L’AQUILA – L’acqua è vita, ma è anche agricoltura. Senza risorse idriche sufficienti, anche l’agricoltura abruzzese rischia di non reggere il peso di stagioni sempre più imprevedibili. I Consorzi di Bonifica abruzzesi, durante un incontro a L’Aquila, hanno delineato strategie per affrontare la crisi climatica e garantire la tutela del territorio e delle attività agricole.
I Consorzi di Bonifica gestiscono le acque superficiali come canali, fossi e laghi artificiali, principali fonti per l’irrigazione agricola, e svolgono un ruolo fondamentale nella difesa idrogeologica. In Abruzzo, quasi 250mila consorziati beneficiano delle infrastrutture consortili. I cinque Consorzi abruzzesi, usciti da stagioni amministrative molto travagliate, operano su 700mila ettari, di cui 70mila destinati all’irrigazione, ma le reti obsolete e i cambiamenti climatici mettono a rischio questa infrastruttura.
Negli ultimi anni, i cambiamenti climatici hanno evidenziato la fragilità delle risorse idriche regionali. L’ANBI ha sottolineato che l’Italia ha subito il 30% dei danni causati da eventi estremi in Europa. In Abruzzo, tra il 2021 e il 2023, la siccità ha generato danni pari a 13 miliardi di euro, il 10% del PIL agricolo regionale. La Gran Sasso Acqua, ad esempio, ha stimato per il 2024 un calo del 40% di acqua alle sorgenti.
La Legge Regionale Abruzzo n. 45 del 2019 ha avviato una riforma dei Consorzi di Bonifica per migliorarne efficienza e trasparenza, razionalizzando le spese e uniformando i servizi.
Enisio Tocco, presidente di ANBI Abruzzo, ha evidenziato la necessità di modernizzare le infrastrutture irrigue. “Solo con azioni comuni e progetti integrati possiamo proteggere i territori e salvaguardare la risorsa idrica” ha dichiarato. Priorità? La manutenzione delle reti, nuovi bacini ecosostenibili, ammodernamento delle infrastrutture e utilizzo di tecnologie innovative per ridurre le perdite e mitigare il rischio idrogeologico.
L’assessore regionale all’Agricoltura, Emanuele Imprudente, ha promesso sostegno economico, ma ha chiesto anche uno sforzo progettuale e culturale ai Consorzi. Un prodotto più sostenibile, il concetto espresso, è anche più vendibile. Servono riflessioni coraggiose anche tra gli agricoltori, l’esempio lanciato da Imprudente è sull’introduzione, molto contestata, dei contatori.
Con un budget di 248 milioni di euro, la regione comunque punta a un processo di ammodernamento per qualificare positivamente l’agricoltura abruzzese ma il tempo stringe e le soluzioni non possono più essere rimandate.







