Sinistra Italiana L’Aquila: “Aprire uno spazio cimiteriale per altri culti”

Pierluigi Iannarelli e Gamal Bouchaib: Uno spazio dove chi muore, ma non è di fede cattolica, possa celebrare il proprio rito di sepoltura, senza che i familiari siano costretti a dover far rimpatriare la salma nel proprio territorio di origine"

di Redazione | 19 Gennaio 2023 @ 09:34 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – “Uno spazio dove chi muore, ma non è di fede cattolica, possa celebrare il proprio rito di sepoltura, senza che i familiari siano costretti a dover far rimpatriare la salma nel proprio territorio di origine, oppure seppellirla in altri comuni evidentemente più virtuosi”. Lo chiedono Pierluigi Iannarelli e Gamal Bouchaib, rispettivamente segretario e responsabile sociale e immigrazione del Circolo sinistra Italiana L’Aquila.

E’ di pochi giorni fa il caso di un neonato, prematuramente scomparso, la cui famiglia è stata costretta a seppellirlo in un comune abruzzese lontano decine e decine di chilometri. Oltre allo strazio per la grave perdita a questa famiglia è stato negato il diritto di poter in qualunque momento fare visita al proprio caro nel luogo nel quale vivono e lavorano e questo per mancanza di aree specifiche nel cimitero del capoluogo o in altre aree all’uopo individuate. 

Prima la maggior parte dei musulmani residenti in Italia ha tradizionalmente chiesto il rimpatrio della salma per motivi culturali e religiosi perché il Paese d’origine restava il loro punto di riferimento identitario e affettivo, il luogo dove sono deposte le memorie, dove si trovavano ancora i legami sociali e familiari e questo anche a costo di sopportare costi non indifferenti, per questo all’interno delle associazioni islamiche, anche a L’Aquila, si sono fatte spesso collette e offerte per  coloro che non hanno la disponibilità di pagarsi il rimpatrio. La presenza nel nostro territorio veniva considerata dalla maggior parte di loro come passeggera e temporanea cosicché il rinvio delle spoglie, per l’immigrato, rappresentava un ritorno alla terra d’origine e alla cultura di appartenenza. Oggi, per molti fedeli oltre che essere anche proibitivo per motivi economici, soprattutto per località molto distanti e poco collegate con l’Italia, la presenza di giovani musulmani di seconda e terza generazione sta cambiando le abitudini della comunità islamica. In futuro si assisterà quindi a un incremento di richieste di sepolture anche nel nostro comprensorio ed è per questo  che la comunità musulmana auspica l’individuazione di un’area in grado di preservare una sepoltura conforme alla loro religione, come anche per le altre religioni diverse dalla cattolica.

In ossequio alla libertà di culto garantita dalla nostra Costituzione, l’articolo 100 del decreto del Presidente della Repubblica 285/1990 sancisce la possibilità di destinare appositi spazi per i professanti di altri culti all’interno dei cimiteri cattolici. I piani regolatori cimiteriali possono prevedere aree speciali e separate per la sepoltura di salme di persone di culto diverso da quello cattolico. Il Sindaco può inoltre concedere un’area adeguata nel cimitero a comunità straniere che facciano domanda di avere un proprio spazio per la sepoltura delle salme dei loro connazionali.

Conoscere e rendere le norme flessibili alle esigenze culturali di comunità straniere residenti nel nostro Paese, rientra fra le qualità di gestione del proprio territorio che il nostro Sindaco e l’Assessore competente dovrebbero considerare importanti.

Ogni persona ha il diritto di poter, attraverso la sepoltura, conservare il ricordo dei propri cari e celebrare i momenti di commemorazione in modalità rispettosa del proprio credo, cultura, tradizione e sentimenti ed è solo così che meriteremo ancor di più il titolo di Città Celestiniana, grazie anche all’indulgenza plenaria che ci ha generosamente donato Papa Francesco.

Per venire incontro alle richieste avanzate dalla comunità islamica che annovera a L’Aquila due luoghi di culto autogestiti dalle associazioni in maniera degna e adeguata, il Sindaco Biondi potrebbe firmare un’ordinanza che permetta alcune deroghe alle regole cimiteriali del capoluogo.

Il Comune può attuare, come hanno fatto altre città, Teramo in testa, ma anche alcuni paesi della Marsica, deroghe in casi particolari; si potrebbero stipulare convenzioni con le associazioni di diverso culto per la gestione di un area specifica per la sepoltura, anche attraverso la corresponsione di un canone e con la relativa manutenzione a loro carico, solo così chi ci amministra rispetterà il suo mandato di prendersi cura di tutte e tutti i suoi concittadini e applicherà i dettami della Costituzione aldilà della razza, del sesso o della religione. 

Si tratta di un provvedimento che è espressione dei principi di tutela dei diritti fondamentali della libertà di pensiero, della libertà religiosa e di uguaglianza, ormai riconosciuti a livello universale e che devono essere tenuti in considerazione da qualunque norma regolamentare, anche comunale”.

 


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