Sede unica regione a Pescara, scatta interpellanza di Pietrucci

E intanto, l'ordine degli architetti di Pescara valuta la sede unica come "un passo falso"

di Redazione | 07 Ottobre 2022 @ 17:06 | POLITICA
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L’AQUILA. Qualche giorno fa, ai microfoni di L’Aquila Blog, il consigliere regionale dem Pierpaolo Pietrucci, aveva manifestato grande preoccupazione nei confronti della realizzazione della sede unica regionale  nell’area di risulta dell’ex stazione ferroviaria al centro della città adriatica.

Al grido di ‘L’Aquila io non la vendo’ aveva, peraltro, bacchettato gli assessori regionali aquilani di aver accettato supinamente tale obiettivo  da tempo manifestato dalla regione Abruzzo.

È  di oggi l’interpellanza, rivolta al presidente della Giunta o all’assessore competente nella quale Pietrucci chiede di conoscere: se esista e qual è l’aggiornata ricognizione del patrimonio pubblico regionale – di proprietà o in affitto – sulla base del quale è stata fatta la scelta della sede unica a Pescara;

in cosa consiste, come si legge nel Verbale della citata DGC n. 787/2022, la “realizzazione da parte della Regione di infrastrutture urbane essenziali e strategiche” a Pescara a fronte della disponibilità di “un’area particolarmente importante” come le aree di Risulta;

cosa si intenda fare, prima di decidere sulla nuova sede unica a Pescara, delle due sedi di viale Bovio e via Raffaello, se si è valutato in quali condizioni siano, se sono recuperabili e se sì con quale spesa a carico dell’Ente;

se è stata eseguita una ricognizione del numero dei dipendenti regionali operativi a Pescara, delle loro attività, della reale necessità di spazi di cui hanno bisogno;

perché per la nuova sede unica siano previsti 20.000 mq di superficie coperta a fronte degli attuali 10.000 mq utilizzati;

se tale incremento non prefiguri il tentativo di spostare su Pescara uffici, strutture, servizi attualmente operativi all’Aquila attraverso la realizzazione di “doppioni” (per aggirare i vincoli Statutari) o addirittura trasferendoli ex novo come è stato recentemente fatto con il provvedimento a firma dell’assessore Liris e della Direttrice Grimaldi che riorganizza il Dipartimento della Presidenza – DPA portando a Pescara 7 (sette) Servizi a fronte dei precedenti 6 (sei) e riducendoli all’Aquila che passerà dai 9 (nove) attuali a 8 (otto) Servizi;

se, invece di procedere con singole operazioni immobiliari, si preveda di elaborare una strategia che tenga conto delle esigenze di razionalizzazione, risparmio e funzionalità di tutti gli immobili e le strutture regionali dell’intero territorio abruzzese, con quali tempi e quali priorità;

se si è conoscenza del patrimonio immobiliare regionale disponibile all’Aquila, dell’articolazione delle sedi spesso poco funzionale, ma anche della disponibilità di spazi di formidabile pregio storico, artistico e architettonico che vanno adeguatamente valorizzati per funzioni istituzionali di primo livello;

se si pensa – e perché non si è fatto finora – di costituire un Tavolo operativo permanente che coinvolga tutti gli Enti pubblici e che definisca i migliori utilizzi patrimoniali e i necessari interventi urbanistici a corredo;

se l’assessore Liris abbia mai ricevuto dalla Curatela fallimentare del Tribunale dell’Aquila proposte di prelazione per l’acquisto della sede del “Palazzo del TAR” in via Salaria Antica all’Aquila e, se è pervenuta, per quale motivo non è stata presa in considerazione tale ipotesi, considerando che quella sede è attualmente in affitto per la somma di € 670.000 (seicentosettantamila) l’anno;

quale è lo stato di ricostruzione di Palazzo Centi, quando è prevista la data di ultimazione dei lavori e a quale finalità istituzionale verranno destinati quegli spazi non appena torneranno nella disponibilità della Regione;

se sia stato adottato un Piano di alienazione immobiliare;

se, sulla gestione del patrimonio immobiliare della Regione Abruzzo, si vuole percorrere una strada di reale programmazione, concertazione e razionalizzazione finalizzata al risparmio economico e all’efficienza operativa dell’Ente, anche al fine di sottrarre ogni scelta a pressioni campanilistiche o ad interessi immobiliare o di parte.

Ogni scelta sulla gestione del patrimonio  – scrive Pietrucci in premessa – richiede una approfondita e condivisa conoscenza dei dati, la partecipazione dell’intero Consiglio, dei sindacati dei lavoratori e dei responsabili dei Dipartimenti, il coinvolgimento di tutti gli attori istituzionali pubblici, in modo da individuare – a partire dalla ricognizione puntuale del patrimonio e delle risorse strutturali e umane – le azioni più giuste e di solida prospettiva per l’attività della Regione.

E intanto, si esprime anche l’ordine degli architetti di Pescara, per voce del presidente Angelo D’Alonzo definendo il progetto della sede unica “un passo falso, contrario a soluzioni avanzate di sviluppo e rigenerazione urbana, in un’area, peraltro, già congestionata”.

 


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