Scuola Pettino: isolatori antisismici spariti dal progetto esecutivo

di Marianna Gianforte | 02 Giugno 2022 @ 06:21 | VERSO LE ELEZIONI
scuola vetoio pettino
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L’AQUILA – Mentre a Roma ieri il commissario straordinario per la ricostruzione del Centro Italia Giovanni Legnini, illustrava al ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi la gara unica d’appalto per la progettazione e i lavori su 227 scuole nelle quattro Regioni colpite dal sisma del 2016, tramite la quale le strutture scolastiche otterranno il massimo grado di sicurezza sismica, all’Aquila, città che nel terremoto del 2009 ha perso 309 persone, che è attraversata da una delle faglie più preoccupanti d’Italia (quella del monte Pettino) e che è diventata luogo culto del mantra della sicurezza antisismica, si scopre che una scuola elementare che prevedeva una classe di sicurezza antisismica “A”, per volontà del commissario straordinario per l’edilizia scolastica – cioè il sindaco Pierluigi Biondi – scende a una classe di sicurezza inferiore, la “B”.

La scuola in questione è la primaria Vetoio-Pettino, su via Madonna di Pettino, a ridosso di via del Castelvecchio che conduce dritto dritto dentro alla faglia sismica del monte Pettino, e su cui è in esecuzione da alcune settimane il primo lotto del progetto di ricostruzione post-sisma. Il 24 maggio venne a visitarla anche il sottosegretario all’Istruzione, Rossano Sasso (Lega). A denunciare il ‘declassamento’ sono stati ieri il consigliere comunale di Italia viva Paolo Romano e Antonello Salvatori, entrambi candidati nella lista ‘L’Aquila nuova’ a sostegno di Stefania Pezzopane alle amministrative comunali di giugno. Salvatori, coordinatore del gruppo di progettazione, ha spiegato che il progetto definitivo comprendeva una struttura in acciaio con isolamento antisismico alla base, quindi con un isolamento di livello superiore, isolamento scomparso in fase di esecuzione dei lavori: “E’ stata montata la struttura in acciaio priva dell’isolamento antisismico”, ha spiegato Salvatori. Il progetto esecutivo, insomma, non sta rispettando quanto previsto nel progetto definitivo:

“La scelta di montare gli isolatori venne presa perché, a parità d’importi, ci avrebbe permesso di avere un edificio in classe di rischio sismico ‘A’, ossia la classe migliore di comportamento nel sisma e per dare ulteriore sicurezza a un edificio simbolo di sicurezza come la scuola. Il progetto definitivo, dunque, prevedeva anche l’isolamento antisismico. In esecuzione dei lavori ci siamo accorti che la struttura in acciaio già montata è priva dell’isolamento antisismico, montata direttamente su una piastra di fondazione senza isolamento”.

Una volta recuperate la documentazione, il progettista ha potuto verificare che l’isolamento antisismico non è stato previsto nella fase esecutiva dell’opera, “nonostante – ha detto – fosse stato approvato nel progetto definitivo ai sensi di legge, con un importo lavoro invariato (1,7 milioni di euro). Un fatto gravissimo. Indipendentemente dall’aver cambiato la tipologia di struttura, che è sostanziale rispetto al progetto definitivo, il fatto di togliere gli isolatori fa in modo che la struttura, anche se a norma di legge, abbia una classe di rischio inferiore, ‘B’”.

La normativa attuale infatti, prevede per le strutture con l’isolamento antisismico alla base, una protezione assoluta contro il terremoto; senza isolatori, scende nella classe di rischio sismico ‘B’. “Ossia, c’è una maggiore propensione della struttura, in caso di terremoto, al danneggiamento – aggiunge l’ingegnere – rispetto alla struttura progettata nel definitivo. Ll’isolamento antisismico permette alla struttura di essere riutilizzata il giorno dopo. Invece una scuola senza isolatori, anche se a norma di legge, non è scontato che non subisca dei danni. In una città come L’Aquila – ha aggiunto Salvatori – , colpita dal terremoto poco più di 13 anni fa, togliere degli isolatori antisismci da una scuola è un fatto grave, perché è un gesto che riguarda la tutela della vita dei bambini e dei ragazzi e poi perché dobbiamo dare il segnale di luogo sicuro in cui vivere, ai suoi abitanti e a tutto il Paese. Un segnale che si dà mettendo gli isolatori soprattutto negli edifici strategici, laddove possibile, come le scuole, che devono essere protette a livello superiore. Non accettiamo una diminuzione di sicurezza”.

Salvatori e Romano hanno chiarito anche l’origine del declassamento da un livello massimo di sicurezza a un livello ‘B’: un decreto del commissario per l’edilizia scolastica, che è il sindaco. Con decreto commissariale n.62 del 21 dicembre 2020, è stato approvato il progetto definitivo relativo ai ‘Lavori di realizzazione della scuola primaria di Pettino – lotto 1’, stabilendo di procedere all’affidamento dell’appalto integrato. Il 21 dicembre de l2021 viene stipulato il contratto per ‘Affidamenti dell’appalto integrato avente a oggetto la redazione del progetto esecutivo e l’esecuzione dei lavori’ per la scuola primaria di Pettino. Il 9 settembre l’operatore aggiudicatario (De Santis Antonio e Csrl) chiede alla struttura del commissario di ‘valutare la possibilità di eliminare i presidi antisismici previsti a vantaggio di economie di gestione e possibilità di innalzamento della qualità della vita abitativa e del comfort ambientale dell’edificio’. Con una nota del 27 ottobre il commissario ‘ha autorizzato l’operatore economico aggiudicatario a valutare soluzioni strutturali ce potessero incrementare il rapporto costi-benefici anche attraverso interventi che prevedano di eliminare gli isolatori sismici’:

“Un fatto gravissimo che il sindaco, in qualità di commissario, abbia consentito che venisse stralciato il montaggio degli isolatori antisimici rispetto a un progetto definitivo approvato e validato e, quindi, come tale avrebbe dovuto essere eseguibile con l’esecutivo”.

Il commissario, lo ricordiamo, che ha il compito di garantire la rapida esecuzione degli interventi di edilizia scolastica; rapidità che, però, non dovrebbe essere inseguita a costo di abbassare il livello di sicurezza di edifici strategici.

“Il sindaco deve dare una risposta con trasparenza. Nel suo programma di mandato aveva scritto la priorità della sicurezza delle scuole”, ha sottolineato Romano. Il consigliere di Italia Viva ha poi ricordato anche l’importanza della sicurezza complessiva delle scuole:

“Nel progetto definitivo erano previsti due parcheggi, uno pertinenziale e uno più in alto parcheggio pubblico per utenza costituita dai genitori ad esempio. Nel progetto esecutivo non ho ritrovato il parcheggio pubblico: al di là degli espropri fatti, ci sono le risorse per poterlo realizzare? E c’è la possibilità di eliminare il parcheggio pertinenziale fra unico parcheggio al posto di quello pubblico, perché all’interno della scuola è giusto che entrino i bambini e il pulmino”.


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