Scuola Giovanni XXIII: botta e risposta ex assessore Di Stefano, Romano e Biondi

di Redazione | 31 Gennaio 2024 @ 13:06 | POLITICA
Scuola Giovanni XXIII
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L’AQUILA – Scuola Giovanni XXIII, botta e risposta tra il sindaco, il consigliere di L’Aquila Nuova e l’ex assessore del Pietro Di Stefano. “Mi preoccupa che il sindaco Pierluigi Biondi sia poco lucido e poco preparato sulla ricostruzione scolastica e mi irrita particolarmente che tenti di barare persino sulla mancata ricostruzione dell’unica scuola in centro”.

È l’affondo del consigliere comunale dell’Aquila Paolo Romano (L’Aquila Nuova), che in una nota replica alle parole del sindaco Biondi.

“La ricostruzione della scuola Giovanni XXXIII fu affidata dal Comune al Provveditorato nel 2018, anno nel quale Biondi siglò un accordo con Anac e Provveditorato per la ricostruzione delle scuole; in base a quell’accordo definito con toni trionfalistici  ‘il punto di svolta sulla ricostruzione scolastica’, il Provveditorato avrebbe dovuto svolgere l’attività di centrale unica di committenza per le opere di importo inferiore alla soglia di rilevanza europea, mentre per le somme che superavano tale limite avrebbe dovuto essere stazione appaltante – ha sottolineato ancora Romano nella replica – In questi quattro anni di silenzio sulla Giovanni XXXIII, è Biondi stesso ad ammettere di aver scritto al Provveditorato una volta, nel 2021: deduco che se il Provveditorato dovesse tardare fino a fine mandato a farsi dare il progetto definitivo dall’aggiudicatario, il sindaco continuerebbe a tacere; sembra che l’unica scuola elementare che rimane in centro storico non valga la pena di nessuna ulteriore interlocuzione. Il sindaco invece dovrebbe, a mio avviso, non solo chiedere conto dei ritardi epocali, ma anche riprendere in capo al Comune l’appalto dei lavori, così come ha già fatto in passato per la scuole Celestino V, Pettino Vetoio, Santa Barbara e persino per l’hotel Campo Imperatore”.

“A maggior ragione se nel decreto Milleproroghe del 2020 l’accordo con il Provveditorato sembra essere scaduto: sarà mia cura, comunque, interrogare ufficialmente il sindaco in aula sulla vicenda a beneficio della cittadinanza – aggiunge Romano – È finito il tempo delle mistificazioni, degli insulti gratuiti, dei comunicati piccati che arrivano nelle redazioni a sera per evitare il sano contraddittorio con l’opposizione: la città intera sta giudicando insufficiente l’operato di questa amministrazione sulle scuole e oggi paga poco, quando addirittura non è ridicolo, tirare in ballo la precedente amministrazione”.

L’ex assessore Di Stefano a Biondi: “Come al solito, scarica le responsabilità sull’amministrazione comunale che precedeva la sua”

“Nel rispondere al consigliere Paolo Romano sulla vicenda della scuola Giovanni XXIII il sindaco Biondi mi cita. Come al solito, scarica le responsabilità sull’amministrazione comunale che precedeva la sua: mai, però, che abbia l’onestà di riconoscere i suoi limiti. Ma le date lo smentiscono, poiché Biondi diventa sindaco nel giugno del 2017; il finanziamento della scuola arriva nel dicembre dello stesso anno (concesso dal Governo Gentiloni proprio grazie alla programmazione della precedente amministrazione Cialente); il bando di gara per la progettazione è, invece, del 2020: se Biondi avesse davvero voluto riappropriarsi delle procedure sulla scuola avrebbe avuto ben tre anni per farlo”. Così sostiene in una nota Pietro Di Stefano, ex assessore alla ricostruzione nella Giunta Cialente, in risposta alle accuse lanciate dal sindaco Biondi sui ritardi nella ricostruzione delle scuole.

Il sindaco ha citato in causa proprio Pietro Di Stefano: “Il Comune non può svolgere attività ispettiva presso un’altra pubblica amministrazione. Romano dimentica che tutta questa vicenda nasce perché l’amministrazione a guida Cialente, e in particolare l’ex assessore alla ricostruzione, Pietro Di Stefano, decise di cedere al Provveditorato questi provvedimenti”.

“Oggi gli basterebbe alzare il deretano dalla sedia e capire cosa succede invece di accampare scuse. Sono passati oltre sei anni ormai e dovrebbe rendersi conto che con quelle accuse rivolte ad altri cade nel ridicolo. Se poi vuole citare e chiamare in causa il Provveditorato alle opere pubbliche, allora si documenti su quanto importante e responsabile lavoro ha fatto quell’ufficio e quanto si sono impegnate quelle persone proprio nelle settimane successive al sisma” risponde l’ex assessore Di Stefano.


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