Scoppito, la minoranza chiede rinvio Consiglio Comunale dedicato alla mozione di sfiducia al sindaco

Il motivo: la concomitanza con il matrimonio del consigliere Mancini

di Redazione | 30 Settembre 2021 @ 12:14 | POLITICA
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SCOPPITO – La minoranza al Comune di Scoppito (L’Aquila) chiede il rinvio del Consiglio Comunale, a causa della concomitanza con il matrimonio del consigliere comunale Marco Mancini firmatario della mozione di sfiducia.

Il consigliere comunale Emiliano Renzetti, in qualità di estensore della mozione di sfiducia al Sindaco e di portavoce di tutti i consiglieri firmatari della stessa, ha inviato una lettera al presidente del Consiglio comunale, di posticipare il Consiglio comunale in programma il 2 ottobre alle 11.30.

“il 28 settembre – scrive Renzetti – abbiamo appreso dal vostro avviso protocollo 4185 che la seduta del prossimo consiglio si terrà il giorno 2 ottobre, in concomitanza con il matrimonio del consigliere Marco Mancini, firmatario della mozione di sfiducia. La circostanza ci sorprende in quanto la data del matrimonio del consigliere Mancini era nota da tempo a tutti, anche perché le pubblicazioni di matrimonio sono state regolarmente effettuate come previsto dalla legge. Va da sé che, qualora le cose non dovessero mutare, il consigliere firmatario Marco Mancini, e forse anche altri, non potranno per ovvie ragioni partecipare ai lavori consiliari proprio nella seduta in cui si vota la mozione di sfiducia al Sindaco. Riteniamo che, al netto dell’intenzionalità dell’iniziativa, tale convocazione rappresenti l’ennesima lesione delle competenze del Consiglio Comunale che si vedrebbe depauperato della presenza di almeno un consigliere firmatario proprio nella seduta in cui il Consiglio Comunale esercita la più alta delle sue funzioni che è quella di valutazione dell’operato del Sindaco”.

Renzetti scrive ancora: “Riteniamo che, al netto dell’intenzionalità dell’iniziativa, tale convocazione rappresenti l’ennesima lesione delle competenze del Consiglio Comunale che si vedrebbe depauperato della presenza di almeno un consigliere firmatario proprio nella seduta in cui il Consiglio Comunale esercita la più alta delle sue funzioni che è quella di valutazione dell’operato del Sindaco. La mancanza del consigliere Marco Mancini e di altri firmatari inficerebbe il risultato del voto in quanto la mozione di sfiducia, ai sensi e per gli effetti dell’articolo 52, Mozione di sfiducia, del decreto legislativo 18 agosto 2000, numero 267, Testo Unico delle leggi sull’ordinamento degli Enti Locali, viene approvata a maggioranza assoluta dei componenti il Consiglio Comunale e non a maggioranza dei presenti. Per i motivi addotti, si chiede di rinviare la seduta consiliare, che la S.V. ha stabilito per il giorno 2 ottobre alle ore 11:30, ad una data successiva da concordare almeno con i firmatari affinché il Consiglio Comunale possa espletare al meglio la sua funzione di controllo politico-amministrativo che l’articolo 42, Attribuzioni dei consigli, del TUEL gli demanda”.


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