Scollatura osè? Il Museo d’Orsay vieta l’ingresso

di Redazione | 10 Settembre 2020 @ 11:22 | Pillole social (di tutto di più)
Print Friendly and PDF

Le negano l’accesso al Museo d’Orsay di Parigi per una scollatura troppo vistosa. Protagonista della vicenda è Jeanne una ragazza che ha raccontato su Twitter quanto le è accaduto con una lunga e dettagliata lettera.

Fissavano il suo seno insistentemente ma nessuno le spiegava che era quello, il motivo, per cui non volevano farla entrare in uno dei musei più importanti del mondo, nella città nota un tempo per essere patria di libertà: Parigi.

«O si copre, o lei non entra», questo le è stato detto, e la ragazza si è dovuta dunque coprire con una giacca. Il giorno dopo, Jeanne ha scritto una feroce lettera aperta, raccontando nei dettagli l’accaduto su Twitter, con lo pseudonimo Tô’.

«È martedì 8 settembre, il caldo aumenta nel pomeriggio e le braccia si scoprono. Ho voglia di andare al museo d’Orsay, e non sospetto che il mio décolleté sarà un oggetto di discordia. Arrivata all’ingresso non ho il tempo di mostrare il biglietto che la vista dei miei seni turba la funzionaria incaricata del controllo delle prenotazioni, che parte salmodiando: ”Ah no, non è possibile, non si può lasciare passare una cosa simile”, mentre la collega cerca di convincerla a lasciare perdere. Chiedo che cosa stia succedendo, nessuno mi risponde ma fissano i miei seni, mi sento a disagio, l’amica che mi accompagna è sconvolta. Un altro agente di sicurezza  si avvicina e mi intima ad alta voce: ”Signora le chiedo di calmarsi”. Sono calmissima, vorrei solo capire perché non posso entrare nel museo. ”Le regole sono le regole”. Arriva un altro responsabile, nessuno ha il coraggio di dire che il problema è il décolleté, ma tutti fissano apertamente i miei seni, designati alla fine con un ”questo”».

Le “regole” citate dai funzionari sarebbero quelle dell’articolo 7 del regolamento interno del museo. Recita: “Gli utenti devono conservare una tenuta decente e un comportamento conforme all’ordine pubblico e devono rispettare la tranquillità degli altri utenti”.

La giovane donna però non ci sta: “Io non sono solo i miei seni, non sono solo il mio corpo. Mi domando se gli agenti che volevano proibirmi di entrare sanno a che punto hanno obbedito a dinamiche sessiste. Non può essere il giudizio arbitrario su che cosa è decente e cosa non lo è a determinare l’accesso o meno alla cultura”.

In serata, come riporta il Corriere della Sera, arrivano le scuse della direzione del museo: “Siamo profondamente dispiaciuti per questo incidente e presentiamo tutte le nostre scuse alla persona coinvolta”, hanno fatto sapere, imputando l’accaduto a un «eccesso di zelo» dei funzionari, dipendenti di una società esterna. 


Print Friendly and PDF

TAGS