Siccita’. Coldiretti: allarme in Abruzzo per cereali, foraggi, ortaggi e frutta

La siccità è l'attuale principale calamità: subito un progetto cantierabile per realizzare rete di piccoli invasi sostenibili

di Redazione | 16 Giugno 2022 @ 17:30 | AMBIENTE
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L’AQUILA – Più di un quarto del territorio nazionale (28%) è a rischio desertificazione che riguarda le regioni del Sud ma anche quelle del Nord e del Centro, come l’Abruzzo, con la gravissima siccità di quest’anno, che rappresenta soltanto la punta dell’iceberg di un processo che mette a rischio la disponibilità idrica nelle campagne e nelle città. E’ quanto emerge da una analisi di Coldiretti, sulla base dei dati Ispra, sulla situazione del territorio nazionale, in occasione della giornata mondiale dell’Onu per la lotta a desertificazione e siccità, che si celebra il 17 giugno.

“A preoccupare –  spiega Coldiretti Abruzzo – è la riduzione delle rese di produzione delle coltivazioni in campo come il grano che fa segnare quest’anno un calo di almeno il 15% delle rese anche in Abruzzo ma in difficoltà ci sono girasole, mais e altri cereali, i foraggi per l’alimentazione degli animali nonché ortaggi e frutta che hanno bisogno di acqua per crescere. 

Siamo di fronte ad una profonda crisi idrica – sostiene ancora Coldiretti Abruzzo –  ed è necessario agire per definire le priorità di uso delle risorse a oggi disponibili, dando precedenza al settore agricolo per garantire la disponibilità di cibo. E’ necessario prevedere uno stanziamento di risorse finanziarie adeguate per indennizzare le imprese agricole per i danni subiti a causa della siccità e favorire interventi infrastrutturali volti ad aumentare la capacità di accumulo e gestione della risorsa idrica. Coldiretti e Anbi hanno proposto a livello nazionale un progetto immediatamente cantierabile per la realizzazione di una rete di piccoli invasi con basso impatto paesaggistico. In un Paese comunque piovoso come l’Italia, che per carenze infrastrutturali trattiene solo l’11% dell’acqua, occorre un cambio di passo nell’attività di prevenzione per evitare di dover costantemente rincorrere l’emergenza con interventi strutturali”.


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