Scomparsa di Giulio Petronio, il cordoglio delle figure istituzionali aquilane

di Redazione | 08 Febbraio 2022 @ 10:17 | ATTUALITA'
Giulio Petronio
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L’AQUILA  –  Ieri è venuto a mancare Giulio Petronio, il re del canestrato, produttore di due presìdi Slow Food, una persona di riferimento nel parlare di transumanza e di produzione di cibo buono, pulito e giusto. Così, le figure istituzionali aquilane lo ricordano.

Guido Quintino Liris

“Con Giulio Petronio se ne va un pezzo di storia della pastorizia abruzzese, un allevatore modello capace di guardare sempre al futuro, custode della montagna e di quello straordinario patrimonio di biodiversità di cui il Gran Sasso è ricco”.
Così l’assessore regionale alle Aree interne, Guido Liris, esprime cordoglio per la scomparsa di uno degli allevatori più grandi del comprensorio.
“Instancabile, portava avanti la millenaria tradizione della transumanza”, ricorda Liris, “a lui si deve buona parte della Rassegna degli ovini di Campo Imperatore ed è stato il primo ad inserire una particolare razza ovina per la produzione di una lana di colore naturale che permettesse di non dover ricorrere a colorazioni, inserendosi in un circuito di produzione tessile. La sua esperienza sia fonte d’ispirazione per i tanti giovani che nell’entroterra e nei centri montani possono ancora oggi costruire il loro futuro”.
“Ai suoi cari”, conclude l’assessore, “giungano le mie sentite condoglianze”.
“A nome della municipalità aquilana e a titolo personale esprimo sentimenti di profondo cordoglio per la scomparsa di Giulio Petronio. Un imprenditore, amante della sua professione ma ancor prima un visionario che in tempi non sospetti ha intuito le potenzialità di settori, quelli della zootecnia e dell’agroalimentare, strategici per la sopravvivenza delle aree interne e dei comuni montani. Il suo percorso, di vita e lavorativo, intrisi di professionalità e passione, ha mostrato come bontà e bellezza possano convivere, fondendosi in eccellenze che contribuiscono a valorizzare il territorio e a promuoverne l’immagine. Ai familiari tutti e all’intera comunità di Castel del Monte giungano sinceri sentimenti di condoglianze”. Lo dichiara il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi.

Ieri è mancato improvvisamente Giulio Petronio, pastore e grande produttore caseario sul Gran Sasso, referente dei produttori del Presidio del Canestrato di Castel del Monte. Lo ricorda con noi Silvia De Paulis, che ha condiviso con lui i tanti progetti di valorizzazione della pastorizia e di tutela della biodiversità nell’area aquilana. Giulio Petronio era, e rimarrà per sempre, un amico di Slow Food. Era la voce più sensibile, autorevole e acuta dell’economia pastorale abruzzese. Non era un semplice allevatore e produttore del Presidio del Canestrato di Castel del Monte, Giulio era molto altro per noi. Era colui che sapeva raccontare il passato, ma sempre con uno sguardo attento e aperto verso il futuro. Sapeva tutto sulla transumanza perché l’aveva praticata sin da ragazzino, conosceva storie incredibili ed era un piacere ascoltarlo. Giulio però era quello che più di tutti aveva una lungimirante visione dell’economia e della cultura delle aree interne. Amava il suo lavoro, ne conosceva la forza e i limiti. Aveva abbracciato Slow Food sin dal 2001 quando il “suo” Canestrato di Castel del Monte era diventato uno dei primi Presìdi abruzzesi. Da quel momento il legame è diventato sempre più forte e, per tutti noi, è stata e rimarrà per sempre una delle voci più autorevoli e sincere del settore. Ma Giulio, ribadiamo, era molto, molto di più. Non si è mai sottratto dal divulgare il suo sapere, soprattutto ai giovani, né tantomeno dall’accogliere tutti presso la sua azienda o nei suoi pascoli in quota. Ha abbracciato sempre nuovi progetti con spirito collaborativo e con consigli preziosi. Quando sul territorio è nato il Presidio della lenticchia di Santo Stefanio di Sessanio ha partecipato con entusiasmo alla sua conservazione, coltivandola insieme a decine di altri produttori. La sua voce, il suo sorriso, i suoi consigli, la sua presenza a Terra Madre e a Cheese, ci mancano già. Grazie Giulio per quello che hai seminato, te ne siamo immensamente riconoscimenti.

[In aggiornamento]

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