di Isabella Benedetti – Li chiamano “millennials”, sono quella generazione avvezza al digitale sin da neonati, quelli che con il ditino “cliccavano” su ogni cosa e, pollice-indice, tentavano di ingrandire anche una foto cartacea. Sono youtuber, blogger, influencer, consumatori 2.0 e abitanti ideali della smart city. Ma cos’è una smart city? Una smart city è una città intelligente, una città dove la tecnologia, applicata ad un efficace piano urbanistico, comporta uno sviluppo economico e migliora la qualità della vita. Tecnologian della “terza piattaforma”: mobile, cloud, internet, big data, robotica….

L’idea di una smart city nasce nel 2009 a Rio de Janeiro, impegnata in un piano di gestione e smaltimento rifiuti e riconversione degli stessi in energia. Nello stesso anno L’Aquila subisce, invece, il rovinoso terremoto di magnitudo 6.3 che distrugge: case, economia e socialità. Proprio questo scenario devastato, desertificato come il bosco dopo un incendio, sembra terreno ideale per una progettazione di smart city. L’Aquila è un foglio bianco su cui scrivere nuova storia e la ricostruzione, in quest’ottica, va pensata in modo intelligente e mirata a: un’edilizia più sicura ed ecosostenibile, a servizi innovativi, a una rete stradale più fruibile e a misure adeguate alla tutela dell’ambiente. L’Aquila è oggetto di un progetto pilota per la realizzazione di una rete in fibra ottica che permetterà l’utilizzo della banda ultralarga con connessione superveloce fino a 100 megabite al secondo. Accanto alla ricostruzione fisica della città, nasce parallelamente il bisogno di una maggiore qualità delle infrastrutture dedicate alla comunicazione che permetteranno ai cittadini un più agevole utilizzo dei servizi e una maggiore coesione sociale. Proliferano in questo contesto le start up, avendo bisogno semplicemente di una connessione internet. Sono società ad alto potenziale di crescita e pongono esse stesse le basi per la creazione di ulteriori opportunità lavorative.

Un convegno promosso dal Rotary Club L’Aquila Gran Sasso d’Italia, con tecnici e politici che vivono e lavorano in città, ha fornito l’occasione per fare il punto della situazione economico-sociale attuale del “cratere” e analizzare quelle che sono le opportunità imprenditoriali, soprattutto per le nuove generazioni. Il territorio dell’Aquila è un territorio tenace, afferma l’ing. Antonella Arista (Confindustria dell’Aquila); un territorio che ha superato: crisi economiche, terremoti e guerra e ha saputo resistere all’inflessione economica che ha colpito l’Abruzzo dal 2014 al 2018, sulla scia della crisi nazionale. La flessione più lieve si è registrata in provincia dell’Aquila. Se un calo delle attività c’è stato ed è un dato fisiologico in un contesto duramente provato, c’è chi, di contro, nel nostro territorio ha creduto e crede fermamente. Il polo farmaceutico, con lo stabilimento Menarini, è il terzo in volumi produttivi in Italia. Ha incrementato i posti di lavoro da 13 a 139. Nuovi investimenti anche per il polo aerospaziale con “Tas” e “Leonardo”, eccellenze tecnologiche e ingegneristiche e ancora: Thales Alenia Space, Selex, Telespazio aziende leader nel settore.

L’Abruzzo, prosegue l’ing Arista, è fra le regioni più attive anche per l’export: agroalimentare, tessile, automotive.

Fiore all’occhiello della città è la Gran Sasso Science Institute, scuola post universitaria di alta formazione che richiama studenti e ricercatori da ogni parte del mondo. L’ing. Michele Flammini ha illustrato l’alto grado di ricerca all’interno del GSSI e le soluzioni accademiche possibili per il rilancio dell’economia.

Anche il turismo registra un’ascesa nel 2019. Quando si parla di turismo è più giusto parlarne al plurale “turismi”, come affermano Santilli (Camera di Commercio), Cioni (Confcommercio) e l’ing. Dino Pignatelli, presidente del Centro Turistico del Gran Sasso, sottolineandone una settorializzazione con caratteristiche peculiari che ne differenziano domanda e offerta. Abbiamo un: turismo della natura, enogastronomico (siamo nella terra dello zafferano e del Montepulciano), culturale, religioso (Perdonanza Celestiniana). Un turismo proiettato al futuro, insomma, con più sfaccettature, che porterà alla creazione di nuove figure professionali e alla riqualificazione di quelle tradizionali. Il turismo montano nel 2018-2019 è in netta ripresa e sempre più di moda, con un “boom” dell’escursionismo che porta sulle montagne appenniniche enormi flussi di persone e un settore sciistico sempre più forte. La stazione di Campo Imperatore registra un trend positivo. L’intento è quello di migliorare sempre più l’offerta di beni e servizi in modo da trasformare quello che attualmente è un “turismo breve”, mordi e fuggi (che, però, non è imputabile al territorio, ma rispecchia l’andamento nazionale, in tutti i settori) in un turismo concorrenziale con il target alpino, anche mediante un ampliamento del comprensorio.

Se, però, in città nascono e crescono attività smart, fast, start up, esistono e vanno considerati altri microsistemi. Sono le realtà analizzate dalla Dott.ssa Calandra (Università degli studi dell’Aquila), percorrendo più di 8000 km attraverso la zona parco per raccogliere le testimonianze, i desideri, i sogni di: agricoltori, allevatori, artigiani, operatori turistici, semplici cittadini.  Sono quelle realtà laboriose, generose e coraggiose che hanno reso grande l’Abruzzo con il loro contributo. Sono due mondi che operano sullo stesso territorio, ma viaggiano a velocità diverse, arterie e capillari all’interno di uno stesso organismo. Due mondi che non si incontrano e paradossalmente neanche si conoscono. L’insegnamento che si ricava dal lavoro del convegno è la necessità di costituire una cabina di regia atta a fornire le linee guida ai vari settori produttivi e che renda effettivi i collegamenti tra questi mondi distanti tra loro, concretizzi un confronto, superando gli slanci individualistici e promuovendo una proficua cooperazione. E’ fortemente convinto di questo indirizzo il Dott. Vittorio Miconi, dottore commercialista revisore dei conti che, esponendo le agevolazioni finanziarie per lo sviluppo dell’imprenditorialità, ribadisce l’importanza di coordinare imprenditori e istituzioni per fare squadra, risolvere problemi comuni e criticità e condividere una strategia di sviluppo comune. Per tanti giovani che sono andati via ce ne sono altri che sono tornati per vivere e lavorare in questa città che ha, comunque, un patrimonio artistico e culturale elevatissimo e un patrimonio naturalistico ancora maggiore.

Dobbiamo credere fortemente in una rinascita, lo dobbiamo alle nuove generazioni che vogliono investire nel nostro territorio e quindi accoglierli, incoraggiarli e sostenerli; lo dobbiamo a quanti hanno edificato questa città con opere e intellettualità, custodire la loro memoria e tramandarla; lo dobbiamo a noi stessi, perché è qui che abbiamo le nostre radici e la nostra identità e una persona senza identità è un corpo senz’anima.

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