Sirente Velino, per la Consulta il taglio dei confini è “incostituzionale”

Per i giudici della Corte Costituzionale la revisione dei confini, approvata in Consiglio regionale nel 2021, è illegittima. Imprudente: polemiche da chi cerca soltato visibilita'. Consulta boccia la procedura e non i contenuti

di Marianna Gianforte | 28 Novembre 2022 @ 17:17 | AMBIENTE
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ROMA – La Corte Costituzionale ha depositato il giudizio di legittimità costituzionale in via principale relativo agli articoli 2, 3 e 8 della legge della Regione Abruzzo dell’8 giugno 2021 n. 14 e sul quale ha deciso il 6 ottobre scorso (udienza pubblica del 4 ottobre) ritenendone la “illegittimità costituzionale, illegittimità costituzionale parziale e inammissibilità”. La legge riguarda la revisione dei confini del Parco regionale Sirente Velino (‘Nuova disciplina del Parco naturale regionale Sirente Velino e revisione dei confini’) approvata in Consiglio regionale nel maggio del 2021 e impugnata dal Governo e dall’allora ministra per gli Affari regionali e le autonomie Mariastella Gelmini, due mesi dopo la sua approvazione. La Giunta regionale attendeva la decisione della Corte Costituzionale; nelle scorse settimane, infatti, l’assessore ai Parchi e riserve naturali Emanuele Imprudente aveva sottolineato di attendere la decisione dei giudici “serenamente e con fiducia per capire se la Regione Abruzzo e, in generale, tutte le Regioni d’Italia, possano creare un Parco naturale regionale con il consenso delle comunità locali ed ampliare in libertà il perimetro dello stesso e, quindi, i suoi stessi confini, ma forse non possano modificarlo o diminuirne l’estensione, sempre con il consenso delle comunità locali. Diventa dirimente, infatti, capire quale intervento possano fare le Regioni sui loro parchi. Qualora la sentenza fosse negativa – aveva detto Imprudente -, quindi bocciasse la riperimetrazione effettuata dalla nostra Regione, relativamente al Parco Sirente Velino, scopriremmo che una Regione ha il potere di ampliare, ma non di restringere i confini di un Parco naturale, creato dallo stesso ente regionale”.

IMPRUDENTE: POLEMICHE DA CHI CERCA SOLTATO VISIBILITA’. CONSULTA BOCCIA LA PROCEDURA E NON I CONTENUTI 

“La sentenza della corte costituzionale stabilisce che il ricorso sull’art. 3 (governance) è stato dichiarato inammissibile. Sull’art. 2 (la perimetrazione) stabilisce che la competenza è regionale e stabilisce che è possibile riperimetrare ma deve essere fatto con una procedura di partecipazione rinforzata e non è sufficiente l’approvazione e dei Consigli comunali e della comunità del Parco. Abbiamo stabilito principi fondamentali e oggi alla comunità del parco Sirente Velino è chiaro cosa è possibile fare. Chi oggi parla cerca scena e visibilità. Non si è reso conto delle esigenza del territorio e del grande cambio di passo che il nuovo parco sta attuando sul territorio. Portando risultati concreti per il territorio con finanziamenti e progettualità e diventando anche modello in Italia come per la Green Comunity”. Così l’assessore regionale ai Parchi e aree protette Imprudente commenta la sentenza della Corte Costituzionale sulla legge ‘Nuova disciplina del Parco naturale regionale Sirente Velino e revisione dei confini’.

AMBIENTALISTI: OGGI È UNA BUONA GIORNATA PER LA NATURA ABRUZZESE

 “Bocciato il taglio del Parco regionale Sirente-Velino: migliaia di ettari tornano protetti, è una buona giornata per la natura abruzzese ed europea. Aquila reale, Orso bruno, Gracchio corallino e Falco pellegrino ringraziano”, scrive in una nota la Stazione ornitologica abruzzese che commenta positivamente la decisione della Corte Costituzionale, che oggi ha depositato la sentenza di “illegittimità costituzionale, illegittimità costituzionale parziale e inammissibilità” relativamente alla legge di revisione dei confini del Parco regionale Sirente Velino (‘Nuova disciplina del Parco naturale regionale Sirente Velino e revisione dei confini’). “Avevamo lanciato l’allarme e poi chiesto al Governo di impugnare la norma; sconcertante l’impegno profuso dalla Regione per diminuire le tutele a un patrimonio collettivo di rilevanza europea”, scrive l’associazione. Per il presidente della Stazione ornitologica abruzzese Massimo Pellegrini “la sentenza ha contribuito a ristabilire l’ordine delle priorità: la tutela della biodiversità viene prima di piccoli interessi locali, a partire da quelli dei cacciatori. L’esistenza di un patrimonio di interesse europeo e la necessità di gestirlo in maniera adeguata dovrebbe essere considerata un onore da parte della Regione e non un peso. Bisogna investire sulle risorse intellettuali e materiali invece che cercare scorciatoie come il taglio all’area protetta”. Il consigliere Augusto De Sanctis, invece, ricorda: “Abbiamo avvisato più volte la Regione dell’inopportunità di procedere. Nei territori che la regione ha poi escluso e che oggi tornano protetti nidificano o si alimentano specie rarissime protette a livello comunitario, dal gufo reale all’aquila reale, dall’orso bruno alla coturnice, dal falco pellegrino al gracchio corallino. Questi territori sono stati riaperti alla caccia e ad altre attività impattanti che invece sono vietate dentro un’area protetta. Fortunatamente migliaia di ettari di natura sono di nuovo tutelati. Oggi è una buona giornata per la natura abruzzese”.

