Scuola, dl 36: sciopero generale anche all’Aquila

di Marianna Gianforte | 30 Maggio 2022 @ 06:04 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – No al decreto legge 36 su formazione e reclutamento che il Governo ha approvato a inizio maggio e che dovrà essere convertito in legge entro fine giugno. Un no “senza se e senza ma” quello che, con uno sciopero generale, oggi i sindacati della scuola rimarcheranno in modo unitario anche all’Aquila e in Abruzzo, in linea con il resto del Paese. Obiettivo: indurre il Governo, che non ha dato risposte alle richieste messe sul tavolo nell’incontro con il ministero del Lavoro il 9 maggio, a riaprire le trattative, confrontarsi, ascoltare le ragioni degli insegnanti. Sono tre i punti essenziali dai quali Flc Cgil, Cisl scuola, Uil Scuola, Snals Confsal, Gilda Unams non ammettono scostamenti e su cui, hanno sottolineato più volte, “è mancata ogni forma di possibile mediazione”: lo stralcio completo delle disposizioni di legge che incidono sulla libera contrattazione; l’individuazione di risorse finanziarie adeguate per procedere al rinnovo contrattuale; la stabilizzazione del personale precario che viene enormemente penalizzato dalle nuove regole.

“Lo sciopero deve rappresentare un segnale fortissimo – spiega la segretaria provinciale della Cgil scuola Miriam Del Biondo – se non riusciremo a fermarlo, il Governo (non il ministero, badate bene) il 15 giugno si giocherà su di probabilmente la fiducia sul DL 36 di aprile, che metterà definitivamente fine alla democrazia nella scuola, entrando a gamba tesa su questioni contrattuali e decidendo quale formazione si debba svolgere, quanta percentuale di docenti la possano svolgere e, soprattutto, stabilendone i contenuti. Inoltre, ma non per ultimo – aggiunge Del Biondo -, tutto ciò avverrà a costo zero per il Governo, che prenderà le risorse dalla card docenti, dell’organico potenziato e dai pensionamenti. La scuola non merita tutto questo”.

Sciopero le cui ragioni restano incomprensibili al ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi: “Sulla scuola solo investimenti e dal decteto legge 36 regole chiare su assunzioni e formazione in itinere”.

A rimarcare le posizioni del mondo della scuola anche il segretario nazionale della Cgil, Maurizio Landini, per il quale “è inaccettabile una formazione per pochi, finanziata, peraltro, con i tagli di organico. Come pure sono inaccettabili le assenze di risposte per i precari che ogni giorno garantiscono il diritto allo studio. Le lavoratrici e i lavoratori della scuola in piazza anche per rivendicare, ancora una volta, il diritto a un contratto giusto, per ampliare i diritti e garantire incrementi adeguati, in grado di ridurre la distanza dai salari europei”.

Dura anche la posizione del sindacato Gilda, che sottolinea l’esigenza urgente di “una modifica sostanziale del decreto del Governo, più risorse per il contratto scuola, lo stralcio di tutte le parti che sono oggetto di contrattazione, soluzione del problema del precariato, nuovo percorso di abilitazione e stabilizzazione del rapporto di lavoro dei precari con 36 mesi di servizio”.


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