Sinistra Italiana: “A sorpresa è stato nominato presidente del Parco Sirente Velino Francesco D’Amore”

di Redazione | 15 Luglio 2021 @ 15:53 | AMBIENTE
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L’AQUILA – “Tanto tuonò che piovve… a sorpresa, si fa per dire, è stato nominato Presidente del Parco Regionale Sirente Velino o meglio quel che resta del Parco Nazionale Sirente Velino, il Sindaco pescarese di Fagnano, Francesco D’Amore. Il Circolo Sinistra Italiana L’Aquila si è battuto strenuamente insieme alla quasi totalità delle Associazioni ambientaliste del territorio al fine di evitare la sciagurata riperimetrazione. Purtroppo, inutili sono state le 150mila firme raccolte a difesa dell’integrità del Parco, inutile è stato l’appello di oltre 50 tra le maggiori personalità dell’ecologismo italiano (docenti universitari, scrittori, saggisti e giornalisti), inutili sono state le copiose pagine di relazioni scientifiche dell’ISPRA e dei Dipartimenti di Scienze Ambientali delle Università del Centro Italia che hanno lavorato in quel territorio”.

Lo afferamano Enrico Perilli, segreteria regioanel Sinsitra Italiana, Stefano Lucantonio, coordinatore provinciale dell’Aquila di Sinistra Italiana e Pierluigi Iannarelli, segretario Circolo Sinistra Italiana L’Aquila.

“Tutto è risultato vano, tutto è divenuto superfluo difronte a calcoli elettoralistici e politici; così a malincuore assistiamo al paradosso che chi si è battuto più degli altri per riperimetrare e mutilare un territorio protetto è colui che è chiamato a gestirlo, chi più di altri ha dichiarato l’inutilità di un Ente è chiamato poi a gestire quell’Ente – aggiungono Enrico Perilli, segreteria regioanel Sinsitra Italiana, Stefano Lucantonio, coordinatore provinciale dell’Aquila di Sinistra Italiana e Pierluigi Iannarelli, segretario Circolo Sinistra Italiana L’Aquila -. Con rammarico e amarezza prendiamo atto di quanto oramai l’etica della politica si sia eclissata al cospetto di meri interessi di parte. Disgraziatamente quello che fa e farà fuggire i giovani dalle nostre aree interne non sono e non saranno i lupi, i cinghiali o difficoltà di altro genere, quanto piuttosto la moralità della peggiore politica che oramai rappresenta solo interessi individuali e particolari senza nessuna visione del futuro e del bene comune”.


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