I LUOGHI DELLO SPIRITO | |

Siamo l’aria che respiriamo. L’Abruzzo dei Borghi del respiro

borghi più cercati I BORGHI DEL RESPIRO 13.55.20 (2)
Il Patto del respiro, che attualmente coinvolge una rete di 27 comuni sparsi tra Abruzzo, Molise , Lazio, Umbria, Toscana ed Emilia, i Borghi

Siamo l’aria che respiriamo: è proprio il caso di dirlo, in questi giorni di caldo insopportabile e afa bruciante. In tanti sentono il bisogno di fuggire dalle metropoli caotiche e inquinate verso i piccoli centri, dove i ritmi sono più lenti e dove tutto è diverso, a partire dall’aria che si respira. E l’Abruzzo, regione verde d’Europa, ha come punto di forza la purezza dell’aria e dei paesaggi incontaminati. Non a caso lo stemma della Regione è suddiviso in tre colori: bianco, come le vette delle montagne innevate; verde, come le dolci colline dell’entroterra e blu, come il mare. Per questo non stupisce che al Patto del respiro gli ultimi due aderenti siano stati Ovindoli e Collepietro, due borghi della provincia dell’Aquila, dove natura, arte e fede si intrecciano senza confini. Ma cos’è questo patto?

Il Patto del respiro, che attualmente coinvolge una rete di 27 comuni sparsi tra Abruzzo (15), Molise (1), Lazio (4), Umbria (5), Toscana (1) ed Emilia (1), i Borghi del Respiro appunto, nasce dalla necessità di sottrarsi alla continua esposizione a sostanze nocive per la salute. Alle spalle non solo il patrocinio del Ministero dell’Ambiente, ma anche un comitato scientifico, tra cui la presenza di pneumologi, che ricordano quando i pazienti malati di tubercolosi venivano curati negli ospedali italiani con l’aria buona. Insomma, un respiro a pieni polmoni con limitazioni del traffico, della possibilità di fumare in luoghi frequentati all’aperto, con monitoraggio della qualità dell’aria e attenzione alla salute respiratoria. E c’è di più: la visione generale è quella di perseguire uno sviluppo sostenibile, custodire la natura con i suoi ritmi lenti e assumere stili di vita essenziali e sani. Il progetto strizza un occhio anche al ripopolamento dei borghi e delle aree interne svantaggiate, caratterizzate da minor sviluppo industriale e più lontane delle principali vie di traffico. L’Associazione, fondata il 20 maggio 2020 – non dimentichiamo che sono stati gli anni della fame d’aria da pandemia – trae anche ispirazione dai principi dell’enciclica di papa Francesco Laudato si’, un inno alla protezione della casa comune, dove all’inizio leggiamo: “Il nostro stesso corpo è costituito dagli elementi del pianeta, la sua aria è quella che ci dà il respiro e la sua acqua ci vivifica e ristora”.

Esiste un rapporto interiore tra la montagna e la sua gente: una certa grandezza, una purezza, una concentrazione su ciò che è essenziale, sull’autosufficienza e sul rifiuto dei mezzi complicati di qualsiasi genere. Le montagne, grandi e grandiosi orizzonti di questi borghi, con le loro creste e pinnacoli invitano a salire fino al cielo. Ogni roccia, ogni fiore, ogni elemento naturale, come fosse un unico individuo, ha una storia da raccontare. I profumi insinuano il presagio di un mondo dalle forme più libere, dove affinare o rieducare l’intuito dell’odorato. Cercando quel che non si vede, ma che si “sente” nel repertorio buonodoroso dell’aria pura che in questi luoghi si avverte. L’odorato è quel senso che non ha palpabilità: è la mente si lascia sedurre dal fantasticabile e non si accontenta di quel che è tangibile, visibile o ascoltabile. Sono luoghi, insomma, dove ritrovare un senso di appartenenza e di connessione con il mondo che ci circonda a 360 gradi.

