Se la felicità fosse un indice per giudicare il nostro governo

di Enrico M. Rosati | 23 Ottobre 2022 @ 05:00 | RACCONTANDO
Felicità
Print Friendly and PDF

La felicità è uno dei fattori più importanti per una nazione: infatti valutare quanto i cittadini di uno stato sono felici per qualcuno può indicare quanto coloro che lo governano attuino politiche di successo. Ovviamente affermare che c’è una relazione causale tra felicità e good practices governative è utopia anche se governare, nelle scienze politiche, viene anche definito come l’atto di scontentare meno persone possibili con scelte che ne renderanno quindi felici il più possibile. Già a partire dal 1780 il filosofo inglese Jeremy Bentham propose che la felicità dovesse diventare un modo per giudicare i governi delle varie nazioni, un concetto affascinante ma che – per ovvii motivi – ha portato le persone a farsi una domanda fondamentale: Ma come la misuriamo la felicità? 

Sorprendentemente, ci sono vari modi per misurare quanto una persona sia felice, a partire da ciò che viene definita “felicità oggettiva” che si conosce chiedendo alle persone la domanda: “Quanto sei felice?” rispetto a un tipo di felicità mirato ad un determinato lasso di tempo, ad esempio, quanto una vacanza abbia reso felice una persona. Se tu, lettore, dovessi dire da 0 a 10 quanto sei felice oggi in Italia, che voto daresti? E soprattutto, reputeresti la risposta che mi hai appena dato oggettiva o soggettiva? Ad esempio, siamo tutti consapevoli che prima o poi arriveranno le bollette da pagare, se ti arrivasse mentre leggi il primo paragrafo una bolletta, la tua risposta cambierebbe? Ovviamente si, di conseguenza, giudicare un governo sulla base della felicità vorrebbe anche dire giudicarlo in base alla vita delle persone e a una forza maggiore, ad esempio un giorno di pioggia a ferragosto durante una agognata vacanza in Puglia, di cui ovviamente non ha controllo. Al contempo, considerare la felicità di un cittadino ininfluente all’azione governativa è ugualmente un errore, nonostante sia ovvio che ci siano politiche – soprattutto economiche – che non possono soddisfare tutti. 

Concludendo, il modo accettato per misurare la felicità a livello mondiale è il World Happiness Index, secondo il quale, la nazione più felice al mondo è la Finlandia mentre l’Italia si piazza al trentunesimo posto. 

World Happiness Index


Print Friendly and PDF

TAGS