Santo Stefano di Sessanio. Il modello di rigenerazione sviluppato da Sextantio a Santo Stefano di Sessanio arriva a Marrakech, dove Daniele Kihlgren è stato selezionato tra i tre finalisti internazionali del “Change Maker of the Year 2026”, riconoscimento assegnato nell’ambito di PURE Life Experiences.
La manifestazione internazionale dedicata al viaggio esperienziale di alta gamma si è svolta dal 7 all’11 settembre. Kihlgren, fondatore di Sextantio, è stato selezionato insieme a Beks Ndlovu, fondatore di African Bush Camps in Zimbabwe, e Dolores Gangotena, fondatrice di Quasar Expeditions in Ecuador.
La candidatura porta così nuovamente all’attenzione internazionale un’esperienza nata alla fine degli anni Novanta in un piccolo borgo dell’Appennino abruzzese, partendo da un principio preciso: attribuire valore economico alla conservazione dei luoghi senza trasformarne l’identità.
Quando Kihlgren arrivò a Santo Stefano di Sessanio trovò un borgo segnato dallo spopolamento. Il progetto Sextantio scelse di intervenire sul patrimonio esistente attraverso un recupero conservativo degli edifici, mantenendone materiali, irregolarità e rapporto con il paesaggio.
Da questa impostazione è nata un’esperienza di ospitalità diffusa inserita direttamente nel tessuto storico del paese, senza ricorrere alla nuova edificazione come strumento per costruire un prodotto turistico.
Un approccio successivamente sviluppato anche a Matera e diventato negli anni oggetto di ricerca e confronto con altri territori caratterizzati da spopolamento, patrimonio fragile e progressiva perdita delle identità locali.
Alla conservazione del paesaggio e dell’architettura si è affiancato il lavoro sulla cultura materiale e sul genius loci, attraverso il recupero di oggetti, mestieri, conoscenze e tradizioni.
In questa direzione si inserisce anche Sextantio Cucina, ristorante aperto nel 2025 nel borgo di Santo Stefano di Sessanio.
Il progetto nasce da una ricerca sulla cultura gastronomica locale condotta con il Museo delle Genti d’Abruzzo, attraverso la raccolta di testimonianze e ricette provenienti da Santo Stefano e dai paesi circostanti.
Il lavoro ha permesso di recuperare oltre settanta ricette, alcune delle quali mai trascritte in precedenza. Da questa ricerca sono nati i percorsi “Radici” ed “Evoluzione”, affidati allo chef Dino Como.
Originario di Palena, Como ha lavorato per quindici anni al fianco di Niko Romito, dieci dei quali al Reale, prima di proseguire il proprio percorso professionale all’interno del progetto Sextantio.
Il riconoscimento ottenuto a Marrakech arriva inoltre nell’anno dell’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026, in un contesto nel quale il rapporto tra il capoluogo e le aree interne occupa uno spazio centrale.
L’esperienza di Santo Stefano di Sessanio pone in particolare l’attenzione sul rapporto tra turismo e conservazione nei piccoli centri: dalla tutela del paesaggio al recupero del patrimonio edilizio esistente, fino alla salvaguardia delle culture materiali.
La candidatura di Kihlgren al Change Maker of the Year diventa così anche un’occasione per riportare al centro il tema della rigenerazione delle aree interne e della possibilità di costruire sviluppo economico senza cancellare gli elementi che rendono riconoscibile un territorio.
Un percorso avviato a Santo Stefano di Sessanio quasi trent’anni fa e che continua oggi a suscitare interesse anche fuori dai confini nazionali.








