600 euro agli autonomi, commercialista: “Potrebbe slittare anche quello”

di Mariangela Speranza | 02 Aprile 2020 @ 06:30 | ATTUALITA'
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L’AQUILA –  Dopo gli allarmi lanciati sul rischio che le Casse integrazioni possano essere erogate con settimane di ritardo, lasciando senza reddito i dipendenti rimasti senza lavoro, anche i 600 euro previsti agli autonomi potrebbero subire notevoli rallentamenti.

Come spiega infatti a L’Aquila Blog il presidente dell’Ordine dei commercialisti e degli esperti contabili di L’Aquila e Sulmona, Ettore Perrotti, dopo i problemi riscontrati nelle scorse ore sul portale Inps “le domande per il bonus dovrebbero essere smaltite nel giro una settimana, con l’assegnazione dei bonus previsti per il mese di marzo  che potrebbe quindi slittare di qualche giorno”.

L’enorme quantità di richieste ricevute per l’indennità ai lavoratori autonomi che hanno dovuto interrompere o rallentare la loro attività a causa dell’emergenza Coronavirus, ha quasi generato un “crash” informatico del portarle dell’istituto di previdenza, con molti degli utenti che, in barba alle più elementari norme della privacy, hanno segnalato di avere addirittura avuto accesso a dati personali diversi dai propri entrando nell’area riservata.

E oltre alle centinaia di schede di cittadini rese ormai pubbliche, rimane adesso il dramma della mole di domande bloccate per le molte persone in difficoltà, costrette quindi a ritardare di giorni l’accesso a quei 600 euro che, in questi giorni così critici, rappresentano invece una cifra di vita o di morte.

Il problema, secondo lo stesso Perrotti, sarebbe riconducibile al fatto che, nonostante i numeri fossero ben chiari a tutti, istituzioni comprese, “il sito non è stato affatto tarato per ricevere  le richieste di coloro che hanno iniziato a connettersi sin dalle prime ore del mattino”.

“Senza contare – aggiunge – il grave errore di comunicazione alla base, cioè l’aver annunciato che le domande sarebbero state valutate in ordine cronologico e che quindi avrebbe avuto la precedenza per l’accesso al bonus chi per primo sarebbe riuscito a connettersi al portale”.

Un errore a cui, nei giorni scorsi, lo stesso istituto di previdenza aveva inutilmente cercato di porre rimedio, dapprima cancellando la relativa informativa pubblicata in precedenza sul sito e poi negando pubblicamente il click day. Come testimoniato però dai gravi problemi riscontrati nella giornata di ieri, il danno era oramai stato fatto, tanto costringere l’Inps a cessare ogni operazione a circa metà giornata.

Ma non finisce qui. Secondo lo stesso Ettore Perrotti, un altro problema a cui sarebbe necessario porre rimedio riguarda i limiti di reddito al di sopra dei quali il bonus è precluso.

L’indennità prevista da decreto “Cura Italia” è infatti rivolta a tutti coloro che dichiarano fino a 35 mila euro di reddito esentasse o a chi dichiara un reddito tra 35 mila e 50 mila euro che dimostra di aver subito cali di attività di almeno il 33 per cento nei primi 3 mesi del 2020. A pagarne i danni rimarrebbero quindi moltissimi lavoratori autonomi, per cui non è stata ancora pensata alcuna misura ma che stanno comunque risentendo della crisi economica in corso allo stesso modo degli altri.

“Un distinguo di cui non è ancora chiaro il motivo – dice Perrotti -. È inconcepibile che la tutela sia stata estesa a tutte le partite Iva, ma che al contempo gli altri liberi professionisti non siano nemmeno stati presi in considerazione”.


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