Scoppito, comitato insorge contro trasferimento scuola

Francsca Zia, "struttura piena di criticità, lavori non ultimati e nessun parere positivo della Asl1"

di Matilde Albani | 04 Settembre 2021 @ 06:06 | ATTUALITA'
Scoppito trasferimento scuola
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L’AQUILA –  Ancora polemiche a Scoppito per il  trasferimento di alcune classi della scuola elementare nei locali dell’ex ristorante La Bazzica. In sostanza, l’ordinanza del sindaco Marco Giusti, ha disposto il trasferimento di 4 classi dell’istituto comprensivo Comenio, motivandone la scelta per la necessità di smontare il Musp ed iniziare i lavori della nuova scuola.

“In realtà tali lavori non si sa quando inizieranno essendo l’iter amministrativo ben lungi dall’essere concluso – precisa a Laquilablog Francesca Zia presidente del comitato “Con i bambini non si bazzica” – 90 bambini,  personale docente e non,  inizieranno il nuovo anno scolastico in una struttura di cui non si conosce il grado di vulnerabilità e che presenta numerose criticità “.

Inoltre, malgrado i lavori siano iniziati a marzo, a pochi giorni dall’inizio dell’anno scolastico, non sono ancora terminati. I primi genitori che hanno visionato la struttura, hanno rilevato diversi problemi: colonne all’interno delle aule, una scala di accesso che rappresenta una barriera architettonica, e la promiscuità, ovvia, con le abitazioni private nei tre piani sovrastanti la scuola, oltre alle problematiche più volte sottolineate” –  spiega ancora la Zia.

“Malgrado la richiesta del comitato di tornare in dietro da questa decisione, il sindaco ha confermato lo spostamento in una struttura che ad oggi non ha ancora nemmeno il parere positivo della Asl1. Diversi genitori a malincuore stanno spostando i bambini in altri istituti , questo,  a danno di una scuola che fino ad oggi grazie al lavoro del dirigente e dei suoi insegnanti, ha sempre garantito una offerta formativa di eccellenza. A nulla sono serviti gli appelli del dirigente di trovare una soluzione alternativa. Tutto ciò è molto triste, soprattutto per i bambini che dovranno bruscamente interrompere un rapporto non solo educativo ma anche emotivo costruito giorno dopo giorno con i loro insegnanti, bambini che hanno il sacrosanto diritto allo studio in condizioni di sicurezza.”


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