Siccità, Fucino osservato speciale: è urgente avere acqua sino a luglio

di Marianna Gianforte | 24 Giugno 2022 @ 06:00 | AMBIENTE
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L’AQUILA – Stop alle parole, meno selfie e più fatti, subito, adesso, se si vuole evitare di entrare appieno in una vera e propria “emergenza per sfamarci”. Sono dure e dirette le parole del direttore della Coldiretti L’Aquila Domenico Roselli, nel descrivere la grave criticità che anche il territorio aquilano sta vivendo a causa della siccità. Sorvegliato speciale è il Fucino, enorme bacino agricolo da 14mila ettari, che boccheggia come un pesce rimasto incagliato a riva. E mentre gli esponenti politici della Marsica (e non solo) si rimpallano i meriti di aver ‘salvato’ i 50 milioni di euro inseriti dal precedente Governo di centrosinistra nel Masterplan per realizzare la nuova rete irrigua dell’intera piana del Fucino, e ‘spariti’ in mille rivoli successivamente, i produttori si sfiancano per cercare di irrigare ettari ed ettari di coltivazioni: ortaggi che non arrivano soltanto sulla tavola dei marsicani, degli aquilani o degli abruzzesi, ma dell’Italia centrale.

ALLARME LANCIATO GIA’ A FEBBRAIO. Era il 7 febbraio quando la Coldiretti dell’Aquila, anticipando sui tempi un po’ tutti (perché i coltivatori sanno riconoscere i segnali dell’ambiente e vedono e toccano con mano giorno dopo giorno l’andamento delle stagioni e quel che riserva alle loro terre), venne ricevuta dalla prefetta Cinzia Torraco. Abbiamo esposto le nostre preoccupazioni e proposto la chiusura degli attingimenti durante i weekend per poter preservare quanta più acqua possibile in quello che è stato uno degli inverni meno piovosi degli ultimi tempi. La prefetta ci venne subito incontro. Si trattò di un palliativo rispetto alla gravità della situazione e della profonda siccità che ci sarebbe stata di lì a poco – ricorda Roselli – ma dovevamo pur tentare qualcosa”.

SERVE ACQUA SINO A FINE LUGLIO. “In questi giorni – sottolinea – la media della temperatura si aggira attorno ai 35-36 gradi e non fa ben sperare. A memoria d’uomo non si ricorda un momento in cui, in passato, sia stato obbligatorio irrigare in tutta la regione le colture di grano. Le colture necessiteranno di acqua in modo ponderante almeno sino al 20 luglio per poter consentire agli ortaggi di raggiungere la giusta maturazione. Poi, ad agosto, pur naturalmente necessitando ancora di acqua, gli ortaggi dovrebbero essere giunti a maturazione. Dobbiamo ‘traguardare’, mi passi il termine, il mese di luglio, confidando nella capacità dei canali che, per ora, sono pieni”.

PIOGGIA. E cosa si può fare, se non dovesse essere sufficiente la loro portata? “Nulla”, risponde lapidario il direttore di Coldiretti L’Aquila, risposta nella quale si cela la rassegnazione sua e di tutto il comparto: ‘nulla’ vuol dire che si può soltanto confidare nella generosità di madre natura, che decida di provocare un movimento di cicloni che portino umidità e piogge sull’Italia e sull’Europa. Intanto, però, “non si può fare altro che ricorrere agli attingimenti nei canali d’acqua che intersecano gli appezzamenti di terra, per lanciarla sui campi. E affidarci alla disponibilità delle falde acquifere”, chiosa Roselli.

COSTI CARBURANTI. Ma dato che le emergenze non arrivano mai da sole, come in una sarcastico scherzo, gli attingimenti costano moltissimo ai produttori, perché nell’ultimo anno il costo del carburante è salito dallo 0,90 centesimi a 1,60 euro al litro: il doppio. E settemila ettari non si irrigano con una spruzzata, bensì con un ingente dispiego di costosi mezzi. Poi c’è l’altra importante questione del progetto di realizzazione della rete irrigua del Fucino che, come è stato assicurato dal vicepresidente Emanuele Impredente, sarà consegnato alla fine di settembre; poi partirà la fase dei bandi di gara per il progetto definitivo e, infine, la fase esecutiva, che richiederà nel complesso almeno un anno di tempo: “Serve un passo più veloce per accelerare la realizzazione”, insiste Roselli.

METODO ‘PONTE MORANDI’. “Siamo in emergenza, giusto? E allora che si adotti una procedura d’emergenza, come è stato fatto per il ponte di Genova: qui, è vero, non ci sono morti, ma la questione ‘agricoltura’ non attiene soltanto ai produttori, bensì anche ai consumatori che avranno molta meno merce agricola a disposizione e a prezzi esorbitanti”. Così dice il direttore della Coldiretti L’Aquila Roselli. 

EMERGENZA SICCITA’- E intanto dalla riunione che si è tenuta due giorni fa al ministero delle Politiche agricole e forestali per fare il punto sull’emergenza siccità alla presenza del ministro delle Politiche agricole Stefano Patuanelli, del sottosegretario Gian Marco Centinaio e del capo della protezione civile Fabrizio Curcio è emerso che “si potrà proclamare lo stato di eccezionale avversità atmosferica”, per quanto concerne il settore agricolo, e sempre su proposta delle Regioni, “qualora il danno provocato dalla siccità superi il 30% della produzione lorda vendibile”. Il Capo della protezione Civile Fabrizio Curcio ha informato che è in atto uno stretto collegamento con i presidenti delle Regioni, e che le Regioni stesse sono al lavoro sull’individuazione dei criteri al fine di poter dichiarare lo ‘stato d’emergenza’.


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