rotaryLa scultura, 1 x l’altro, opera del fiorentino Fabrizio Corneli, donata alla municipalità dal Rotary Club L’Aquila, continua a dividere la città.

Dopo le polemiche sul web arriva il commento del Sindaco, Massimo Cialente, sulla sua bacheca Facebook:

A me l’opera piace. Vi sono i soliti “aquilani veraci” che polemizzano, ai quali niente sta bene. Modesti culturalmente, buoni solo a criticare. Sono quelli che definisco la zavorra della città. L’opera ha tre temi: Richiama la policromia dei due più grandi monumenti aquilani: le 99 Cannelle e Collemaggio; richiama lo scorrere dell’acqua, appare come una porta che si schiude nell’ingresso ovest della città. E’ arte moderna, giudicata da grandi esperti.
Un po’ troppo per certi ignoranti.
Andiamo avanti.
W L’Aquila del futuro

11012944_682458975232817_3182019833222995773_nOggi la risposta di un lettore:

Egregio Sig. Sindaco Cialente
Ignorante e zavorra sarà Lei, già solo per aver dato degli ignoranti a cittadini che esprimono la loro opinione nei modi e nei luoghi più opportuni, in uno stato, l’Italia, che ad oggi ancora consente di dissentire dalle opinioni altrui, in questo caso dalla Sua e da quella della Sua giunta in merito alla installazione artistica, a Suo dire “opera”.
Che la stessa abbia tre significati, o quattro che siano, poco ha a che vedere con l’obbrobrio che la stessa rappresenta (e più che obbrobrio mi permetto di dire che è l’indecenza nel definirla “opera”, appunto, a lasciare senza parole).
Sicuramente Lei sarà un seguace o un cultore di Marcel Duchamp, il critico d’arte che sdoganò l’arte moderna per come la conosciamo oggi, un ricettacolo di frustrati che all’Arte stessa stanno come Lei sta ad un De Gasperi.
Non mi dilungo con Lei e con quelli come Lei che si permettono di dare degli ignoranti e della zavorra ai propri concittadini e potenziali elettori.
Fossi in Lei, cercherei almeno di rettificare quanto scritto, se non altro per educazione.
In quanto politico di lunga data Lei, come gli arbitri di calcio, sarà avvezzo agli epiteti che il volgo nel suo caso, i tifosi nell’altro, usano lanciare nei vostri confronti, per cui non si meraviglierà certo di quelli che la zavorra ignorante avrà certamente usato nei Suoi confronti in questo caso.
Non si meravigli del dissenso, il volgo è tale ed immutabile nei secoli, come la chiesa e come la classe politica.
Fermo restando che la zavorra ignorante è quella cosa immonda che pagando le tasse consente alla Sua persona di essere Sindaco della nostra città.
Chiudo questa mia allegando l’immagine icona del genio Duchamp, l’orinatoio, che avrebbe trovato sicuramente più consensi che l’obbrobrio da Lei scelto.
Qui possiamo trovare svariati significati riconducibili alla nostra amata città, in primis il bianco, la purezza, a seguire anche qui lo scorrere delle acque, reflue in questo caso, una porta per il Paradiso (ha idea del benessere che sopraggiunge dopo aver svuotato la vescica?) e per concludere l’uscita dalla vita della città della Sua figura politica.
Per dirla con Cardarelli: “anche un guardiano di porci avrà la sua perla rara”.
Cordialmente, suo mai più elettore Arturo Duchamp Rossi.
Mi stia bene.

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