 22 prescrizioni “ante operam”.

Il 1° marzo 2023 Snam aveva aperto il cantiere a Case Pente, a pochi giorni dalla scadenza dell’autorizzazione a costruire, avvenuta il 7 marzo. “L’apertura del cantiere, dunque, è stato solo un escamotage – diciamo pure una finta – per evitare di restare senza autorizzazione”, sostiene Pizzola.

Quattro mesi dopo, il 13 luglio 2023, il Comitato V.I.A. della Regione Abruzzo avrebbe validato 4 delle 22 prescrizioni. Da qui il ricorso al Tar Abruzzo, con la richiesta di annullare il provvedimento regionale, ritenuto dal Comune arrivato fuori tempo massimo.

Pizzola ricorda inoltre che proprio sui lavori della centrale Snam sono stati presentati sette esposti alla Procura della Repubblica di Sulmona, sui quali, sottolinea, “non si è saputo mai nulla”.

“Come possono i cittadini avere fiducia in un sistema che finisce per premiare il più forte? Anzi, diciamola tutta, il più prepotente e il più arrogante, che può impunemente violare le leggi del nostro Stato di diritto senza che nessuna autorità riesca a fermarlo?”.

I cittadini, direttamente o attraverso i propri rappresentanti istituzionali, “hanno creduto nella giustizia e hanno chiesto giustizia”. Secondo Pizzola, invece, hanno ottenuto “non solo il danno ma anche la beffa”.