Sinn Féin insegna: non si è mai ‘troppo divisi’ per cercare ulteriori scissioni

di Enrico M. Rosati | 14 Maggio 2022 @ 06:00 | POLITICA
Scissioni
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IRLANDA DEL NORD  – Uno dei più grandi limiti della retorica  “we vs them” è che il sottolineare le differenze tra popoli lascia sempre spazio per ulteriori scissioni, e questo è alla base della vittoria storica in Irlanda del Nord del partito estremista Sinn Féin. Sono molti i motivi che, secondo gli analisti internazionali, hanno portato alla caduta del partito che vuole mantenere l’Irlanda del Nord nel Regno Unito, ma i dati dimostrano che la Brexit è stato indubbiamente uno dei fattori portanti. Infatti, nel sottolineare le differenze tra l’identità britannica e quella europea, la campagna per la Brexit è stata animata da dibattiti che sottolineavano le diversità tra le singole nazioni. Evidenziare caratteristiche distintive, soprattutto a livello superficiale, è sempre molto più facile che trovare somiglianze e questa dinamica pesa soprattutto a livello elettorale. Cercare punti fermi su cui costruire progetti comuni, in un mondo governato da social media e da una campagna elettorale perenne, richiede molto più sforzo rispetto a un tweet che, con meno di 300 parole, calca le differenze tra popoli e fasce di popolazione.

Dati referendum Brexit

Dati referendum Brexit

Lo spettro della Brexit 

Durante le elezioni, citando Karl Marx, uno spettro si è aggirato per l’Irlanda del Nord: lo spettro della Brexit. Infatti, i risultati di queste elezioni sono una doccia fredda in primis per il DUP che ha perso un quarto del suo supporto rispetto al 2017 ed in seguito per Boris Johnson, in quanto, come è noto,  il partito Sinn Féin vuole riunire l’Irlanda. Le varie riflessioni su possibili hard brexit e il protocollo applicato in Irlanda hanno acceso una discussione che mina l’unità del Regno Unito. Infatti, così come negli ultimi anni in Europa e America si parlava del ritorno dei nazionalismi, anche in Irlanda del Nord qualcuno continua a sostenere e fare campagna elettorale a favore di un nazionalismo irlandese, che vede entrambe le nazioni riunite sotto un’unica bandiera. I festeggiamenti per la fine della seconda guerra mondiale richiamano alla memoria la storia di altre nazioni  che sono state divise a metà e la necessità avvertita da entrambe le parti di riunirsi in un singolo stato.  

 

Un collasso identitario 

La vittoria del Sinn Féin non porterà, ovviamente, a scissioni immediate ma lancia un segnale di rivolta verso un’identità imposta dall’alto e che può portare a progressi simili anche in altre nazioni, non concordi sulla Brexit. Una possibile riunificazione dell’Irlanda segnerebbe in modo indissolubile il partito conservatore inglese e, di conseguenza, il conservatorismo nel resto del mondo. Infatti, quando si parla di questa identità il filosofo principale che viene richiamato è l’irlandese Edmund Burke, conosciuto per aver criticato aspramente la rivoluzione francese nel suo libro Riflessioni sulla Rivoluzione in Francia. Uno dei pilastri alla base del pensiero di Burke e, di conseguenza del partito conservatore britannico, è che alla base di ogni essere umano vi è una spinta verso la conservazione di ciò che è più nobile e sacro, rappresentato dall’identità del Regno Unito. Anche solo lo spettro della scissione potrebbe portare a gravissime conseguenze filosofico-politiche come il collasso di uno dei pilastri identitari del partito conservatore britannico e del conservatorismo nel mondo. 


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