“Situazione Mps gestita abbastanza pessimamente”

di Redazione | 30 Dicembre 2022 @ 16:18 | POLITICA
Rivera
Print Friendly and PDF

ROMA –  “Bisogna favorire un sistema bancario che non ripeta gli errori del passato. Siamo al lavoro sul dossier Monte dei Paschi di Siena (banca controllata dal ministero dell’Economia, ndr) , un’altra grande questione ereditata.

Una situazione molto difficile, gestita fin qui abbastanza pessimamente, decine di miliardi spesi a carico dei contribuenti”, ha detto il premier Meloni nella conferenza stampa di fine anno che si è tenuta ieri a Palazzo Chigi.

Tre ore non stop in cui Meloni ha toccato svariati argomenti rispondendo a 45 domande poste dai giornalisti. Sul caso Mps ha aggiunto “oggi è stato fatto un aumento capitale, c’è una ristrutturazione che ci sembra abbastanza solida.

Lavoriamo per un’uscita ordinata dello Stato”, puntando a “creare le condizioni per cui in Italia ci siano più poli bancari italiani”. 

Parole che per molti della maggioranza di governo in Parlamento sono tuonate come strali nei confronti dell’aquilano Alessandro Rivera, direttore generale del Tesoro al dicastero dell’Economia, visto che il dossier Mps è stato gestito proprio da quest’ultimo. 

A storcere il muso, invece, sarebbe stato il leghista Giancarlo Giorgetti, Ministro dell’Economia e delle Finanze. 

Un’anticipazione del probabile ‘siluramento di Rivera’ era stata recentemente data dal quotidiano Repubblica

“Il nuovo anno  – scrive Repubblica – si avvicina e, una volta superato lo scoglio dell’approvazione della legge di Bilancio, il governo Meloni comincerà a pensare seriamente all’innesto di propri uomini nei gangli del potere economico del paese.

Lo spoils system, il meccanismo in base al quale gli alti dirigenti della Pubblica amministrazione restano in carica finché è in sella il soggetto politico che ha vinto le elezioni, e vengono “destituiti” al momento in cui cessa il suo mandato, ha come scadenza il 26 gennaio. E dunque, entro quella data, al Mef devono per esempio decidere se confermare o destituire il direttore generale del Tesoro, Alessandro Rivera”.

Secondo il quotidiano nazionale, il super tecnico sarebbe, quindi, entrato nel mirino della premier Giorgia Meloni 

“Giorgetti invece – continua Repubblica – se lo vorrebbe tenere stretto sia perché da diversi anni Rivera cura tutta la preparazione dei vertici internazionali, ritenuta molto importante, attraverso la quale ha acquisito autorevolezza conquistandosi i galloni sul campo.

Sia perché Giorgetti ha un forte trait d’union con Giuseppe Guzzetti, il gran patron delle Fondazioni ex bancarie, che per molti anni ha dialogato con Rivera quando questi era a capo della Direzione VI del Tesoro, quella che vigila sulle Fondazioni. Ed è proprio grazie alla moral suasion su questi enti che il direttore generale è riuscito a chiudere, non senza patemi d’animo, il recente aumento di capitale del Monte dei Paschi, l’istituto da anni considerato la spina nel fianco del Mef.

Ma proprio per tutti questi motivi Meloni e i suoi più stretti collaboratori considerano Rivera un bastione della sinistra all’interno del ministero che, se possibile, andrebbe abbattuto”.

Al Premier, conclude il quotidiano, non è piaciuta neanche la gestione dei dossier Autostrade, Ita e Ferrovie da parte del direttore generale. Inoltre il cambio di Rivera è ritenuto ‘necessario’ per dare più slancio a un’azione, quella in capo al direttore generale, ritenuta ‘troppo burocratica’.

 

Le reazioni in città

Scrive il consigliere comunale del Passo possibile Enrico Verini sui social: “La deputata eletta all’Aquila Meloni defenestra l’aquilano Alessandro Rivera da direttore del MEF. Mi dispiace da aquilano aver perso un cittadino (peraltro molto serio) in una postazione di grande responsabilità. Utile alla nostra città.

 


Print Friendly and PDF

TAGS