Sicurezza a rischio: Criticità nella Funivia Gran Sasso

di Redazione | 23 Dicembre 2023 @ 07:57 | ATTUALITA'
Funivia del gran sasso
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L’AQUILA – Nel cuore del Gran Sasso aquilano, la stagione turistica è minacciata da un’allerta cruciale riguardante la Funivia Gran Sasso. Il dirigente generale, l’ingegner Pietro Marturano, ha evidenziato “importanti criticità” che compromettono il normale funzionamento dell’impianto che conduce a quota 2.128 metri di Campo Imperatore. La situazione, resa ufficiale tramite una lettera inviata al Centro turistico, al sindaco Pierluigi Biondi e al direttore di esercizio della stazione, l’ingegner Pierpaolo Grassi, ha immediatamente scatenato una serie di preoccupazioni, costringendo il ministero ad intervenire con un blocco temporaneo della funivia.

La fonte principale di preoccupazione è stata individuata durante i lavori di revisione quinquennale dell’impianto. Il problema riguarda l’intervento di scorrimento di una delle funi portanti, che è stato descritto come “molto importante” dal dirigente Marturano. Tuttavia, la questione si estende oltre questo specifico problema, come emerge dall’analisi dei report dei controlli magneto-induttivi sulle quattro funi portanti. Questa indagine ha rivelato ulteriori criticità legate a discontinuità non meglio definite, che, secondo Marturano, rendono indispensabile un ulteriore approfondimento sulla situazione complessiva delle quattro funi per garantire la sicurezza degli utenti.

Da un punto di vista tecnico, l’ingegnere ha prescritto “un’ulteriore analisi con valutazione di conformità del tecnico terzo livello sulle quattro funi portanti”. Questo passo è considerato fondamentale per assicurare la piena sicurezza dell’impianto. L’impianto, infatti, potrà riprendere l’esercizio pubblico solo successivamente all’invio dei report richiesti.

Prove approfondite sono state effettuate la scorsa settimana e si attende il responso. C’è preoccupazione per il rischio che possa saltare una stagione invernale peraltro non ancora iniziata per la mancanza di neve. Intanto, il Comune ha chiesto alla Provincia di riaprire la strada provinciale che collega il fondovalle con Campo Imperatore, al momento unico collegamento. “Stiamo aspettando la risposta del Mit, abbiamo seguito personalmente i controlli, mi sento di dire che la sicurezza c’è, ho una esperienza trentennale sulla tematica e non metterei a rischio la vita degli altri e la mia se avessi il minimo dubbio dalle numerose verifiche seguite finora”, spiega l’ingegnere Dino Pignatelli, presidente del Centro turistico Gran Sasso d’Italia, azienda pubblica che gestisce funivia e stazione di proprietà del Comune dell’Aquila. Prima dello stop del Mit, la funivia era stata chiusa per lavori di manutenzione dovuti per legge proprio per lo spostamento di una delle quattro funi.

Sulla questione era già intervenuta anche Carla Mannetti, ex assessore alla Mobilità del Comune dell’Aquila e responsabile dipartimento infrastrutture della Lega Abruzzo.

“Va attivata con la massima urgenza una task force tecnica per seguire tutto l’iter connesso agli adempimenti necessari per risolvere le criticità evidenziate dal Ministero delle Infrastrutture sullo scorrimento di una delle funi portanti della funivia di collegamento con Campo Imperatore”. “Sicurezza dell’impianto e incolumità degli utenti devono essere tutelate il più possibile cosi come devono essere salvaguardati la stagione turistica e i livelli occupazionali”.

 “È inoltre necessario – ha aggiunto Mannetti – un intervento da parte della Regione per finanziare i costi connessi alla realizzazione degli interventi necessari sulle funi dell’impianto”.

Il Pd L’Aquila, in una nota, si dice preoccupato di ciò che sta accadendo sul Gran Sasso. “Ci preoccupano le conseguenze turistiche e occupazionali che deriverebbero dalla prolungata chiusura delle funivia; ci preoccupa, soprattutto, l’atteggiamento che hanno assunto i vertici del Cgts e alcuni amministratori comunali, che hanno forzatamente derubricato a “procurato allarme” l’esposto, circostanziato, depositato da un appassionato di montagna sulla sicurezza dell’impianto. In questa città, dovremmo aver imparato che la sicurezza, e la corretta comunicazione di una criticità, viene prima di tutto”.

E continua la nota:” Ovviamente, ci auguriamo che gli esiti dei controlli disposti dal Ministero diano esito positivo; tuttavia, non possiamo che rilevare come la vicenda sia stata quanto meno sottovalutata, poggiando l’esposto su assunti fondati stante l’intervento immediato del Ministero. L’atteggiamento rassicurazionista da parte dei vertici del Centro Turistico stona con un tema così delicato come quello della sicurezza di un impianto a fune: il gravissimo incidente nella funivia del Mottarone nel 2021 e quanto abbiamo sofferto nel terremoto dovrebbero essere da monito e dovrebbero imporre un rigore e una responsabilità altro che semplicistiche uscite rassicuranti”.

“D’altra parte, la lettera con cui il Ministero ha imposto “la sospensione cautelativa dell’impianto” va persino oltre l’esposto: in aggiunta alla problematica evidenziata sullo scorrimento, già di per sé importante, si sono evidenziate – all’analisi dei report dei controlli magneto-induttivi sulle 4 funi portanti – ulteriori criticità connesse con discontinuità non meglio definite”.

E conclude ponendo una serie di interrogativi: “Come mai ciò non ha portato ad ulteriori approfondimenti? Da quanto tempo si conoscevano, se si conoscevano, queste criticità? Ribadiamo: ci auguriamo che gli accertamenti diano esito positivo e che l’impianto possa riaprire al più presto. Resta, però, la sottovalutazione, preoccupante, di una criticità che si sarebbe dovuta affrontare per tempo, e non all’inizio della stagione, e che, se pure sconosciuta, una volta segnalata avrebbe dovuto portare i vertici del Cgts ad assumere un atteggiamento non forzatamente rassicurazionista ma di giusta cautela, parlando di sicurezza”.


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