Scuola, “col tampone negativo, non mi hanno fatta entrare”

La testimonianza di un'assistente educativa di una scuola elementare aquilana

di Matilde Albani | 24 Settembre 2021 @ 06:04 | ATTUALITA'
classe Scuola sospensione
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L’AQUILA – “La scorsa settimana  mi è stato impedito l’ingresso nella scuola elementare dove lavoro, nonostante fossi in possesso di green pass in corso di validità, ma semplicemente per il fatto di aver dimenticato il cellulare a casa e pur avendo con me il documento cartaceo del tampone negativo dal quale scaturisce la creazione del codice QR”.

A raccontare l’episodio a Laquilablog un’assistente educativa di un bambino con autismo.

“In sostanza – racconta la donna – mi è stato impedito di svolgere le mie mansioni vietandomi l’ingresso a scuola perché sprovvista del materiale digitale. È lecito non tenere fede di un documento cartaceo? Anche perché, in mancanza di fiducia, bastava chiamare la farmacia e verificare. Con quale diritto mi è stata sottratto la giornata lavorativa, senza retribuzione tra l’altro perché ho il contratto ad ore con la cooperativa ? Chi mi rimborsa per la giornata lavorativa e per il tampone fatto inutilmente? Sono stata fatta accomodare fuori dalla scuola, senza alcuna motivazione scientifica, visto che ero negativa. Ma la cosa più grave a mio parere è che il minore, che necessita di assistenza, sia stato privato di un suo diritto ed io della possibilità di svolgere il mio lavoro. Ho chiesto spiegazioni alla segreteria della scuola e mi è stato risposto che le regole sono queste e basta. Quindi, mi viene da pensare, che con questo sistema di contenimento del virus chiamato green pass, la cosa fondamentale non è essere negativi ma avere un codice. Non si tratta di essere pro o contro il vaccino  – conclude – ma è la macchinosità di questa misura, rispetto alla presunta tutela della salute e al contenimento dei contagi, che peggiora tutto”.


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