Sirente Velino, le reazioni di Pezzopane, Sinistra Italiana e M5S

di Redazione | 23 Luglio 2021 @ 15:19 | ATTUALITA'
Stefania Pezzopane
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ROMA -“Un fallimento clamoroso della regione Abruzzo che si è vista impugnare dalla ministra Gelmini e dal governo la legge che prevedeva la riperimetrazione del Parco Sirente Velino. Come centrosinistra ci eravamo attivati da subito, avevo anche presentato nel maggio scorso una interrogazione al governo, per opporci ad una riperimetrazione che avrebbe comportato un taglio di oltre 10 mila ettari di parco. Per garantire adeguate misure di protezione di un’area di elevato pregio naturalistico, come quella del Parco del Sirente-Velino che rientra nella rete «Natura 2000», non è infatti necessario ridurre i confini del Parco, ma investire risorse per salvaguardare la biodiversità e il territorio. Aiutare i territori sottoposti a vincolo con iniziative a sostegno delle imprese, dei servizi, del turismo. A questo punto, è urgente aprire un confronto vero con gli enti locali per individuare insieme una soluzione sostenibile e alternativa alla riperimetrazione, che è profondamente sbagliata e viola le direttive europee. Invece di tagliare i territori, facciamo un progetto di rilancio anche programmando le risorse del PNRR a sostegno dei parchi D’Abruzzo e dell’Appennino.” Lo afferma Stefania Pezzopane, della Presidenza del Gruppo Pd alla Camera

Sinistra Italiana: Tanto tuonò che piovve…seconda parte!
E’ di eri sera la notizia che su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie Mariastella Gelmini, il Consiglio dei Ministri ha deliberato di impugnare la sciagurata legge n. 14 dell’8 giugno 2021, recante la “Nuova disciplina del Parco naturale regionale Sirente Velino e revisione dei confini. Modifiche alla l.r. 42/2011”, che oltre a riperimetrare il Parco, ne stabilisce i criteri per la nuova governance.
Oramai è chiaro a tutti che, come è stato denunciato dalle 150mila firme raccolte, dall’appello degli oltre 50 tra le maggiori personalità dell’ecologismo italiano, dalle relazioni scientifiche dell’ISPRA e dei Dipartimenti di Scienze Ambientali delle Università del Centro Italia, dalle Associazioni ambientaliste del territorio, dal nostro Circolo e da qualche altro partito, questa operazione rappresenta semplicemente uno strumento di gestione politica/elettoralistica per chi l’ha proposta.
Si è subito capito, un istante dopo l’approvazione della Legge, che serviva esclusivamente per “acconciare” alcune poltrone che infatti, solo qualche giorno dopo, sono state prontamente occupate da chi ha voluto pervicacemente la mutilazione del Parco.
Alla luce di questa decisione del Governo, alla luce del provvedimento del TAR dell’Aquila che ha sospeso l’autorizzazione rilasciata dalla Regione Abruzzo per la realizzazione dei nuovi impianti da sci a Valle delle Lenzuola a Ovindoli, sempre nel Parco Regionale del Sirente-Velino in quanto Zona di Protezione Speciale comunitaria, sarebbe auspicabile che gran parte degli Amministratori del comprensorio del Parco facessero una riflessione sulle linee politiche e amministrative di cui si sono dotati, per poter dare finalmente ai loro cittadini amministrazioni all’altezza della bellezza e complessità di quel territorio.
Chiediamo pertanto al neo Presidente eletto, Francesco D’Amore, di prendere atto del fallimento della sua linea politica e amministrativa, nonché di autosospendersi dalla carica in attesa del pronunciamento della Consulta, in virtù del fatto che sta occupando quella poltrona grazie alla Legge che il Governo ha ritenuto di impugnare.
 
Pierluigi Iannarelli – Segretario Circolo Sinistra Italiana L’Aquila
Stefano Lucantonio – Coordinatore Provinciale Sinistra Italiana
Enrico Perilli – Segreteria Regionale Sinistra Italiana Abruzzo
 

FEDELE “CENTRODESTRA INCAPACE DI GOVERNARE L’ABRUZZO, CONTINUEREMO A COMBRATTERE QUESTA NORMA MANNAIA IN OGNI SEDE POSSIBILE”

Il Consiglio dei Ministri ha deliberato di impugnare, tra le altre, la legge della Regione Abruzzo sulla “nuova disciplina del Parco naturale regionale Sirente Velino e revisione dei confini” in quanto “talune disposizioni si pongono in contrasto con la normativa statale in materia di aree naturali protette e in materia di ordine pubblico e sicurezza”. Una notizia che non ci stupisce e che conferma tutta l’incapacità del centrodestra di gestire l’Abruzzo. Quella sulla riperimetrazione del parco Sirente Velino è una legge iniziata male e finita peggio. Una legge che abbiamo contrastato in ogni modo: in consiglio l’abbiamo osteggiata con 14mila emendamenti, tanto che la maggioranza pur di farla passare ha dovuto ricorrere allo squalificante strumento della ghigliottina. Ma noi continueremo ad opporci in ogni sede possibile a questa sciagura per l’Abruzzo” il commento arriva dal Consigliere regionale Giorgio Fedele, da sempre in prima fila per la tutela del Parco Sirente Velino e protagonista, al fianco di associazioni e cittadini, della lotta alla legge che ha sancito il taglio di migliaia di ettari di area protetta.

“Ci auguriamo, quindi, che questo sia il primo passo verso l’affossamento totale di un testo che taglia migliaia di ettari di parco, che strizza l’occhio a chi vede la montagna come terreno di caccia o mercato di legname e che non valorizza in alcun modo il nostro territorio.

Nei lavori di commissione, che hanno poi portato all’approvazione in consiglio, tutti i portatori di interesse non sono stati ascoltati, come inascoltate sono state le opposizioni e, se non bastasse, sono state ignorate le oltre 150mila firme di cittadini che volevano salvare il parco. Lo stop del CdM è il risultato che si ottiene quando si vuole governare da soli – incalza Fedele – avendo ben chiari i fini di partito ma molto meno il bene comune per l’intero territorio a cui, invece, ogni forza politica dovrebbe mirare.

Continueremo la nostra battaglia a tutela del parco e lo faremo in ogni sede possibile, sperando che questo segnale d’arresto da parte del Governo sia un motivo di riflessione per Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia e un inputa rivedere una legge che, così com’è oggi, rappresenta  solo una sciagura per l’Abruzzo” conclude.


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