Una misura in passato criticata da molte figure note nell’ambito dell’attivismo politico quali il compianto Giovanni Cialone (Italia Nostra).

WWF ABRUZZO: IL PARCO E’ SALVO 

“La Corte Costituzionale si è espressa con la sentenza n. 235/2022: il taglio del Parco regionale Sirente Velino è illegittimo! Il pronunciamento salva molte migliaia di ettari di territorio protetto che la Regione Abruzzo aveva eliminato dal territorio del Parco regionale”. A scriverlo in una nota congiunta sono le associazioni ambientaliste regionali (Wwf Abruzzo, Lipu Abruzzo, Pro Natura Abruzzo, Italia Nostra Abruzzo, Mountain Wilderness, CAI Abruzzo, Salviamo l’Orso, Orso and Friends, Altura Abruzzo, Appennino ecosistema, Touring Club Italiano, Dalla parte dell’Orso, Comitato Salviamo il Parco Sirente Velino e altre) che avevano creato una mobilitazione contro “l’incomprensibile e scellerata decisione della Giunta regionale, lanciando una petizione on line ha raggiunto più di 125mila firme e raccogliendo l’appello di cinquanta personalità della scienza e della cultura abruzzesi e italiane – ricordano gli ambientalisti nella nota – rivolto al presidente della Regione e all’assessore all’Ambiente, pubblicando articoli sulla stampa, anche su testate importanti a livello nazionale e portando la discussione e la richiesta di scongiurare la riduzione del Parco su un piano di attenzione più ampio di quello locale. Nonostante questo, la Regione Abruzzo è rimasta sorda agli appelli, il presidente Marco Marsilio non ha mai incontrato le associazioni o sentite le popolazioni per raccogliere le istanze e confrontarsi con tutti i portatori di interesse, accampando come ‘volontà del territorio’ delibere di consigli comunali datate di diversi anni e riferite a compagini amministrative spesso mutate”. Il Wwf, poi, una volta approvata la legge regionale con i confini ridotti del Parco, aveva presentato una richiesta al Governo di impugnativa sollevando successivamente attraverso una memoria alla Corte Costituzionale, tra le altre questioni, proprio il fatto che la riperimetrazione attuata andasse a compromettere ‘il nucleo minimo di salvaguardia del patrimonio naturale’ richiesto dalla normativa nazionale.

“Ora la sentenza della Corte Costituzionale dà una sonora batosta all’amministrazione regionale – sostengono le associazioni nella nota – che pensa di ridurre i confini di un’area protetta, mentre gli obiettivi comunitari chiedono esattamente il contrario. È indubbiamente una grande sconfitta far passare la decisione dei confini dell’unica area protetta regionale attraverso una diatriba giuridica, meglio avrebbe fatto la Giunta regionale ad accogliere l’invito che le Associazioni ambientaliste non hai mai cessato di lanciare, quello della ricerca di un dialogo e di un confronto con la creazione di un tavolo di ascolto e di nuova programmazione del territorio, basato però sulla tutela del grande patrimonio naturalistico che il territorio del Parco regionale Sirente Velino custodisce. Ora si lavori insieme per il bene dell’area protetta, il Parco ha bisogno di altro: di essere dotato di strumenti per esercitare la propria funzione, dell’approvazione del Piano di gestione, della possibilità di indennizzare velocemente i danni da fauna all’agricoltura e agli allevamenti, di un piano di rilancio che punti alla promozione turistica…”. 

LA REAZIONE DEL CENTROSINISTRA

Per il senatore del Pd Michele Fina si tratta di una “buona notizia e ora via a un nuovo inizio”. “Era più che prevedibile la bocciatura da parte della Corte costituzionale della riperimetrazione, ovvero della riduzione, del Parco Sirente – Velino che era stata disposta dalla Regione Abruzzo”: lo dichiara Michele Fina, segretario del Partito Democratico abruzzese. 
Fina sottolinea: “Tutto questo mostra che la decisione era figlia di un’improvvisazione incompetente. Certamente i Sindaci hanno raccolto un comprensibile disagio di fronte ad inefficienze nella valorizzazione e nel sostegno al parco regionale; vincoli certi ed opportunità incerte o assenti. Ma la risposta non era e non è la riperimetrazione. Per questo ci siamo battuti contro quella scelta. Ora sia un nuovo inizio, a cui intendiamo partecipare: chi oggi gestisce e guida il Parco lamenta la disparità di strumenti e risorse tra aree protette regionali e nazionali. Vero ma allora perché si è archiviata sbrigativamente la discussione sulla possibilità di trasformare il Sirente – Velino nel quarto parco nazionale abruzzese (o quinto se si considera anche l’istituendo parco della Costa Teatina)? Bisognerebbe risolvere i problemi e superare le frustrazioni trovando una soluzione guardando più avanti e non tornando indietro. Chiederemo a tutti gli attori in campo di confrontarsi senza spirito di appartenenza”. 

