Scuola, stato di agitazione proclamato da Flc Cgil, Uil Scuola Rua, Snals Confsal e Gilda Unams

di Francesco Simoni | 23 Novembre 2021, @12:11 | ATTUALITA'
da sinistra Commito (Uil Scuola), Lupi (Snals Confsal), Del Biondo (Flc Cgil) e Claudio Di Cesare (Gilda Unams)
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L’AQUILA – Questa mattina si è svolta a L’Aquila, come in tutte le città d’Italia, la protesta nazionale davanti agli Uffici scolastici regionali, dei sindacati Flc Cgil, Uil Scuola Rua, Snals Confsal e Gilda Unams che hanno proclamato lo stato di agitazione del comparto Istruzione e Ricerca – settore scuola.

Durante la protesta, i sindacati nazionali di Flc Cgil, Uil Scuola Rua, Snals Confsal e Gilda Unams hanno incontrato a Roma i rappresentanti del Governo.

All’Aquila Miriam Del Biondo (Flc Cgil), Maria Gracia Commito (Uil Scuola Rua), Maria Rosaria Lupi (Snal Confsal) e Claudio Di Cesare (Gilda Unams) hanno ricordato che “Il presidio di oggi è organizzato in tutte le regioni e contestualmente aspettiamo l’esito dell’incontro dei sindacati nazionali con il Governo. In caso negativo della riunione sarà proclamato lo sciopero. Vogliamo più attenzione al mondo della scuola e non solo chiacchierei fat”.

Flc Cgil, Uil Scuola Rua, Snals Confsal e Gilda Unams hanno aggiunto: “I docenti e il personale Ata hanno ricevuto solo elogi per il lavoro svolto durante la pandemia, ma ora vorremo anche i fatti. Dalla Legge di stabilità i segnali non sono buoni. Eppure i fondi ci sono!”.

Per i sindacati c’è da rinnovare il contratto nazionale già scaduto sotto il profilo normativo e retributivo, con le risorese stanziate per il rinnovo nella Legge di bilancio 2022 sono “assolutamente insufficienti per concludere la trattativa. Da tempo abbiamo sollevato la questione dell’equiparazione degli stipendi dei docenti a quelli dei colleghi europei e a quelli dei pari grado degli altri settori pubblici: la risposta è la presa in giro degli ‘spiccioli a dedizione’.

Inoltre i sindacati chiedono la proroga al 30 giugno 2022 dei contratti docenti e Ata sul cosidetto ‘organico covid”, la riduzione del numero di alunni per classe e per istituzione scolastica, come da Patto per la Scuola Governo/sindacati dello scorso 20 maggio.

da sinistra Commito (Uil Scuola), Lupi (Snals Confsal), Del Biondo (Flc Cgil) e Claudio Di Cesare (Gilda Unams)

da sinistra Commito (Uil Scuola), Lupi (Snals Confsal), Del Biondo (Flc Cgil) e Claudio Di Cesare (Gilda Unams)


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