L’AQUILA – Shakespeare e i sessant’ anni del Tsa – “Siamo fatti della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni, e nello spazio e nel tempo d’un sogno è raccolta la nostra breve vita”.
Straordinario l’intervento del presidente del Tsa, Pietrangelo Buttafuoco che, in occasione dell’evento per i 60 anni del Teatro Stabile d’Abruzzo, incanta la platea con la tesi che vuole in William Shakespeare lo pseudonimo di Michelangelo Florio, nato a Messina e sempre il 23 aprile.
Tutto nasce dal ritrovamento di un libro, racconta Buttafuoco, ‘I secondi frutti‘ a firma di Florio in cui, di fatto, sono riportate tal quali frasi di Shakespeare che, a scanso di equivoci, fu dato alla luce cinque anni dopo la pubblicazione del suddetto volume.
E poi, diciamocelo, un anglosassone del 1500 avrebbe mai potuto far dire ad un personaggio di ‘Tanto rumore per nulla’ l’espressione: “Mizzeca, eccellenza!”?
Senza tralasciare un altro dettaglio, o coincidenza come le chiama Buttafuoco, ovvero che Florio aveva scritto in gioventù, una commedia in dialetto dal titolo ‘Tantu trafficu ppi nenti‘, ovvero ‘Tanto rumore per nulla’.
Come poteva, inoltre, Shakespeare conoscere così bene l’Italia da ambientarci almeno 12 delle sue opere?
“A teatro basta schioccare le dita che qualcosa s쳭e!”, altro seme lanciato da Buttafuoco che, al termine del suo intervento, introduce, salutato da un lungo e caloroso applauso, il divertissement shakespeariano tratto da ‘Sogno di una notte di mezza estate‘ nato da un’idea di Viola Graziosi e Graziano Piazza.
“Il percorso che mi porta qui come direttore del Tsa – ha dichiarato Giorgio Pasotti – è dettato dalla passione e dall’amore. Fondamentale il dialogo con il pubblico in questo ruolo: cerchiamo di abbracciare i gusti di tutto il pubblico, e le scelte del pubblico confermano che siamo sulla strada giusta. Il mio sogno sarebbe quello di riuscire ad aprire a L’Aquila una scuola per le arti drammatiche, per chi vuole avvicinarsi al mondo del teatro, non solo per chi vuole fare l’attore o il regista ma per tutti i giovani che vogliono lavorare in questo mondo meraviglioso”.
“Sono trascorsi 60 anni da una stagione memorabile di nascita. Oggi possiamo parlare di rinascita. Del resto, quei gloriosi natali, non potevamo non celebrarli con una conversione del percorso di rilancio dell’istituzione di cui abbiamo concorso alla fondazione e per cui, oggi, contribuiamo alla crescita.
Dalla storia di Peppino Giampaola, Luciano Fabiani ed Errico Centofanti, all’attualità di Simone Cristicchi, Giorgio Pasotti, la presidenza di Pietrangelo Buttafuoco, presto alla guida della Biennale di Venezia: la testimonianza di quanto crediamo nella cultura come elemento costitutivo e identitario della nostra comunità”.
Così il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi che ha concluso: “Dal 2017 abbiamo investito 25milioni di euro proprio su questo segmento e ritentiamo con la candidatura a capitale italiana della cultura per il 2026, perché ci sembrano maturi i tempi per cristallizzare una missione, il futuro”.
Presente anche il vicepresidente del Consiglio Regionale, Roberto Santangelo: “Ho avuto l’onore di rappresentare la Regione Abruzzo alla festa per i sessant’anni del Teatro Stabile d’Abruzzo. Il TSA rappresenta – ha dichiarato – un veicolo di cultura per la nostra città e un’eccellenza della nostra Regione”.









