Scuola, Cts: ormai è deciso, oltre i 6 anni in aula con mascherina

di Redazione | 19 Agosto 2020 @ 20:13 | ATTUALITA'
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Per gli studenti maggiori di 6 anni uso della mascherina a scuola. E’ questo l’ orientamento del Comitato tecnico scientifico, come confermato dal coordinatore del Cts Miozzo. “Distanziamento, mascherina e igiene. Sono i tre pilastri indiscutibili e saranno validi per il mondo scolastico. Utilizziamo la mascherina perchè è un importante strumento contro il virus”, ha aggiunto Miozzo. “Ovviamente la mascherina sarà abbassata durante una interrogazione, a mensa o mentre si farà ginnastica, ma l’indicazione generale è di usarla”.

“Si è lavorato per un attivo coinvolgimento sia dei pediatri di libera scelta che dei medici di medicina generale, i quali saranno chiamati assieme ai Dipartimenti di Prevenzione delle Aziende sanitarie locali a garantire ottimale supporto alle scuole e gestione, secondo le normative vigenti, dei soggetti infettati da Sars-CoV-2 e dei loro contatti”. Lo chiarisce il Comitato tecnico-scientifico al termine della riunione sulla riapertura delle scuole. “Il confronto tra i rappresentanti dei ministeri, quelli di Inail, di Istituto superiore di Sanità e Regioni, coordinatamente con l’intero Comitato Tecnico- Scientifico- spiega il Cts – ha portato anche alla finalizzazione di documenti puntuali, che saranno a breve resi pubblici, che rigorosamente permetteranno ai dirigenti scolastici e ai rappresentanti per l’emergenza Covid-19 da loro nominati di gestire nella maniera più efficace l’eventuale identificazione di soggetti, siano essi studenti o personale scolastico, che risultino essere contagiati”.

l Comitato ha esaminato anche il documento elaborato dall’Istituto Superiore di Sanità in collaborazione con l’Inail che stabilisce come andranno affrontati i casi di contagi a scuola, che sicuramente ci saranno, abbiamo otto milioni di studenti e due milioni di persone che lavorano, non possiamo immaginare che non avremo un caso, due casi o dieci casi. Questo è quasi una certezza. Ma il caso non vorrà dire chiudere le scuole di un paese, della regione o della provincia, ma bisognerà di volta in volta esaminare il contesto, la specifica situazione e se necessario mettere in quarantena una classe o se necessario mettere in quarantena l’intera scuola. Questo sarà discusso con le strutture sanitarie locali e con il dirigente didattico e di volta in volta verrà studiata la soluzione più opportuna”.

In serata invece sindacati, Anci, Upi hanno incontrato il Commissario per l’emergenza Covid Domenico Arcuri per discutere relativamente alla fornitura dei nuovi banchi, ma non solo. La distribuzione dei primi banchi monoposto agli istituti che ne hanno fatto richiesta inizierà dal 7 o 8 settembre, è stato assicurato, ed è prevista fino a tutto il mese di ottobre. Ci saranno sanzioni per quelle imprese vincitrici che dovessero sforare i tempi di consegna. Sono poi 2 milioni i test sierologici consegnati alle Regioni per la somministrazione agli insegnati e al personale docente delle scuole che vorranno farlo; lo screening partirà dal 24 agosto. E tuttavia sui test i sindacati sono sul piede di guerra,”il ministero della Salute dice che se ne occuperanno le Asl e i medici di famiglia mentre di fatto le Asl stanno demandando alle scuole l’onere di gestire in proprio la prenotazione dei test sierologici”, accusa Roberta Fanfarillo, che guida i dirigenti scolastici per la Flc Cgil. Di qui la confusione e il disappunto dei presidi, alle prese, oltre che con il reperimento di nuovi spazi in vista dell’apertura dell’anno scolastico, anche con il controllo delle domande relative alle supplenze, in pieno agosto e che gran parte del personale in ferie. Il sindacato dei Medici italiani (Smi) invece, pur concordando con i test sierologici al personale della scuola negli studi dei medici di famiglia, chiede che avvengano solo su base volontaria da parte di questi ultimi. Anche per venire incontro ai tanti dubbi dei dirigenti scolastici, la Cisl Scuola ha messo a punto una check list che aiuti i presidi a orientarsi.

Sul fronte politico, mentre il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia ha ribadito che il 14 settembre le scuole riapriranno “in tutta sicurezza”, hanno creato polemiche le parole del capogruppo di Italia Viva al Senato, Davide Faraone, il quale ha detto che “una cosa per noi improponibile è il rinvio dell’apertura dell’anno scolastico, sarebbe inaccettabile, piuttosto la occupiamo”. A criticare in modo forte le parole di Faraone sono scesi in campo compatti i Cinque Stelle che hanno definito “inaccettabili” i dubbi avanzati dall’esponente di IV e hanno ricordato che sono stati stanziati quasi 3 miliardi solo per la riapertura delle scuole. Il deputato M5S Luigi Gallo ha accusato Italia Viva di voler conquistare il ministero dell’Istruzione e per questo di creare allarmismi inutili. Dal centrodestra Mariastella Gelmini, capogruppi di FI alla Camera, ha proseguito ad attaccare la ministra Azzolina, “ha preso in giro il Paese è stato perso troppo tempo”; critiche anche da FdI, “dal governo solo messaggi confusi”.

Ed è stato pubblicato l’Avviso pubblico per accedere ai 70 milioni destinati agli Enti Locali dal decreto Agosto per l’affitto di spazi e per l’acquisto, il noleggio o il leasing di strutture temporanee da utilizzare per le attività didattiche, per garantire il distanziamento.


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