L’Abruzzo – non ce ne stupiamo – è la regione che per ora ha in lista il maggior numero di Borghi del respiro. Ecco la lista dei comuni aderenti, tutti in provincia dell’Aquila:

— Canistro, nota per le sue terme, le cui acque hanno caratteristiche sono simili a quelle di Fiuggi, e per i suoi sentieri che richiamano tanti abruzzesi, non ultimo il Pellegrinaggio alla SS. Trinità (mese di giugno) e a Sant’Anna (26 luglio), ancora oggi, una delle tradizioni qui più sentite.

– Civitaretenga, con le sue caratteristiche case a torre, conserva le tracce dell’antico ghetto ebraico, nonché nelle vicinanze la chiesa tratturale della Madonna delle Grazie, raggiungibile con una bella passeggiata; 

– Fagnano Alto, vero e proprio comune diffuso, composto da dieci piccoli borghi di montagna, che ne costituiscono le frazioni come tante piccole gemme;

– Fontecchio, borgo fortificato che mantiene tutta la suggestione e il fascino del castello medievale; fu primo comune italiano ad aderire alla Convenzione europea di Faro, che mette al centro la cultura e la partecipazione della comunità;

– Lucoli, che gode della sua vicinanza con L’Aquila, offre paesaggi perfetti per escursioni all’aria aperta; il suo fiore all’occhiello è l’antica Abbazia di San Giovanni Battista;  

– Marano de’ Marsi, nella list dei borghi autentici d’Italia e con la bella Abbazia Benedettina di Santa Maria Assunta;

– Rocca di Cambio, il comune più alto dell’Appennino con i suoi 1434 metri s.l.m., rinomato centro turistico invernale per la presenza nel proprio territorio della stazione sciistica di Campo Felice;

– Rocca di Mezzo, ricca di architetture religiose e bellezze naturalistiche, come la vista sui Piani di Pezza, ideale per sci, escursioni e trekking;

– Sante Marie, avvolta da tre montagne, ricoperta da castagneti e faggeti, e ricca d’acqua: qui si trova una tra le grotte più profonde e complesse dell’Abruzzo, la Grotta di Luppa;

– Secinaro, centro agricolo abbarbicato sul monte Sirente da cui dolcemente digrada, tra resti. archeologici e leggende locali;

– Scanno, bandiera Arancione del Touring Club, con le piccole case piantate sui selciati, con i suoi costumi tradizionali, con il suo sapore di paese immerso calma di un paradiso perduto, ha appassionato grandi fotografi; e anche gli amanti delle acque fresche e tranquille del bel lago a forma di cuore;

– Tione degli Abruzzi, un paesaggio onirico a più di mille metri, dove è rinato da qualche tempo un villaggio di pagliare: si tratta di un antico insediamento fatto di semplici costruzioni tradizionali in pietra calcarea, su due piani;

– Villa Sant’Angelo, adagiato sulle due rive del fiume Aterno, con i querceti e le abetaie che le danno un aspetto alpino, oggi attraversato dal flusso diretto verso le vicine Grotte di Stiffe;

E poi ci sono le new entry di Ovindoli, con la stazione sciistica tanto amata dai romani e il piccolissimo borgo medievale di Collepietro, con solo 200 abitanti.

Se c’è una lezione che possiamo imparare dopo aver visitato questi luoghi dello spirito, è che un altro stile di vita è possibile; è possibile un cambiamento profondo delle strutture produttive, economiche e sociali esistenti, privilegiando la qualità della vita, rispetto a un certo livello materiale di vita, fatto perlopiù di inutili cianfrusaglie. Gli esseri umani fanno parte in maniera genealogica e costitutiva della natura: recuperare questo intreccio è un po’ come tornare a casa, un po’ come arricchire la povertà di significato dei nostri tempi, di cosa siamo e a chi apparteniamo. L’Abruzzo dei borghi del respiro è anche questo, camminare con leggerezza sulla Terra.