“Quando le cose si fanno coi piedi e, direi, con ostinata ignoranza e cattiveria, fanno la fine che meritano: vengono stracciate con le armi della ragione e del rispetto della legge. Dopo la bocciatura del Governo arriva dalla Consulta la sentenza che mette una pietra tombale sull’assurda riperimetrazione del Parco Sirente-Velino”. A scriverlo è il consigliere regionale del Pd Pierpaolo Pietrucci. “Per motivi ancora oscuri o forse puramente ideologici – come se si dovesse dimostrare a chissà chi una indomita e muscolare ostilità anti-ambientalista – l’assessore Imprudente ha dedicato quasi esclusivamente la sua attività in questi anni a ridurre l’area protetta del Parco regionale, incurante delle critiche, dei suggerimenti, delle proposte alternative, degli emendamenti, delle firme raccolte da migliaia di cittadini. Per questo Imprudente deve chiedere scusa e restituire la delega all’ambiente. Lo ripeto: 1) un Parco aiuta l’economia. La qualità ambientale è un fattore premiante, richiesto da turisti, consumatori e cittadini: il brand del Parco aumenta il valore degli immobili, delle produzioni agro-alimentari, di tutto il territorio; 2) i danni della fauna selvatica sono un problema serissimo che peggiorerà, riducendo il Parco, perché solo i cinghiali potranno essere cacciati (soprattutto i maschi) disperdendo i branchi e aumentando la proliferazione dei cuccioli. I risultati si ottengono con il monitoraggio, la caccia selettiva, l’uso dei “corral” di cattura, la semplificando le procedure e aumentando i rimborsi per i danni; 3) l’uso del legnatico è un diritto dei naturali e aiuta la manutenzione del bosco e la prevenzione da frane e incendi. Bisogna aggiornare i dati catastali sulle proprietà pubbliche e private dei boschi, fare nuovi Piani di assestamento forestale, promuovere le amministrazioni dei beni separati; 4) le pratiche urbanistiche sono e resteranno di competenza comunale, non c’entra niente il Parco. Dipendono dalla Soprintendenza per il rispetto del piano paesaggistico che resta in vigore: si deve sveltire l’esame delle pratiche; 5) i progetti di sviluppo sostenibile (allevamento, agricoltura, accoglienza turistica, prodotti tipici, ristorazione, turismo in bici o a cavallo, trekking o scialpinismo, attività culturali e visite nei Borghi) si attivano solo stando nella Rete europea Natura 2000. La zona di conservazione speciale, quando comporta vincoli agli imprenditori, va indennizzata: il Parco deve funzionare approvando dopo 30 anni! il suo piano territoriale con una governance qualificata e chiedendo risorse adeguate, ora che smart working e digitalizzazione possono accrescere i servizi e l’attrattività dei nostri paesi, molto più belli e vivibili delle metropoli. Questa è la strada da seguire. La strada che ci ha insegnato Giovanni Cialone che forse, da lassù, sapendo della sentenza avrà sorriso pensando al suo Parco”.

SINISTRA ITALIANA: PER NOI UNA VITTORIA ANNUNCIATA 

“Per noi una vittoria annunciata, la Corte Costituzionale ha censurato la legge 14/2021 con cui la Regione Abruzzo aveva ridotto l’estensione del Parco regionale Sirente-Velino per diverse migliaia di ettari. Proprio nella partecipazione degli Enti, la cui audizione avrebbe dovuto essere qualificata e seguire un approccio scientifico, oltre che economicamente e socialmente motivato, la Consulta ha riconosciuto un punto di debolezza. Sinistra Italiana aveva immediatamente sollevato la questione alla Regione sulle criticità del provvedimento rispetto alle misure di conservazione della fauna protetta a livello comunitario, ritenendolo a ragion veduta semplicemente un obolo elettoralistico. Tutto inutile. Neanche una petizione con 125.000 firme e un appello sottoscritto da 50 personalità del mondo dei parchi, della ricerca e della cultura erano bastati a fermare le decisioni della Giunta che ha scelto la strada della modifica normativa. Ora ci aspettiamo che il Presidente del Parco chieda scusa a tutti, in primis ai cittadini e alle associazioni che in questi anni hanno dato battaglia per far prevalere un principio di buon senso e ragionevolezza. Chieda scusa e visto che ha contribuito alla formulazione stessa della legge, ne tragga le dovute conseguenze”. Lo dicono Pierluigi Iannarelli ed Enrico Perilli del Circolo Sinistra Italiana L’Aquila


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