Sisma: in Abruzzo ok 1677 pratiche per 310 mln. No arretrato

Ricostruzione privata Centro Italia: 70 al mese,mille entro 2022

di Redazione | 30 Maggio 2022 @ 08:51 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – Dal primo gennaio 2019, quando le pratiche approvate erano 49 su circa 1.200 domande, l’Ufficio abruzzese per la ricostruzione del sisma del Centro Italia ha emesso 1677 decreti di contributo su 3817 istanze istruibili con circa 310 milioni di euro erogati.

In giacenza non ci sono richieste e se si considerano le 853 domande respinte e le 2 in gara, è stato evaso il 66,3% delle richieste, una media di 70 istanze al mese e con un tiraggio dai 15 ai 20 milioni assegnati mensilmente.

Sono i dati salienti del positivo andamento della ricostruzione privata, relativamente ai danni meno gravi, nell’ambito del terremoto del Centro Italia che nel 2016 e nel 2017 ha colpito Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria. In Abruzzo sono 23 i comuni interessati, uno in provincia di Pescara, 6 in provincia dell’Aquila e 16 nel Teramano. Proprio a Teramo si registra il picco, 74% di pratiche evase. Secondo lo stato dell’arte fornito dall’Ufficio abruzzese per la ricostruzione guidato dal manager pubblico Vincenzo Rivera, al termine di questa prima fase di ricostruzione su immobili con danni lievi e una piccola parte con situazioni gravi, manca il 30% dei cantieri: sono 1285 le pratiche in lavorazione di cui 496 in capo ai tecnici incaricati e 73 presso i Comuni (per il 14,9%), 556 in istruttoria e 160 in preistruttoria (18,8%). Queste pratiche saranno smaltite tra la fine di quest’anno e l’inizio del prossimo. Poi una seconda fase con altre 5mila domande: la foto definitiva si avrà a fine anno dopo la scadenza per la presentazione delle domande di contributo per i casi di danno più grave: il 15 ottobre per quanti ora percepiscono il Cas, il 31 dicembre per gli altri. Fase che si protrarrà per almeno tre anni. Meno positivi i risultati della ricostruzione pubblica che fa capo solo marginalmente all’Usr, e però sconta una normativa legata all’appalto pubblico, i cui tempi sono molto più laboriosi, nonché la numerosità delle le stazioni appaltanti, individuate perlopiù negli enti proprietari degli immobili: su 347 interventi di opere pubbliche 17 devono ancora essere avviate, 58 sono state concluse e per 27 si stanno concludendo i lavori. L’Ufficio speciale ha assunto dall’estate 2021 anche il ruolo di stazione appaltante relativamente a 6 opere pubbliche per le quali sono state subito avviate e concluse le procedure di affidamento degli incarichi di progettazione.

 

 


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